In un contesto di crescente violenza e manipolazione statistica, l’Osservatorio di Cittadinanza Cattolica e Analisi Sociale ha pubblicato il suo report numero 44, intitolato «Crimen Organizado y Sus Nexos con Políticos». Il documento offre elementi per il discernimento etico e sociale, basati sulla Dottrina Sociale della Chiesa. Il report denuncia la fusione tra strutture criminali e potere politico, particolarmente sotto il regime di Morena e la cosiddetta «4T», e pone domande critiche: ¿Cómo sobreviven los carteles si llega menos droga a Estados Unidos? ¿Cuál es el tamaño del poder económico de las mafias coludidas con políticos? ¿Existe verdadera convicción en los gobiernos federal y estatales para combatir el crimen, o es solo una reacción a las presiones di Donald Trump?
Il documento inizia con un criterio etico estratto dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (n. 394), che enfatizza che l’autorità politica deve essere esercitata all’interno dell’ordine morale e a pro del bene comune, obbligando i cittadini a obbedire solo sotto quelle condizioni. Questa premessa serve da quadro per analizzare fatti recenti che illustrano l’infiltrazione del crimine organizzato nelle istituzioni pubbliche.
Tra i fatti evidenziati, il report dettagli la cattura del sindaco di Tequila, Jalisco, Diego Rivera Navarro, il 5 febbraio 2026, nell’operazione «Enjambre» guidata dal segretario alla Sicurezza federale, Omar García Harfuch. Accusato di narcotraffico, sequestro, delinquenza organizzata ed estorsione a imprese tequileras mediante «derecho de piso», Rivera Navarro era presumibilmente legato al Cártel Jalisco Nueva Generación (CJNG). Il suo direttore della Sicurezza Pubblica, Juan Manuel Pérez Sosa, riscuoteva personalmente le estorsioni. La sindaca interina, Lorena Marisol Rodríguez Rivera, è stata criticata per apparire in video cantando narcocorrido che glorificano «El Mencho», leader del CJNG. Mezzi come YouTube e portali locali riportano che la popolazione di Tequila era a conoscenza di questi legami, sebbene la nuova edila lo neghi. Antonio Lancaster-Jones, presidente del Consiglio delle Camere Industriali di Jalisco (CCIJ), ha contraddetto le sue dichiarazioni, affermando estorsioni a vari rami aziendali.
Un altro caso allarmante è il sequestro e l’omicidio di dieci lavoratori minerari a Concordia, Sinaloa, all’inizio di febbraio. Cinque corpi sono stati identificati il 10 febbraio, appartenenti a dipendenti della canadese Vizsla Silver Corp. Inizialmente attribuiti a confusioni tra fazioni del Cártel de Sinaloa («Los Chapitos»), le indagini puntano al rifiuto di pagare «derecho de piso». Il report cita Jorge Fernández Menéndez, che denuncia che il CJNG ha preso miniere d’oro e d’argento in confini come Jalisco-Zacatecas, con la compiacenza delle autorità. Inoltre, menziona il ritrovamento di due imprenditori morti a San Luis Potosí il 7 febbraio: Pablo Ortega Venegas e Óscar Osbaldo Luna Silva, quest’ultimo precandidato di Movimiento Ciudadano alla sindaco di Villa de Reyes.
La violenza contro gli imprenditori si intensifica, colpendo non solo loro ma la popolazione generale. Il report critica la gestione governativa delle sparizioni, con collettivi di madri cercatrici che protestano per cifre manipolate. La presidente Claudia Sheinbaum, nella sua conferenza del 10 febbraio, ha affermato una riduzione del 42% negli omicidi dolosi da settembre 2024 a gennaio 2026, scendendo da 86.9 a 50.9 giornalieri. Tuttavia, il documento mette in dubbio questi dati, citando le dimissioni di Teresa Guadalupe Reyes Sahagún nel luglio 2025 come titolare della Commissione Nazionale di Ricerca, di fronte a un registro ufficiale di più di 131 mila scomparsi. Secondo Reyes, il 59.51% degli uomini localizzati appaiono senza vita, e il 40.28% delle donne.
Una tabella nel report confronta le sparizioni per sessennio: Felipe Calderón (2006-2012) ha registrato 16.981 (8 al giorno); Enrique Peña Nieto (2012-2018), 32.513 (15 al giorno); e Andrés Manuel López Obrador (2018-2024), 53.650 (25 al giorno). L’organizzazione Causa en Común denuncia anomalie nelle cifre degli omicidi, come riduzioni «fuori dal comune» in entità come Tabasco (-77%) e Nuevo León (-72%), attribuite a riclassificazioni e occultamenti.
Nell’analisi, l’osservatorio argomenta che questi fatti rivelano una «narco-crisi» nazionale, con collusione tra Morena e cartelli. Casi come Tequila e la miniera sinaloense sono sintomi del fatto che il crimine si impadronisce delle economie regionali, aggravato da pressioni esterne che riducono il flusso di droga. Il report accusa il governo di nascondere la realtà con cifre false, mentre la fusione tra politici e criminali raggiunge estremi. Esempi includono Tabasco, dove il governatore Adán Augusto López Hernández ha designato Hernán Bermúdez Requena, presunto leader di «La Barredora» (braccio del CJNG), come segretario alla Sicurezza, e Leonardo Arturo Leyva Ávalo come capo della polizia.
L’elenco di imprenditori assassinati cresce in stati come Sinaloa, Tamaulipas, Jalisco e Puebla. Camere come la American Chamber de México registrano impatti economici del ricatto, includendoli nei bilanci contabili. L’osservatorio denuncia la proliferazione di «imprenditori del crimine» sotto la 4T, come il «Clan Andy» e imprese fantasma legate a progetti pubblici, facilitate da notai compiacenti.
Nelle conclusioni, il report afferma che i cartelli si sono rafforzati ed estesi a livello nazionale, invadendo lo Stato. Attribuisce cinque «contributi» di Morena e la 4T: 1) Fusione di strutture politiche con cartelli (narco-presidenti, narco-governatori); 2) Politiche come «abrazos, no balazos» che hanno permesso armamento ed estorsione; 3) Espansione territoriale del crimine; 4) Relazioni esposte, come AMLO con «El Rey del Huachicol» Sergio Carmona; 5) Rinnovo criminale verso estorsione imprenditoriale, sequestri e sparizioni.
Il documento cita un tweet di Manuel López San Martín del 22 luglio 2025, che mette in dubbio se López Obrador sapesse dei legami narco nel suo entourage. La direttiva d’azione esorta a rifiutare la normalizzazione, promuovere cerchi di coscienza cittadina e pulire lo Stato. «Sembra che siamo arrivati tardi, ma dobbiamo iniziare con la pulizia del crimine organizzato nelle viscere dello Stato Messicano», conclude.
Il report completo può essere visto qui.