La Piattaforma promuove una mozione e una Proposizione Non di Legge nei gruppi politici, per respingere la riforma costituzionale che pretende di blindare l’aborto come diritto fondamentale.
- Fuencisla Casanova, portavoce di acTÚa FAMILIA, dichiara che “dopo che il Consiglio di Stato ha dato il via libera alla riforma, l’obiettivo è che il Governo della Nazione ascolti la cittadinanza e desista dalla sua iniziativa per includere l’aborto come diritto nella Costituzione”.
- “Aiutare la donna incinta è promuovere veramente la donna e la sua salute”, dice la psicologa esperta nelle conseguenze dell’aborto.
MADRID, 27 febbraio 2026 / ACN.- La piattaforma acTÚa FAMILIA, in continuità con la sua campagna ALUMBRA LA VIDA, presenta e promuove una proposizione non di legge (PNL) —o mozione equivalente— diretta ai comuni, parlamenti autonomici e, nel caso, al Congresso dei Deputati. La proposta respinge fermamente qualsiasi tentativo di presentare l’aborto come “diritto costituzionale”, “diritto di salute riproduttiva” o “diritto della donna” mediante vie indirette o interpretazioni che considerano “porte false”.
Fuencisla Casanova, portavoce di acTÚa FAMILIA e psicologa esperta nelle conseguenze dell’aborto, ha affermato con fermezza: “Un giorno l’aborto sarà impensabile: il diritto di porre fine alla vita di un essere umano non esiste, esiste il diritto di nascere”. Questa convinzione è quella che ora si trasferisce a questa mozione istituzionale.
acTÚa FAMILIA denuncia che il Governo pretende di manipolare istituzioni come il Consiglio di Stato e il Tribunale Costituzionale per concedere copertura a un’agenda puramente ideologica. Secondo l’esposizione dei motivi della proposta, modificare l’articolo 43 della Costituzione (relativo alla protezione della salute) per blindare l’aborto rompe l’ordine costituzionale vigente. La Costituzione del 1978 non riconosce un diritto all’aborto; al contrario, l’articolo 15 garantisce il diritto alla vita e all’integrità fisica e morale di tutti, e il Tribunale Costituzionale ha protetto costantemente il non nato come bene giuridico costituzionale. In questo senso, la mozione sottolinea che non esiste un “diritto di abortire”, ma un “diritto di nascere”.
La riforma si qualifica come un cambiamento ideologico profondo che cerca di chiudere un dibattito legittimo e divisivo nella società spagnola, erodendo il consenso fondazionale della Transizione. Inoltre, si argomenta che legare l’aborto all’articolo 43 perverte il suo scopo originale di garantire la salute pubblica, poiché portare a termine una gravidanza protegge la salute fisica e psichica della madre, mentre l’aborto volontario incrementa significativamente —secondo numerosi studi internazionali— i rischi di disturbi gravi.
Fuencisla Casanova ha insistito ripetutamente in che “aiutare la donna incinta è promuovere veramente la donna e la sua salute”, e anche nelle gravi conseguenze psicologiche ed emotive dell’aborto, esponendo le ragioni decisive per cui la sindrome post-aborto esiste ed è un trauma reale per molte donne. Dalla sua esperienza professionale e dall’accompagnamento a migliaia di colpite, rafforza l’argomento che “l’aborto non è salute, ma un fallimento sociale che deve essere respinto in tutti i ambiti, incluso quello costituzionale”.
In conclusione, la proposta esorta i parlamenti autonomici e i comuni a posizionarsi con chiarezza e a richiedere al Governo della Nazione, al Consiglio di Stato, al Congresso e al Senato che respingano questa riforma, difendendo il quadro costituzionale attuale che dà priorità alla vita dalla concezione e preserva il carattere non costituzionale dell’aborto.
Punti di accordo proposti nella mozione:
- Conservare intatto il testo costituzionale vigente, desistendo da qualsiasi riforma in questo senso.
- Preservare il carattere non costituzionale dell’aborto, assicurando che rimanga nel quadro delle leggi ordinarie, soggetto a dibattito e revisione democratica.
- Difendere in ogni momento il nascituro come bene giuridico da proteggere, in accordo con la dottrina consolidata del Tribunale Costituzionale.
acTÚa FAMILIA, con la leadership di voci come quella di Fuencisla Casanova, fa un appello a tutte le istituzioni locali e autonomiche affinché sostengano questa iniziativa e contribuiscano a mantenere la protezione costituzionale della vita dalla concezione.
Il riassunto della mozione può essere scaricato nel link: RESUMENmocionPNLDerechoNacerConstitucion