Leone XIV con ITA Airways, il viaggio in Camerun, ¿il Vaticano copre i pedofili con la prescrizione?, suore contro il Vaticano, in difesa dell'idolatria, la Biblioteca Apostolica e De Gasperi, Zuppi e il Papa, le reliquie di San Francesco.

Leone XIV con ITA Airways, il viaggio in Camerun, ¿il Vaticano copre i pedofili con la prescrizione?, suore contro il Vaticano, in difesa dell'idolatria, la Biblioteca Apostolica e De Gasperi, Zuppi e il Papa, le reliquie di San Francesco.

Il pontificato del Papa Francesco si sta dissolvendo, il passare del tempo è inflessibile, non perdona e ci stiamo abituando alla vita ordinaria del Papa Leone XIV.  Ieri lunedì il Papa Leone XIV si è recato a  Castelgandolfo per riposare, è previsto che ritorni al Palazzo Apostolico questa notte che torna ad accogliere un Pontefice. È martedì e vediamo con un altro giorno cercando di segnalare lo più interessante e presentarlo con brevità. 

Leone XIV con ITA Airways.

Udienza con rappresentanti della compagnia aerea statale italiana, la compagnia che trasporta i pontefici nei loro spostamenti internazionali, il papa Leone XIV ha espresso preoccupazione per l’uso militare degli aerei.  Leone XIV chiede che le aeronavi «siano sempre portatrici di pace, mai di guerra». «¡Questo non è progresso, è regresso!».  Leone XIV ha situato i voli papali nel contesto della missione della Chiesa nel mondo attuale e ha sottolineato che le rotte delle aeronavi nei viaggi apostolici rappresentano «uno dei simboli più eloquenti della missione dei successori di Pietro nell’epoca contemporanea». Riferendosi al suo stesso ruolo durante queste missioni, ha evidenziato che «il Papa si presenta davanti a tutti come messaggero di pace» e desidera che  i percorsi realizados in aereo dovrebbero funzionare sempre come ponti di dialogo, incontro e fraternità tra paesi e culture.

In difesa dell’idolatria.

Sono molti gli idoli, anche idole, che popolano l’immaginario collettivo in questi tempi turbolenti. Come accade sempre la realtà ci sorprende e viviamo tempi la Madre Terra «pachamama» , Già Papa Francesco fu accusato di idolatria per la presenza dell’idolo in Vaticano, nei giardini e nella stessa basilica. Ora Leone XIV è anche nel mirino: sono venute alla luce immagini del suo periodo missionario che per quanto si vogliano minimizzare, più sappiamo e peggio è. Prevost aveva già il comando sul campo e quarant’anni, l’ambiente è un incontro in cui era presente il segretario dei religiosi, Errázuriz, che non partecipò, indubbiamente era più sveglio degli altri, ma nemmeno impedì l’adorazione pagana. Sopra tutto c’era la sua carriera che non prosperò in Vaticano, come avrebbe desiderato, e terminò nel suo Cile natale, nel 1996 a Valparaíso e nel 1998 a Santiago, tardò con il cardinalato, arrivò nel 2001. L’ultima fase del pontificato del Papa Giovanni Paolo II è nota come quella della sede vacante, e il concistoro del 2001 con 44 nuovi cardinali cambiò la storia.  Aquel 21 febbraio 2001, oltre al futuro Papa Francesco, furono creati cardinali diversi membri del cosiddetto ‘gruppo di San Gallo’.  Karl Lehmann, Walter Kasper, Cormac Murphy-O’Connor, Maradiaga,  Hummes, McCarrick, Errazuriz, Re,  Egan…  A marzo 2019 Errázuriz fu citato a deporre davanti alla procura cilena come imputato per presunto occultamento di almeno dieci casi di abusi sessuali su minori, tra cui quelli legati al caso Karadima.

Ci sono attacchi di idolatria, che non sono una cosa minore, e ora abbiamo difensori, uno di loro un ex vescovo peruviano, è Reinhold Nann.  Vescovo di origine tedesca e nelle foto di un congresso del 1995, che circolano:  «Non percepisco alcun culto alla Pachamama come dea né in Prevost né in nessuno dei presenti».  Confronta l’atto con la venerazione dei santi: «Rispettare la terra come un «essere con anima» significa continuare a riconoscerla come creatura di Dio. Pachamama è la terra, o meglio, l’anima della terra. Pertanto, possiamo parlarle come parliamo con i santi. Possiamo inginocchiarci davanti a lei come facciamo davanti ai santi, purché la consideriamo una creatura e non una dea». Il semovente Nann è  originario dell’Arcidiocesi di Friburgo, fu Prelato della Prelatura Territoriale di Caravelí in Perù dal 2017 al 2024, che rinunciò per tras alegar inizialmente «motivi di salute», l’anno successivo aveva rinunciato alle sue funzioni clericali e contratto matrimonio civile in Perù. 

 

La Biblioteca Apostolica e De Gasperi.

Giornata di studio promossa dalla Biblioteca Apostolica Vaticana nell’Aula Sistina. Apre Parolin e partecipano tutto il personale della casa. Sono momenti per farsi notare, il tempo passa e i posti non sono sicuri. Supponiamo che terminerà con la pubblicazione degli interventi dei relatori. Non dubitiamo dell’interesse del personaggio centrale: De Gasperi, e dell’ambiente in cui visse. Che questo incontro si realizzi in una scenografia così solenne, la sala sistina, e con tutto il personale al completo,  sembra che abbia altri interessi.

Caritas per famiglie musulmane.

Per questo stiamo finendo, inoltre si adornano dicendo che » l’invito verrà esteso alle famiglie cattoliche e il vescovo incantato:  «Abbiamo bisogno di segni di pace». Famiglie musulmane che vivono in povertà e che hanno già ricevuto aiuto dall’organizzazione Caritas locale sono state invitate in un ristorante nel quartiere Ferrovia, a Foggia, per celebrare la fine del Ramadán.  Il menu include tè, brioche di verdure, tajine di pollo con limone e olive, pane marocchino e cuscus con manzo e verdure. Per finire, torta al formaggio con mango. L’arcivescovo Giorgio Ferretti di Foggia-Bovino era presente: «Questo pranzo intende prima di tutto essere un segno di fraternità umana, come avrebbe espresso il Papa Francesco nella famosa Lettera di Abu Dhabi. Molti uomini, donne e bambini che vivono nella nostra provincia desiderano vivere in pace e lavorare».  Di fronte alla sorpresa dei cattolici locali, si organizzerà un’iniziativa simile per le famiglie cattoliche questa Settimana Santa.  Khady Sene, direttrice di Caritas Foggia-Bovino, ricorda lo spirito di «accoglienza senza pregiudizi» che ispira il servizio di Caritas.

La permanente dei vescovi italiani.

I vescovi italiani si sono riuniti a Roma dal 23 al 25 marzo per la sessione di primavera del Consiglio Episcopale Permanente.  Zuppi, delinea la linea d’azione: una presenza vibrante, capace di comunione e missione, lontana dalla logica del potere ma capace di intervenire profeticamente nel dibattito pubblico per diffondere una cultura della legalità e della solidarietà, profondamente radicata nelle ferite della storia contemporanea.  A Zuppi l’Italia sembra piccola e non finisce di assumere che i suoi sogni bianchi non si sono realizzati. Gli sembra che il Papa Leone non abbia attrattiva ed è irrilevante, nessuno prende sul serio i suoi interventi, non così il suo amato Francesco.   Zuppi torna a chiedere un cessate il fuoco e ricorda il martirio del Padre Pierre Al-Rahi, assassinato negli attacchi israeliani in Libano. Egli è il pastore che «ha scelto di rimanere con la sua comunità fino alla fine, dando testimonianza con la sua vita e il suo sangue della sua fedeltà al Vangelo».
Le parole del cardinale Zuppi alludono anche ad altri fatti drammatici, oltre alle guerre, come la fuga dei cervelli dall’Italia, i 142.000 italiani che emigreranno all’estero entro il 2025, il tasso di povertà, la migrazione e le tragedie nel Mediterraneo che affliggono le notizie quasi quotidianamente e a cui dobbiamo continuare a dare risposte adeguate.  Zuppi sottolinea il dialogo e uno dei compiti più urgenti per la Chiesa oggi: «preservare e promuovere uno stile capace di incontro, ascolto, amicizia sociale, pazienza, umiltà e libertà interiore» I vescovi dibatteranno la ricezione del testo «Iniziazione alla vita cristiana nell’infanzia e l’identità dei padrini». Inoltre, figurano all’ordine del giorno la revisione del regolamento del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali Cattoliche in Italia e l’approvazione del Messaggio per la 76ª Giornata Nazionale del Ringraziamento, che si celebrerà l’8 novembre. Infine, si condivideranno informazioni sul prossimo Congresso Eucaristico Nazionale, che avrà luogo nel 2027.

Le reliquie di San Francesco d’Assisi.

E stiamo finendo. È sempre piacevole constatare che i santi trionfano sempre, anche molto più dopo morti. Si è conclusa la prima esposizione pubblica prolungata (di un mese di durata) dei resti mortali di San Francesco. La celebrazione del rito di reposizione, domenica 22 marzo, ha chiuso ufficialmente l’esposizione di un mese nella chiesa inferiore della Basilica di Assisi.  Dopo aver collocato la teca  all’interno dell’urna di bronzo dorato, è stata inserita anche la documentazione richiesta dal diritto canonico. La bara è stata chiusa e l’urna metallica sigillata, è stata inserita nel sarcofago di pietra situato nel pilastro sotto l’altare maggiore e sigillata la griglia metallica che la chiude. Più di 370.000 pellegrini da tutto il mondo hanno venerato i resti di San Francesco ad Assisi.

«Voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo».

Buona lettura.

 

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