Nemmeno di domenica possiamo rilassarci, l’informazione non cessa e nemmeno noi. Il giubileo dei poveri, sembra anche quello dei poveri trans, non decolla. Grazie all’effetto Leone si salvano i mobili di un giubileo che era nato morto, in quello dei poveri nemmeno per sogno, non basta per la piazza e alla fine all’interno della basilica. 1.300 invitati a pranzo e portati in Vaticano con autobus, supponiamo che assistano alla messa e così riempiono un po’ di più. Tutto indica che tanta presenza trans risponde più a una necessità per coprire vuoti che a un amore incondizionato per i dubbiosamente poveri transgender.
Un totale di 1.300 persone bisognose parteciperanno domani al pranzo che il Papa offrirà in Vaticano in cui parteciperà un gruppo di trans. Sono persone che ricevono aiuto costantemente dalle Carità Pontificie. Saranno accompagnate dal Padre Andrea Conocchia, parroco di Torvaianica, e dalla Suor Genevieve Jeanningros, religiosa delle Piccole Sorelle di Gesù e amica del Papa Francesco. Don Andrea, che ha presieduto anche il Giubileo LGBT all’inizio di settembre, ha espresso il suo «sincero ringraziamento al Papa Leone per questa opportunità, questa opportunità di riunirci e condividere un pranzo insieme. Credo che sia una meravigliosa dimostrazione di apertura, attenzione e vicinanza verso l’intera comunità LGBT. Può essere un’opportunità per camminare insieme ed è un segnale importante, anche per conoscerci e riconoscerci reciprocamente nella comunità ecclesiale».
Il pranzo di oggi in Vaticano vedrà la partecipazione di tutte le organizzazioni che assistono quotidianamente i più vulnerabili, da Cáritas alla Comunità di Sant’Egidio, dalle ACLI (Azione Cattolica Italiana) all’associazione francese «Fratello». Circa trenta missionari vicentini, con l’aiuto di un centinaio di membri della Famiglia Vicentina Italiana, serviranno il pranzo ai poveri insieme al Papa Leone XIV. Al termine del pranzo, saranno distribuite 1.500 zaini di San Vincenzo, pieni di prodotti igienici e alimenti, in particolare tonno in scatola donato dalla Banca degli Alimenti.
Il Papa Leone XIV ha designato il Cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, come suo Inviato Speciale per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che si celebrerà l’11 febbraio 2026 nel Santuario di Nostra Signora della Pace, nella Diocesi di Chiclayo in Perù.
Il Papa Leone XIV nella sua udienza con il mondo del cinema: «Le sale cinematografiche stanno subendo un preoccupante declino che le allontana dalle città e dai quartieri. Molti affermano che l’arte e l’esperienza cinematografica sono in pericolo. Ho esortato le istituzioni a non arrendersi e a cooperare per riaffermare il valore sociale e culturale di questa attività», «Che il vostro cinema rimanga sempre un luogo d’incontro, una casa per chi cerca senso, un linguaggio di pace». Circa 170 registi, attori e membri di troupe cinematografiche sono arrivati in Vaticano. Ha anche servito per incoraggiare i creatori a continuare a raccontare storie. Sono artisti e le notizie di oggi sono piene di commenti sui vestiti del famoseo. Cate Blanchett, come al solito, ha accalappiato tutti gli sguardi senza bisogno di eccessi e di nero impeccabile. Monica Bellucci con un completo nero di giacca e pantaloni.
Leone XIV ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza Monsignor Fernando Arêas Rifan, Vescovo titolare di Cedamusa, Amministratore Apostolico della Amministrazione Apostolica Personale di San Giovanni Maria Vianney che è soggetta direttamente alla Santa Sede e ha la sua sede a Campos dos Goytacazes, Brasile. Funziona in modo simile a una Prelatura Personale e nel 2023, contava 30.000 membri battezzati, 33 religiose e 32 sacerdoti, che celebrano la Santa Messa esclusivamente secondo il rito romano usus antiquior, con il messale promulgato dal Papa Giovanni XXIII nel 1962. Ha 12 parrocchie, 2 quasiparrocchie e 3 rettorie, oltre a 115 chiese e 11 comunità nel resto del Brasile, dove i sacerdoti dell’Amministrazione servono su richiesta dei loro fedeli. Conta anche diverse associazioni pubbliche di fedeli, tra cui la Congregazione Mariana, l’Apostolato della Preghiera, la Lega Cattolica di Gesù, Maria e Giuseppe, e la Crociata Eucaristica. Gestisce due asili nido, due orfanotrofi e quindici scuole. Inoltre, fornisce aiuto alle famiglie bisognose nelle favelas e nella zona rurale di Campos dos Goytacazes, e offre formazione professionale gratuita. Dirige un’azienda di editing e design grafico, nota come Editore Dom Licinio.
Si distingue da altri istituti cattolici tradizionali che utilizzano il Messale anteriore alla riforma liturgica (come la Fraternità Sacerdotale San Pietro, l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, tra gli altri) in quanto è soggetta esclusivamente e direttamente al Papa. Le altre società sono soggette alla supervisione della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Congregazione per il Clero, che supervisionano i gruppi associati all’antico rito romano. Trae origine dall’Unione Sacerdotale di San Giovanni Maria Vianney, fondata da Monsignor Antonio de Castro Mayer, antico vescovo di Campos, che era molto vicino alle posizioni dell’arcivescovo Marcel Lefebvre, fino al punto di essere scomunicato per aver partecipato alla consacrazione illecita di quattro vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il 15 agosto 2001, il vescovo Rangel e tutti i membri dell’Unione Sacerdotale di San Giovanni Maria Vianney inviarono al Papa Giovanni Paolo II una richiesta per essere riammessi in comunione con la Santa Sede. Il 25 dicembre, Giovanni Paolo II accettò la richiesta dell’Unione e annunciò la creazione dell’Amministrazione Apostolica di San Giovanni Maria Vianney, che sarebbe stata affidata allo stesso vescovo Rangel, che avrebbe avuto garantito un successore tutto mediante il Decreto Animarum Bonum.
La Traditionis Custodes sarà ricordata come una delle misure più controverse del pontificato di Francesco. Il motu proprio di luglio 2021, con il quale ha abrogato la liberalizzazione della cosiddetta Messa in latino, concessa nel 2007 da Benedetto XVI, ha scatenato controversie e divisioni all’interno della Chiesa, essendo alla fine contestata non solo dai cattolici tradizionalisti, ma anche da una maggioranza convinta che tali restrizioni fossero innecessarie. C’è grande attesa per la posizione che adotterà Leone XIV su questa questione. Sei mesi dopo l’elezione di Prevost, il Papa che si è presentato ai fedeli con l’obiettivo di unire la Chiesa, sembra che il suo approccio stia iniziando a chiarirsi.
Giovedì scorso, Damian Thompson , columnist di The Spectator ha diffuso la voce che «Leone concederà un’estensione della Messa in latino a qualsiasi vescovo di Inghilterra e Galles che la richieda», chiarendo che «il Nunzio ha informato i vescovi, molti dei quali hanno già ottenuto l’autorizzazione per celebrare Messe Tridentine nelle loro diocesi». Sembra che il nunzio apostolico abbia annunciato un’importante flessibilizzazione delle restrizioni durante la sessione plenaria autunnale della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles. Ha comunicato ai vescovi locali che il Papa, pur non abrogando la Traditionis custodes per il momento, ha l’intenzione di concedere ampie esenzioni dalle restrizioni a chi le richieda.
Una sconfitta per il cardinale Arthur Roche, anche lui britannico. Prevale l’approccio sensato adottato da luglio 2021 dal suo eterno rivale, il cardinale Vincent Nichols , che rimane arcivescovo di Westminster nonostante abbia recentemente compiuto 80 anni. Nichols, che da tempo ha superato il limite di età canonico di 75 anni per il ritiro di un vescovo diocesano, potrebbe lasciare Westminster. I nomi di Richard Moth, Bernard Longley e John Wilson potrebbero già figurare tra i tre candidati alla successione. La decisione di Leone XIV di sospendere la sua offensiva contro le comunità tradizionali porta sollievo a un settore dell’opinione pubblica britannica, che due anni fa ha apertamente sostenuto una lettera pubblicata sul Times che esortava Francesco a fermare qualsiasi nuova restrizione alle celebrazioni del Vetus Ordo. Questa iniziativa ricordava un’altra pubblicata nel 1971, anch’essa sul Times , da una serie di scrittori famosi, tra cui Agatha Christie . La decisione di Leone, filtrata dal nunzio nel Regno Unito, probabilmente non si limiterà alle diocesi britanniche, ma diventerà norma mondiale. I fedeli di orientamento tradizionale possono respirare tranquilli, sebbene alcuni si sentiranno delusi per non aver abrogato la Traditionis Custodes .
Gli amici delle Nazioni Unite si stanno ritrovando soli, e ciò che fa molto più male, senza i loro soldi. Ora pretende di appoggiarsi ai cattolici ingenui calentologi: “Quando la religione parla, la politica ascolta”. Il capo di gabinetto della Conferenza sul clima ha evidenziato il ruolo importante che la Chiesa cattolica svolge nella COP30. Rivendica “il ruolo fondamentale di leadership che la Chiesa cattolica ha svolto negli ultimi anni”, prima con il Papa Francesco e ora con il Papa Leone XIV. “È estremamente incoraggiante. Testi come Laudato si’ e Laudate Deum, sono punti di riferimento morali, davvero ispiratori, non solo per i cattolici e i cristiani, ma per tutte le religioni del mondo”. Le sue dichiarazioni sono avvenute al termine di “La voce profetica della Chiesa nella cura della casa comune”, in cui tre cardinali della Chiesa cattolica del Sud Globale hanno presentato il documento Un appello per la giustizia climatica e la casa comune nel padiglione ONU della COP30. “Voi avete molta autorità morale per muovere la politica nella direzione giusta”.
Dichiarazione congiunta emessa oggi dalla Santa Sede e dalla Conferenza Episcopale Canadese Cattolica con la quale il Papa Leone XIV ha affidato alla Chiesa canadese sessantadue oggetti delle collezioni etnologiche dei Musei Vaticani. Curiosa la formula utilizzata, non restituisce nulla, perché nulla è stato rubato, e affida una proprietà della Santa Sede alla custodia della Chiesa del Canada. Questo atto avviene «al termine del cammino iniziato dal Papa Francesco, attraverso il suo Viaggio Apostolico in Canada nel 2022, varie udienze con comunità indigene e la pubblicazione della Dichiarazione del 2023 sulla “Dottrina della Scoperta”». Gli oggetti, donati originariamente da missionari cattolici tra il 1923 e il 1925 per la grande Esposizione Missionaria del Vaticano promossa da Pio XI, vengono ora restituiti «come testimonianza della storia dell’incontro tra la fede e le culture dei popoli indigeni». «La Conferenza Episcopale Canadese Cattolica, in uno spirito di leale cooperazione con la Direzione del Patrimonio Culturale dello Stato della Città del Vaticano, si impegna a garantire la loro adeguata salvaguardia, promozione e conservazione».
«Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime».