Nell’assemblea plenaria dell’episcopato argentino -uno dei più decadenti del mondo-, che si è tenuta questa settimana, diversi vescovi hanno mostrato la loro indignazione per il «Trucho» e la sua dichiarazione sulla Vergine. Anche tra gli ultrabergogliani, l’esperto di baci è respinto; per le sue intrighi, affettazioni, e «carrerismo». «È il colmo -ha detto uno di loro- Questo indigna, specialmente, i più poveri; coloro che dicono di difendere tanto. Molta sinodalità, molta ascolto, molta chiacchiera e, alla fine, ‘qui comando io’. Mi hanno chiamato molti preti della mia diocesi scandalizzati. Non hanno parole per rispondere alla montagna di questionamenti che gli fanno».
Nemmeno i vescovi argentini ingoiano il Trucho
Altro, dall’interno profondo argentino, dove per le sue caratteristiche il popolo fedele è molto mariano, furioso, esclamò: «Questi di Roma, incluso ‘Tuchito’ vivono dentro di una scarpa. Evidentemente, stanno lavorando per protestantizzare la Chiesa. Dio ci liberi e ci guardi dal suo ritorno nel nostro paese, come Arcivescovo di Buenos Aires; come si commenta con insistenza».
Altro, anche molto acuto, disse: «Il meglio sarebbe che a ‘Tuchito’ lo nominassero in una diocesi ancora non esistente, come potrebbe essere, per esempio ‘Ciudad Lavanda’. Senza dubbi, lì starebbe molto a suo agio».
Evidentemente, il sangue è arrivato al fiume. Anche tra i -nella loro enorme maggioranza- vescovi argentini impresentabili. Da cui non si può aspettare, ovviamente, eroico testimonianza della fede; e nemmeno qualche idea preziosa, di buon senso…
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