
Articolo con cui concordo totalmente.
https://www.infocatolica.com/blog/cura.php/2604090106-vida-consagrada-insistir-y-ma#more48218
Si è verificato un cambiamento notevole, si rifiutavano di riconoscere una realtà, una realtà che si imponeva. Oggi, ascoltandoli, sembrano riconoscere che siamo di fronte alla cronaca di una morte annunciata. Da molto tempo, delle ottuagenarie ci parlavano della primavera che la loro congregazione aveva dietro la porta quando ciò che avevano erano anni senza conoscere una novizia. Patetico l’inutile tentativo di venderci la morte come l’anticipo di giorni migliori. Stanno iniziando a rendersi conto che il domani non è altro che la scomparsa. Che hanno cercato con zelo degno di una causa migliore. Si sono trovati con ciò che hanno propiziato. E nella stragrande maggioranza dei casi ormai senza rimedio. Il «prima morti che osservanti» lì ce l’hanno. Irremediabile. Chiusura dopo chiusura. Fino a che l’ultimo, o l’ultima, spegnerà la luce.
«Si sta celebrando a Madrid la 55ª settimana nazionale di vita consacrata sotto il titolo “Affrontare la riduzione. Camminando e abitando nel deserto». È la realtà».
Tremende le parole di Antonio Bellella:
“Negli ultimi anni, “un vento forte ha prodotto disorientamento, un numero di abbandoni scoraggiante e una perdita progressiva di rilevanza sociale. Poi, il fuoco ha consumato le forze (e bruciato molti) durante anni di polemiche spirituali e intellettuali, defezioni, delusioni, vacillazioni e posizioni contrapposte”.
“Più tardi, il terremoto è arrivato quando i noviziati si sono svuotati, il processo di invecchiamento ha costretto a chiudere case, molte illusioni si sono infrante mentre i nuovi progetti non riuscivano a consolidarsi. Poco a poco, si è imposta una triplice constatazione: quella di essere meno, di essere più anziani e di essere abbastanza disorientati. Visto con freddezza e parlando con una certa crudezza, siamo l’ombra di ciò che eravamo”.
Proprio così è. Che loro stessi lo riconoscano è un cambiamento molto notevole. Anche se credo che arrivi ormai troppo tardi.