Il papa Leone XIV ha nominato nuovo vescovo della diocesi italiana di Locri-Gerace monsignor Cesare Di Pietro, finora ausiliare di Messina e figura strettamente legata all’ecumenismo e al dialogo interreligioso in Sicilia.
La nomina arriva dopo che il Pontefice ha accettato le dimissioni di monsignor Francesco Oliva dal governo pastorale della diocesi calabrese.
Di Pietro, nato a Messina nel 1964 e sacerdote dal 1997, ha svolto gran parte della sua carriera in ambiti istituzionali della Chiesa. È stato segretario dell’arcivescovo Giovanni Marra, funzionario della Congregazione per i Vescovi a Roma, rettore del seminario di Messina e docente di Storia della Chiesa. Nel 2018, Francesco lo ha nominato vescovo ausiliare di Messina.
“Una Chiesa aperta come la vuole papa Francesco”
Fin dai suoi primi interventi pubblici come vescovo, Di Pietro ha chiarito la sua sintonia con il modello ecclesiale promosso dal pontificato precedente.
Nella sua prima conferenza stampa dopo la nomina episcopale, ha difeso “una Chiesa aperta come la vuole papa Francesco”, un’espressione che ha segnato il tono della sua successiva attività pastorale.
Il suo profilo è rimasto particolarmente associato al dialogo interreligioso e all’ecumenismo, ambiti in cui ha ricoperto responsabilità all’interno della Chiesa siciliana.
Presenza abituale nelle celebrazioni islamiche
Negli ultimi anni, Di Pietro ha partecipato in modo ricorrente ad eventi organizzati dalla comunità musulmana di Messina.
Nel maggio 2019 ha assistito all’Iftar del Ramadan celebrato nel Centro Islamico della città. Dopo l’incontro, ha dichiarato:
“Oggi abbiamo vissuto un bel momento uniti dalla fraternità”.
Nel 2023 ha partecipato nuovamente alle celebrazioni musulmane dell’Eid al-Fitr. In quell’occasione ha affermato davanti ai presenti:
“Qui mi sento come a casa”.
Ha inoltre collegato la festività islamica al sacrificio di Abramo, che ha definito “nostro padre nella fede”.
La presenza dell’allora vescovo ausiliare in questi eventi non è stata occasionale. Nel giugno 2024 ha assistito nuovamente alla celebrazione dell’Eid al-Adha organizzata dalla comunità islamica di Messina.
Un imam che accende una luce natalizia in una chiesa cattolica
Durante il Natale del 2025, Di Pietro ha invitato l’imam Mohamed Refaat a partecipare a un evento celebrato all’interno della chiesa Maria Santissima Annunziata dei Catalani di Messina, dove entrambi hanno acceso insieme una lanterna natalizia.
Secondo quanto riportato allora dall’agenzia SIR, il vescovo ha affermato:
“È una profonda gioia per la Chiesa di Messina condividere la Luce del Natale con la comunità islamica”.
Ha aggiunto inoltre che il gesto rappresentava “un’amicizia fraterna” costruita “intorno al presepe di Gesù Cristo”.
“I protestanti hanno molto da insegnarci”
Il nuovo vescovo di Locri-Gerace ha mostrato anche un profilo ecumenico molto marcato nei confronti delle comunità protestanti.
In un video pubblicato nel gennaio 2025 durante la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, Di Pietro ha elogiato la “bella, ricca e feconda testimonianza” di diverse esperienze protestanti.
Ha persino affermato che alcune confessioni cristiane “hanno molto da insegnarci anche a noi cattolici”.
In quello stesso intervento ha definito la fraternità vissuta come “l’essenza del cristianesimo”.
Un profilo pienamente allineato con il pontificato precedente
Oltre alla sua attività ecumenica e interreligiosa, Di Pietro ricopre incarichi rilevanti all’interno della struttura ecclesiale italiana. Attualmente è segretario della Commissione Episcopale per la Liturgia della Conferenza Episcopale Italiana e delegato regionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso in Sicilia.
Con questa nomina, Leone XIV affida la diocesi di Locri-Gerace a un vescovo di profilo chiaramente istituzionale, formato a Roma e strettamente identificato con il linguaggio di fraternità, apertura e dialogo promosso durante il pontificato di Francesco.