Suore citano in giudizio lo Stato di New York per averle costrette ad agire contro la loro fede

Suore citano in giudizio lo Stato di New York per averle costrette ad agire contro la loro fede

Una comunità di religiose dedicata alla cura di malati terminali ha portato davanti ai tribunali lo Stato di New York per bloccare una legge che, secondo le loro denunce, le obbliga ad agire contro la loro fede sotto minaccia di sanzioni economiche e persino pene detentive. Secondo quanto riferisce The Washington Times, la causa è stata presentata dalle Dominiche di Hawthorne, un’istituzione con più di un secolo di servizio.

Le suore, che assistono gratuitamente pazienti con cancro in fase terminale, contestano una normativa statale che impone l’uso di pronomi in base all’identità di genere e l’assegnazione di stanze e spazi in conformità a quel criterio.

Un’imposizione legale che colpisce la coscienza

La legge, approvata nel 2024 e applicata dal Dipartimento della Salute di New York, obbliga i centri di cure prolungate a trattare i pazienti in base alla loro identità di genere, anche in aspetti sensibili come l’alloggio o l’accesso ai bagni, anche se altri residenti si oppongono.

Prevede inoltre l’uso obbligatorio di pronomi scelti dai pazienti e l’implementazione di programmi di formazione ideologica per il personale. Secondo la causa, i materiali ufficiali promuovono ambienti che affermano determinati comportamenti sessuali, incluse relazioni extraconiugali, salvo divieto generale.

Le religiose sostengono che adempiere a queste richieste significherebbe contraddire principi essenziali della loro fede e accettare una visione antropologica incompatibile con la dottrina che guida il loro lavoro assistenziale.

Multa elevate e rischio di prigione

Il mancato rispetto della normativa può comportare multe fino a 2.000 dollari per una prima infrazione, 5.000 in caso di recidiva e fino a 10.000 dollari o un anno di carcere se si considera una violazione deliberata.

La legge stessa stabilisce che basta conoscere la norma perché l’infrazione sia considerata «volontaria», il che, nella pratica, pone le istituzioni di fronte a un dilemma diretto tra obbedire o resistere.

Una casa per malati poveri al centro del conflitto

Il caso riguarda il Rosary Hill Home, una residenza con 42 letti dove le suore assistono senza costi malati poveri nei loro ultimi giorni. La loro missione, spiegano, è offrire dignità, sollievo dal dolore e accompagnamento nella fase finale della vita.

La superiora generale, madre Marie Edward, ha sottolineato che hanno sempre curato persone di ogni condizione senza discriminazioni, ma avverte che applicare questo mandato statale le obbligherebbe ad agire contro la loro coscienza.

Denunciano un trattamento diseguale davanti alla legge

Con il sostegno della Catholic Benefits Association, le demandanti sottolineano inoltre che la normativa prevede eccezioni per alcune confessioni religiose, ma non per istituzioni come la loro.

Dopo aver richiesto senza successo un’esenzione, hanno fatto ricorso a un tribunale federale sostenendo che la legge viola diritti fondamentali come la libertà religiosa e l’uguaglianza davanti alla legge.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare