Roma archivia il caso Zornoza dopo mesi di indagine canonica

Roma archivia il caso Zornoza dopo mesi di indagine canonica

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha deciso di archiviare la denuncia per presunti abusi sessuali contro il vescovo emerito di Cadice e Ceuta, Rafael Zornoza, secondo quanto informa El País. La decisione, adottata alcune settimane fa, è stata conosciuta questo venerdì dalla presunta vittima.

Il caso, che ha provocato una forte commozione per aver colpito per la prima volta un vescovo spagnolo in carica al momento della sua rivelazione, aveva portato alle dimissioni di Zornoza nel novembre 2025 nel pieno svolgimento dell’indagine canonica.

Archiviazione del caso dopo una fase preliminare che puntava a un processo

Secondo le informazioni pubblicate, la decisione del Vaticano si basa su criteri giuridici legati alla difficoltà di determinare l’età esatta del denunciante al momento dei fatti, nonché alla possibile prescrizione del reato.

Questo esito contrasta con la fase precedente della procedura, in cui il Tribunale della Rota aveva concluso l’indagine preliminare e raccomandato l’apertura di un processo penale canonico dopo aver rilevato indizi di verosimiglianza nella denuncia.

Un processo che ha proceduto rapidamente nelle sue prime fasi

L’istruzione del caso si è sviluppata in pochi mesi, dalla denuncia presentata nel 2025 fino all’elevazione del fascicolo a Roma, in quello che è stato interpretato come un iter relativamente agile nel diritto canonico.

Quella rapidità iniziale ha collocato il caso in una fase decisiva all’inizio del 2026, quando la decisione finale è passata nelle mani del Dicastero per la Dottrina della Fede.

Contrasto con altri casi senza risoluzione

Questo ritmo contrasta con altre procedure canoniche recenti che sono rimaste per anni senza risoluzione visibile né comunicazione chiara alle vittime.

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In alcuni casi, le indagini sono rimaste paralizzate per lunghi periodi senza una conclusione pubblica, il che ha generato critiche sulla mancanza di uniformità nella gestione di questi processi all’interno della Chiesa.

Reazione della presunta vittima

Il denunciante ha manifestato la sua delusione dopo aver conosciuto la decisione. Secondo quanto riporta El País, afferma di non aver ricevuto una notifica ufficiale e considera che la Chiesa abbia perso un’opportunità di agire.

Nella sua testimonianza, sostiene che gli abusi sono iniziati quando aveva 14 anni e si sono protratti per anni nell’ambiente del seminario di Getafe, dove Zornoza esercitava responsabilità formative.

Un caso che è arrivato a Roma dopo essere stato considerato verosimile

La denuncia è stata inviata direttamente al Vaticano, che in una prima fase l’ha considerata verosimile e ha ordinato l’apertura di un’indagine preliminare.

La procedura è stata istruita dal Tribunale della Rota, che ha raccolto le dichiarazioni dell’accusato, della presunta vittima e dei testimoni prima di inviare le sue conclusioni a Roma per la decisione finale.

Una rinuncia segnata dall’indagine

Durante lo svolgimento del processo, il Papa ha accettato le dimissioni di Zornoza, presentate per età, in un contesto segnato dall’indagine in corso.

Il prelato ha difeso in ogni momento la sua innocenza, qualificando la denuncia come falsa.

L’archiviazione della procedura, dopo un’indagine che ha proceduto rapidamente nelle sue prime fasi, chiude così il caso del vescovo emerito di Cadice e Ceuta.

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