Il Parlamento catalano indagherà sul caso di insabbiamento e trasferimento di gesuiti pedofili in Bolivia

Il Parlamento catalano indagherà sul caso di insabbiamento e trasferimento di gesuiti pedofili in Bolivia

Lo scandalo degli abusi sessuali in Bolivia legato a gesuiti catalani ha fatto un passo ulteriore nel campo istituzionale. Il Parlamento della Catalogna ha ammesso alla trattazione la richiesta presentata dalla Comunità Boliviana dei Sopravvissuti per indagare sul trasferimento di sacerdoti accusati di pedofilia tra Spagna e il paese ispanico-americano.

La petizione, secondo quanto riportato da Urgente.bo, prevede la creazione di una commissione d’inchiesta che analizzi la responsabilità della Provincia Tarraconense della Compagnia di Gesù, i suoi rapporti con autorità ecclesiastiche e civili, nonché le possibili misure di riparazione per le vittime.

Leggi anche: Bolivia, “discarica di pedofili”: le vittime denunciano i gesuiti catalani per aver trasferito abusatori per decenni

Una “politica organizzata” sotto indagine

In questo contesto, il rapporto presentato dai sopravvissuti sostiene che non si tratta di fatti isolati, ma di una “politica organizzata” di insabbiamento mediante il trasferimento di religiosi segnalati dalla Catalogna verso la Bolivia, dove continuavano a esercitare il loro ministero.

Di fatto, la richiesta include la possibilità di indagare su questi fatti come crimini contro l’umanità, data la magnitudine, la durata e il carattere sistematico degli abusi denunciati. Il fascicolo sarà ora esaminato dalla Commissione Petizioni del Parlamento catalano, che dovrà decidere se promuovere formalmente la creazione di una commissione specifica.

Trasferimenti e recidiva: i casi documentati

A partire da questa base, le denunce si appoggiano su casi concreti che rafforzano l’esistenza di questo schema. Sacerdoti accusati in centri educativi della Catalogna furono inviati in Bolivia, dove in alcuni casi continuarono a commettere abusi.

Tra questi spicca il caso di Francesc Peris, denunciato per anni a Barcellona e trasferito successivamente a Cochabamba, dove tornò a commettere abusi contro minori. Situazioni simili sono documentate in altri religiosi che, dopo condanne o accuse in Spagna, furono destinati a comunità vulnerabili in Bolivia.

Inoltre, la documentazione include corrispondenza interna che indicherebbe che questi trasferimenti furono effettuati con conoscenza all’interno dell’ordine, anche quando esistevano indizi di condotte abusive.

Dalla denuncia all’indagine politica

Così, ciò che fino ad ora era rimasto nel campo della denuncia pubblica e mediatica inizia a trasferirsi nel terreno istituzionale. Il passo compiuto dal Parlamento catalano rappresenta, per la prima volta, l’ingresso formale del caso nell’agenda politica in Catalogna.

L’obiettivo dell’indagine non si limita a chiarire fatti concreti, ma anche a determinare possibili responsabilità nella gestione dei casi, sia all’interno della Compagnia di Gesù che nei suoi rapporti con le autorità.

L’ammissione alla trattazione della petizione segna, quindi, un punto di svolta nel percorso del caso, aprendo la possibilità di un’indagine istituzionale che determini se sia esistito, come sostengono i denuncianti, un meccanismo sostenuto di trasferimenti e insabbiamento.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare