L’arcivescovo di Abuja (Nigeria), Mons. Ignatius Ayau Kaigama, ha chiesto un maggiore coinvolgimento internazionale —in particolare degli Stati Uniti— per affrontare la crescente violenza contro i cristiani nel suo paese, in un contesto che lui stesso descrive come drammatico.
Durante un incontro tenutosi a Madrid in occasione della presentazione della campagna “Sana Nigeria” di Ayuda a la Iglesia Necesitada (ACN), il presule ha chiesto direttamente al presidente statunitense Donald Trump di fornire intelligence, equipaggiamento e supporto efficace per combattere i gruppi islamisti.
Richiesta diretta agli Stati Uniti
Mons. Kaigama ha riconosciuto che Trump è stato il primo leader internazionale a denunciare chiaramente la persecuzione dei cristiani in Nigeria, ma ha avvertito che le sue azioni successive non hanno dato i risultati attesi.
L’arcivescovo ha deplorato che un intervento puntuale, come il lancio di una bomba sul territorio nigeriano, non solo è stato insufficiente, ma potrebbe aver aggravato la situazione, incoraggiando i gruppi terroristici come Boko Haram e aumentando gli attacchi e i rapimenti.
“Dacci intelligence, datci armi, collaborate con il nostro governo”, ha chiesto il presule, esortando anche le nazioni occidentali a smettere di ignorare ciò che accade in Africa, in particolare in Nigeria.
“La Nigeria si sta dissanguando”
L’arcivescovo ha descritto con crudezza la situazione del paese: “La Nigeria è ferita, distrutta da molteplici fattori”. Come ha spiegato, esiste una strategia deliberata dei gruppi islamisti per frenare la crescita della Chiesa e l’evangelizzazione.
Questa strategia consiste nel seminare la paura tra i fedeli, attraverso attacchi alle comunità cristiane, attentati durante la Messa, rapimenti e minacce costanti che ostacolano la vita religiosa e sociale.
Il presule ha avvertito che, se la situazione continuerà, esiste il rischio reale di indebolimento della fede e della presenza cristiana nel paese.
L’Africa, epicentro della crescita cristiana
La gravità di questa persecuzione contrasta con il peso crescente del cristianesimo nel continente africano. Secondo dati recenti raccolti nell’Annuario Pontificio, l’Africa è oggi la regione in cui la Chiesa cresce di più, con l’aumento percentuale maggiore di cattolici al mondo.
Questa crescita, tuttavia, convive con una persecuzione persistente che minaccia direttamente intere comunità.
Una persecuzione persistente e diffusa
La gravità della crisi è stata sottolineata anche da Ayuda a la Iglesia Necesitada. Secondo i dati presentati durante l’evento, tra il 2015 e il 2025 più di 200 sacerdoti sono stati rapiti in Nigeria, con un bilancio di 12 uccisi e diversi deceduti a causa delle condizioni di cattività.
A questa violenza si aggiungono gli attacchi dei gruppi islamisti come Boko Haram, le azioni delle milizie fulani e le bande criminali dedite ai rapimenti, in un contesto che ha provocato più di tre milioni di sfollati interni.
Fede, supporto e ricostruzione
Di fronte a questa situazione, la campagna “Sana Nigeria” promossa da ACN mira a rafforzare la fede dei cristiani perseguitati, a curare le ferite psicologiche e spirituali provocate dalla violenza e a migliorare la sicurezza delle comunità.
Tra le iniziative previste figurano la costruzione di centri di assistenza, il supporto ai seminari —in particolare nelle diocesi colpite dai rapimenti— e l’implementazione di misure di sicurezza nelle parrocchie e nelle comunità rurali.