Vangelo del giorno 28 marzo 2026 – Giovanni 11, 45-56

Prima Lettura

Lettura della profezia di Ezechiele

Ezechiele 37, 21-28

Dice il Signore Dio: «Raccoglierò da tutte le nazioni dove sono emigrati tutti gli Israeliti; da ogni parte li radunerò per ricondurli nella loro terra. Ne farò un solo popolo nella mia terra, sui monti d’Israele; un unico re regnerà su tutti loro e non saranno più due nazioni, né si divideranno più in due regni.

Non si contamineranno più con i loro idoli, le loro abominazioni e tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le infedeltà con cui hanno peccato e li purificherò; saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.

Il mio servo Davide sarà loro re e tutti loro avranno un unico pastore; seguiranno i miei precetti e osserveranno le mie leggi.

Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe, in cui abitarono i loro padri; lì abiteranno per sempre essi, i loro figli e i loro nipoti; Davide mio servo sarà loro re per sempre.

Farò con loro un’alleanza eterna di pace. Li stabilirò, li farò moltiplicare e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.

Le nazioni sapranno che io sono il Signore che santifico Israele, quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre».



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni 

Giovanni 11, 45-56

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Marta e Maria, vedendo ciò che Gesù aveva fatto, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro ciò che Gesù aveva fatto.

Allora i sommi sacerdoti e i farisei convocarono il sinedrio e dicevano: «Che cosa dobbiamo fare? Questo uomo sta compiendo molti segni. Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».

Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: «Voi non sapete nulla. Non capite che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione, e non solo per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

Perciò Gesù non andava più in pubblico tra i Giudei, ma si ritirò nella città di Efraim, vicina al deserto, e lì rimase con i discepoli.

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e molti dal paese salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Cercavano Gesù nel tempio e si dicevano fra loro: «Che cosa ne pensate? Non verrà alla festa?»

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