La Conferenza Ecclesiale dell’Amazzonia (CEAMA) ha eletto il cardinale brasiliano Leonardo Ulrich Steiner come nuovo presidente per il periodo 2026–2030, nell’ambito della sua VI Assemblea Generale celebrata a Bogotà, come riportato da Vatican News. L’elezione si iscrive nella continuità del processo sinodale avviato dopo il Sinodo amazzonico del 2019.
L’incontro, che riunisce vescovi, religiosi, laici e rappresentanti indigeni, ha come obiettivo definire le linee pastorali per i prossimi anni, in una struttura ecclesiale che continua a sviluppare il modello emerso dopo l’esortazione Querida Amazonia.
Un processo sinodale che consolida la sua struttura
Secondo quanto riportato dall’Agencia Fides, l’assemblea —alla quale partecipano circa un centinaio di persone— mira ad approvare i cosiddetti “orizzonti pastorali sinodali” per il periodo 2026–2030, nonché a ridefinire la roadmap delle istituzioni ecclesiali nella regione.
La CEAMA, creata dopo il Sinodo amazzonico ed eretta nel 2021, si presenta come un organismo di coordinamento regionale che raggruppa diverse iniziative come la REPAM o programmi educativi e pastorali emersi negli ultimi anni.
Tutto ciò configura una rete ecclesiale sempre più strutturata intorno all’Amazzonia, con un approccio che combina evangelizzazione, azione sociale e impegno ecologico.
Il Papa incoraggia a “aprire nuovi cammini”
In un videomessaggio rivolto ai partecipanti, il Papa Leone XIV ha incoraggiato a continuare il cammino intrapreso, sottolineando la necessità di “aprire nuovi cammini nella missione della Chiesa” nella regione.
Il Pontefice ha insistito sull’importanza dell’inculturazione e di una Chiesa che “cammini povera con i poveri”, al tempo stesso incoraggiando ad affrontare le sfide sociali, culturali e ambientali del territorio amazzonico.
Il messaggio papale, con un linguaggio marcatamente simbolico e pastorale, rafforza l’orizzonte delineato dopo il Sinodo del 2019, centrato sulla costruzione di una Chiesa con “volto amazzonico”.
Un modello ecclesiale in espansione
L’elezione del cardinale Steiner —noto per la sua vicinanza alle comunità indigene e il suo profilo francescano— rafforza questa linea, che pone l’accento sull’inculturazione, la partecipazione dei laici e il protagonismo delle realtà locali. Non è una figura neutra nel dibattito ecclesiale attuale: lo stesso Steiner ha difeso pubblicamente la possibilità di “reintrodurre” il diaconato femminile, argomentando che sarebbe esistito nella Chiesa primitiva e proponendo la convenienza di proseguire in quella direzione. La sua elezione alla guida della CEAMA consolida così un profilo allineato con le correnti più aperte emerse dopo il Sinodo amazzonico.
La vicepresidenza ricadrà sul sacerdote peruviano Jesús Huamán, legato anch’egli al lavoro pastorale in contesti indigeni.
La stessa CEAMA ha sottolineato che la sua struttura mira a riflettere la diversità della regione, incorporando rappresentanti della vita religiosa, del laicato e dei popoli originari nei suoi organi di governo.
Tra la missione e la ridefinizione del modello ecclesiale
Cinque anni dopo la sua creazione, la CEAMA si consolida come uno dei principali frutti istituzionali del Sinodo amazzonico. Tuttavia, il suo sviluppo non è stato esente da interrogativi sull’ambito di questo modello.
L’insistenza su concetti come “nuovi cammini”, “volto amazzonico” o “orizzonti sinodali” riflette un’evoluzione che, al di là dell’azione missionaria, punta anche a una trasformazione più ampia della vita ecclesiale nella regione.
In questo contesto, l’assemblea di Bogotà non solo definisce priorità pastorali, ma conferma la continuità di un processo che continua a segnare la rotta della Chiesa in Amazzonia e che, secondo lo stesso Papa, dovrà contribuire la sua esperienza all’assemblea ecclesiale prevista a Roma nel 2028.