Ilia II, catholicos-patriarca di tutta la Georgia e leader della Chiesa ortodossa georgiana per quasi mezzo secolo, è deceduto martedì 17 marzo all’età di 93 anni a Tiflis, dopo essere stato ricoverato per un’emorragia grave, come ha riferito il patriarcato georgiano.
Decesso dopo un improvviso peggioramento
La notizia, diffusa dal patriarcato e ripresa dai media vaticani, indica che il patriarca era stato ricoverato in terapia intensiva al Centro Medico del Caucaso a causa di un’emorragia gastrica severa. Poche ore prima, era stata richiesta pubblicamente la preghiera per il suo stato critico.
Il patriarcato ha espresso il suo “grande dolore” e “profondo cordoglio” per la morte di colui che per decenni è stato una delle figure religiose più influenti del paese.
Per questo mercoledì è prevista una sessione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa georgiana, seguita dalle esequie, con una processione dalla residenza patriarcale alla cattedrale della Santissima Trinità a Tiflis.
Quasi cinque decenni alla guida della Chiesa georgiana
Nato nel 1933 a Vladikavkaz, in Ossezia del Nord, con il nome di Irakli Ghudushauri-Shiolashvili, Ilia II fu eletto primate della Chiesa ortodossa georgiana nel 1977.
Da allora ha esercitato come catholicos-patriarca di tutta la Georgia, arcivescovo di Mtskheta-Tbilisi e metropolita di Abcasia e Bichvinta, consolidando la sua leadership in una fase segnata da importanti cambiamenti politici e sociali nel paese.
Il suo lungo pontificato lo ha reso una figura di riferimento non solo nel campo religioso, ma anche nella vita pubblica georgiana.
Un punto di riferimento nelle relazioni con la Chiesa cattolica
Durante il suo ministero, Ilia II ha mantenuto vari incontri con i pontefici romani, in un contesto di avvicinamento tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse.
Nel 1980 ha protagonizzato una visita storica al Vaticano, dove si è incontrato con san Giovanni Paolo II in quello che è stato il primo incontro di un catholicos-patriarca georgiano con il vescovo di Roma. Quel gesto è stato interpretato come un significativo avanzamento nel dialogo ecumenico.
Entrambi si sono incontrati di nuovo nel 1999, a Tiflis, durante il viaggio apostolico di Giovanni Paolo II in Georgia.
Anni dopo, nel 2016, Ilia II ha ricevuto papa Francesco nella capitale georgiana. In quell’occasione, entrambi i leader religiosi hanno sottolineato la necessità di rafforzare i legami tra le Chiese in un mondo segnato dalla ricerca di unità, pace e misericordia.
Un’eredità segnata dalla stabilità e dalla continuità
La morte di Ilia II apre una nuova fase per la Chiesa ortodossa georgiana, che dovrà eleggere il suo successore in un contesto diverso da quello che ha segnato l’inizio del suo patriarcato.
Dopo quasi cinquant’anni di leadership, la sua figura lascia un’impronta legata alla continuità istituzionale, al peso della tradizione e a una presenza costante nella vita religiosa del paese.