Leone XIV convoca i vescovi del mondo per valutare la pastorale familiare a 10 anni da Amoris Laetitia

Leone XIV convoca i vescovi del mondo per valutare la pastorale familiare a 10 anni da Amoris Laetitia

Il Papa Leone XIV ha ricordato il decimo anniversario dell’esortazione apostolica —polemica e controversa— Amoris Laetitia annunciando la convocazione di un incontro mondiale dei presidenti delle conferenze episcopali nell’ottobre 2026, con l’obiettivo di affrontare la pastorale familiare nel contesto attuale. L’iniziativa si inserisce nella continuità del processo sinodale iniziato durante il pontificato di Francesco e mira a valutare i passi da seguire nella trasmissione del Vangelo della famiglia.

Nel suo messaggio, il Pontefice sottolinea l’attualità di Amoris Laetitia come riferimento per l’azione pastorale, evidenziando la necessità di approfondire l’accompagnamento, il discernimento e l’integrazione delle realtà familiari. Allo stesso modo, insiste nel rafforzare il ruolo della famiglia come «Chiesa domestica» e nel promuovere una vivenza più intensa della fede nell’ambito coniugale e familiare, in un contesto segnato da trasformazioni culturali e sociali.

Pubblichiamo di seguito il messaggio completo di Leone XIV:

Cari fratelli e sorelle:

Il 19 marzo 2016, il Papa Francesco ha offerto alla Chiesa universale un luminoso messaggio di speranza sull’amore coniugale e familiare: l’Esortazione apostolica Amoris laetitia, frutto di tre anni di discernimento sinodale sostenuti dall’Anno Santo della Misericordia. In questo decimo anniversario, vogliamo rendere grazie al Signore per l’impulso dato allo studio e alla conversione pastorale della Chiesa, e chiedergli il coraggio per continuare il cammino, accogliendo sempre di nuovo il Vangelo, con la gioia di poterlo annunciare a tutti.

Come insegna il Concilio Vaticano II, la famiglia è «il fondamento della società», [1] un dono di Dio e «scuola del più ricco umanesimo». [2] Mediante il sacramento del matrimonio, i coniugi cristiani costituiscono una sorta di «Chiesa domestica» [3], il cui ruolo è essenziale per l’educazione e la trasmissione della fede. Seguendo l’impulso conciliare, le due Esortazioni apostoliche Familiaris consortio —pubblicata da san Giovanni Paolo II nel 1981— e Amoris laetitia (AL) hanno stimolato l’impegno dottrinale e pastorale della Chiesa al servizio dei giovani, delle coppie e delle famiglie.

Prendendo atto dei «cambiamenti antropologico-culturali» (AL 32), che si sono accentuati nel corso di trentacinque anni, il Papa Francesco ha voluto impegnare ancor più la Chiesa nel cammino del discernimento sinodale. Il suo discorso, pronunciato durante la XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, il 17 ottobre 2015, invita a un «ascolto reciproco» all’interno del Popolo di Dio, «tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo ‘Spirito di verità’ (Gv 14,17), per conoscere ciò che Egli ‘dice alle Chiese’ (Ap 2,7)». E precisa che non è possibile «parlare della famiglia senza interpellare le famiglie, ascoltare le loro gioie e speranze, le loro tristezze e angosce». [4]

Raccogliendo i frutti del discernimento sinodale, Amoris laetitia offre un insegnamento prezioso che dobbiamo continuare a approfondire oggi: la speranza biblica della presenza amorosa e misericordiosa di Dio, che permette di vivere «storie d’amore» anche quando si attraversano «crisi familiari» (cfr. n. 8); l’invito ad adottare «lo sguardo di Gesù» (cfr. n. 60) e a stimolare senza sosta «la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare» (n. 89); l’appello a scoprire che l’amore nel matrimonio «dà sempre vita» (cfr. n. 165) e che è «reale» proprio nel suo modo «limitato e terreno» (cfr. n. 113), come ci insegna il mistero dell’Incarnazione. Il Papa Francesco afferma «la necessità di sviluppare nuovi cammini pastorali» (n. 199) e di «rafforzare l’educazione dei figli» (cfr. cap. VII), allorché invita la Chiesa ad «accompagnare, discernere e integrare la fragilità» (cfr. cap. VIII), superando una concezione riduttiva della norma, e a promuovere «la spiritualità che sgorga dalla vita familiare» (n. 313).

Come ho avuto occasione di dire ai giovani riuniti a Tor Vergata durante il Giubileo della Speranza, «la fragilità […], fa parte della meraviglia che siamo». Non siamo stati fatti «per una vita in cui tutto è fermo e sicuro, ma per un’esistenza che si rigenera continuamente nel dono, nell’amore». [5] Per adempiere alla missione di annunciare il Vangelo della famiglia alle giovani generazioni, dobbiamo imparare a evocare la bellezza della vocazione al matrimonio proprio nel riconoscimento della sua fragilità, al fine di risvegliare «la fiducia nella grazia» (AL 36) e il desiderio cristiano di santità. Dobbiamo anche sostenere le famiglie, in particolare quelle che soffrono tante forme di povertà e violenza presenti nella società contemporanea.

Rendiamo grazie al Signore per le famiglie che, nonostante le difficoltà e le sfide, vivono «la spiritualità dell’amore familiare […] fatta di migliaia di gesti reali e concreti» (n. 315). Esprimo in questo senso la mia gratitudine ai pastori, agli agenti di pastorale, alle associazioni di fedeli e ai movimenti ecclesiali impegnati nella pastorale familiare.

Il nostro tempo è segnato da rapide trasformazioni che, anche oggi più che dieci anni fa, rendono necessaria una speciale attenzione pastorale alle famiglie, a cui il Signore affida il compito di partecipare alla missione della Chiesa di annunciare e testimoniare il Vangelo. [6] Di fatto, vi sono luoghi e circostanze in cui la Chiesa «può solo essere sale della terra» [7] attraverso i fedeli laici e, in particolare, le famiglie. Per questo, l’impegno della Chiesa in questo ambito deve rinnovarsi e approfondirsi, affinché coloro che il Signore chiama al matrimonio e alla famiglia possano vivere il loro amore coniugale in Cristo e i giovani si sentano attratti dall’intensità della vocazione matrimoniale nella Chiesa.

Riconoscendo i cambiamenti che continuano ad influenzare le famiglie, ho deciso di convocare nell’ottobre 2026 i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, al fine di procedere, in un clima di ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie di oggi, alla luce di Amoris laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali.

Affido questo cammino all’intercessione di san Giuseppe, Custode della Sacra Famiglia di Nazareth.

Città del Vaticano, 19 marzo 2026, solennità di san Giuseppe.

LEONE PP. XIV

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[1] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Past. Gaudium et spes, 52.

[2] Ibid.

[3] Ivi, Cost. dogm. Lumen gentium, 11.

[4] Cfr. Francesco, Discorso in occasione del 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi (17 ottobre 2015).

[5] Omelia nella Messa del Giubileo dei giovani (3 agosto 2025).

[6] Cfr. Esort. ap. Familiaris consortio (22 novembre 1981), 17.

[7] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. dogm. Lumen gentium, 33.

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