Vangelo del giorno 17 marzo 2026 – Giovanni 5, 1-16

Prima Lettura

Lettura della profezia di Ezechiele 

Ezechiele 47, 1-9. 12

In quel tempo, un uomo mi condusse all’ingresso del tempio. Sotto la soglia scorreva acqua verso oriente, poiché il tempio era rivolto a oriente, e l’acqua scendeva dal lato destro del tempio, a sud dell’altare.

Poi mi fece uscire dalla porta settentrionale e girare fino alla porta rivolta a oriente, e l’acqua scorreva dal lato destro. Quell’uomo si diresse a oriente, e con la corda che aveva in mano misurò cinquecento metri e mi fece attraversare l’acqua, che mi arrivava alle caviglie. Misurò altri cinquecento metri e mi fece passare; l’acqua mi arrivava alle ginocchia. Misurò altri cinquecento e mi fece attraversare; l’acqua mi arrivava alla cintura. Era ormai un torrente che non potevo attraversare a guado, perché le acque erano cresciute e non si toccava il fondo. Allora mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo?»

Poi mi fece tornare sulla riva del torrente, e volgendo lo sguardo indietro, vidi una grande quantità di alberi su una riva e sull’altra. Quell’uomo mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Araba, entrano nel mare delle acque salate e lo risanano. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà; vi sarà pesce in abbondanza, perché là dove giungono queste acque, tutto risana e dove arriva il torrente, prospera la vita. Lungo le rive del torrente cresceranno alberi da frutto di ogni specie, foglie sempre verdi e frutti che non finiscono: daranno frutti nuovi ogni mese, perché li irrigano le acque che sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina».



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni

Giovanni 5, 1-16

Vi era una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina chiamata in ebraico Betzata, con cinque portici, sotto i quali giaceva una moltitudine di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Tra questi vi era un uomo che era infermo da trentotto anni.

Gesù, vedendolo disteso e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose l’infermo: «Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando si agita l’acqua; mentre ci arrivo io, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina». Sull’istante quell’uomo guarì, prese il suo lettuccio e se ne andò a camminare.

Quel giorno era un sabato. Per questo i Giudei dissero a colui che era stato guarito: «Non ti è lecito prenderlo e portarlo via». Ma egli rispose: «L’uomo che mi ha guarito mi ha detto: ‘Prendi il tuo lettuccio e cammina’». Lo interrogarono: «Chi è l’uomo che ti ha detto: ‘Prendi il tuo lettuccio e cammina’?». Ma l’uomo che era stato guarito non sapeva chi fosse, perché Gesù si era allontanato dalla folla che era in quel luogo. Dopo, lo trovò Gesù nel tempio e gli disse: «Ecco, sei guarito; non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e informò i Giudei che era Gesù colui che lo aveva guarito. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva queste cose di sabato.

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