I vescovi dell'Ecuador esprimono preoccupazione per la sentenza che permette il cambio di genere negli adolescenti

I vescovi dell'Ecuador esprimono preoccupazione per la sentenza che permette il cambio di genere negli adolescenti

La Conferenza Episcopale Ecuadoregna ha espresso la sua “profonda preoccupazione” per una recente sentenza della Corte Costituzionale che apre la possibilità che gli adolescenti richiedano il cambio di genere sul loro documento di identità a partire dai 12 anni. I vescovi ritengono che la decisione ponga interrogativi giuridici e umani rilevanti e avvertono sulle sue possibili conseguenze per lo sviluppo integrale dei minori.

La sentenza che apre la porta al cambio di genere negli adolescenti

La reazione dell’episcopato ecuadoregno si produce dopo la sentenza 4-24-CN/26, emessa dalla Corte Costituzionale il 5 febbraio 2026. Il verdetto esamina la costituzionalità dell’articolo 94 della Ley Orgánica de Gestión de la Identidad y Datos Civiles, che stabiliva che la rettifica del genere sulla carta d’identità poteva essere effettuata solo al raggiungimento della maggiore età.

La decisione del tribunale ha concluso che non si può negare automaticamente tale procedura ai minori di 18 anni, poiché un divieto assoluto potrebbe influenzare diritti costituzionali come il libero sviluppo della personalità e il diritto all’identità.

A partire da questa interpretazione, gli adolescenti —generalmente tra i 12 e i 18 anni— potranno richiedere la rettifica del genere sul loro documento di identità in determinati casi. La Corte non ha eliminato completamente la normativa esistente, ma ha determinato che l’esigenza di maggiore età risulta incostituzionale quando si applica in modo automatico senza considerare le circostanze individuali.

Il verdetto è nato dal caso di un adolescente il cui pedido di cambio di nome e genere è stato respinto dal Registro Civil a causa della norma vigente. La famiglia si è allora rivolta alla giustizia e il processo è arrivato alla Corte Costituzionale mediante una consulta di costituzionalità.

Requisiti stabiliti dal tribunale

Sebbene il verdetto apra la possibilità del cambio registral per gli adolescenti, la Corte ha stabilito determinate condizioni. Tra queste vi è che la richiesta sia presentata con l’accompagnamento dei rappresentanti legali e supportata da valutazioni psicosociali che attestino che l’adolescente possiede sufficiente «maturità» per prendere una decisione informata sulla sua identità di genere.

La sentenza è stata approvata con cinque voti a favore e quattro contrari, il che riflette il dibattito esistente all’interno dello stesso tribunale costituzionale.

La preoccupazione espressa dalla Conferenza Episcopale

Di fronte a questa decisione, la Conferenza Episcopale Ecuadoregna ha diffuso un comunicato indirizzato alla società del paese in cui esprime inquietudine per l’ambito del verdetto. Nel suo messaggio, i vescovi sottolineano che la sentenza introduce un’interpretazione giuridica che permette agli adolescenti di adottare una decisione che considerano di carattere permanente in una fase della vita segnata dalla formazione dell’identità personale.

L’episcopato ricorda che la normativa vigente stabilisce che la rettifica del genere sulla carta d’identità può essere effettuata solo una volta, il che rende questo atto una determinazione con effetti duraturi nella vita giuridica della persona.

Da questa prospettiva, avvertono che permettere decisioni legali permanenti durante questa fase dello sviluppo può implicare rischi per il futuro dei minori, anche quando esiste accompagnamento familiare o consulenza professionale.

Dibattito giuridico e ruolo del legislatore

Il comunicato episcopale segnala anche che la sentenza è stata adottata con una maggioranza ristretta all’interno della Corte Costituzionale e ricorda che diversi magistrati hanno presentato voti salvati, in cui hanno sollevato dubbi sull’interpretazione giuridica adottata dal tribunale.

Inoltre, i vescovi ritengono che il cambiamento nell’ambito della normativa dovrebbe essere discusso principalmente nell’ambito legislativo. A loro avviso, spetta all’Assemblea Nazionale definire mediante un dibattito ampio e tecnico i limiti e le condizioni di questo tipo di decisioni giuridiche relative all’identità nei documenti ufficiali.

Un appello alla prudenza nella protezione dei minori

Nel suo comunicato, la Conferenza Episcopale lancia un appello alle autorità pubbliche, alle istituzioni dello Stato e alla società ecuadoregna affinché riflettano con prudenza sulle conseguenze giuridiche, sociali e umane che possono derivare da questo tipo di decisioni.

I vescovi esortano in particolare a rafforzare la protezione integrale dell’infanzia e dell’adolescenza, ricordando che le decisioni che influenzano l’identità personale dei minori possono avere effetti profondi e duraturi sulla loro vita futura.

La protezione dei bambini e degli adolescenti richiede responsabilità, prudenza e un impegno fermo con la dignità di ogni persona.

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