Brasile: Il controverso vescovo di Jundiaí ospita nella sua casa un incontro di gruppi cattolici LGBT

Brasile: Il controverso vescovo di Jundiaí ospita nella sua casa un incontro di gruppi cattolici LGBT

Il vescovo di Jundiaí (Brasile), monsignor Arnaldo Carvalheiro Neto —noto per diverse polemiche pastorali nella sua diocesi— ha ricevuto nella sua residenza episcopale un incontro di gruppi cattolici LGBT dello stato di São Paulo, una riunione che ha incluso la celebrazione della Messa e un dialogo sul ruolo di questi collettivi all’interno della Chiesa.

Un incontro nella residenza episcopale

Secondo quanto riportato da ACI Digital, l’incontro si è tenuto domenica 1 marzo nella casa episcopale di Jundiaí. La giornata è iniziata con la celebrazione dell’Eucaristia nella piccola cappella della residenza, dove i partecipanti si sono posizionati intorno all’altare.

Successivamente si è svolto un momento di dialogo e testimonianze in cui i presenti hanno condiviso le difficoltà e le sfide che affrontano i gruppi LGBT all’interno della Chiesa.

Da ottobre dell’anno scorso, Carvalheiro agisce inoltre come vescovo referente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB) per la Red Nacional de Grupos Católicos LGBT, un incarico creato per accompagnare pastoralmente questi collettivi in tutto il paese.

Una nomina che ha generato inquietudine

La nomina del vescovo di Jundiaí come referente nazionale per questi gruppi è stata presentata dalla CNBB come un’iniziativa pastorale di accompagnamento.

Tuttavia, l’incarico ha provocato preoccupazione tra alcuni fedeli e sacerdoti a causa del profilo dello stesso prelato e delle controversie che hanno segnato il suo governo pastorale.

Diversi episodi nella diocesi di Jundiaí hanno generato malcontento negli ultimi anni. Tra questi, decisioni liturgiche contestate da fedeli e sacerdoti, nonché comportamenti considerati impropri per il ministero episcopale.

Leggi anche: Brasile: La CNBB nomina come referente per gruppi LGBT Mons. Carvalheiro, noto per le sue polemiche “extravagance”

Uno dei fatti che ha provocato maggiore polemica è stato l’ordine di rimuovere la croce dal centro degli altari per posizionarla su un lato, una decisione che molti hanno interpretato come una svalutazione del segno centrale del sacrificio eucaristico.

Ha anche generato critiche la sua presenza in ambienti festivi insieme a seminaristi in città, in un episodio che alcuni hanno considerato incompatibile con la dignità della formazione sacerdotale.

Uno “spazio teologico” per i gruppi LGBT

Durante l’incontro celebrato nella sua residenza, il vescovo ha difeso l’identità dei gruppi cattolici LGBT come uno “spazio teologico” sostenuto su tre pilastri: spiritualità, carità —espressa nell’accoglienza e nell’aiuto reciproco— e formazione.

Le immagini diffuse dalla diocesi mostrano il vescovo che condivide con i partecipanti in un ambiente informale all’interno della sua residenza.

Una rete legata all’attivismo LGBT cattolico internazionale

L’incontro ha contato sul sostegno della Comunidad Diversidad y Fe, gruppo della diocesi di Jundiaí formato da cattolici LGBT, nonché da familiari e persone vicine a loro.

La Red Nacional de Grupos Católicos LGBT, a cui appartiene questa comunità, riunisce diversi collettivi che promuovono incontri pastorali e spazi di accompagnamento per persone che si identificano con questa realtà all’interno della Chiesa.

Secondo la stessa organizzazione, questa rete brasiliana fa parte della Red Global de Católicos Arcoíris (Global Network of Rainbow Catholics), una piattaforma internazionale fondata a Roma nel 2015 che raggruppa organizzazioni LGBT che si presentano come “cattoliche” ma promuovono apertamente cambiamenti nell’insegnamento morale della Chiesa.

Tra le proposte promosse da questa rete vi sono il riconoscimento del cosiddetto “matrimonio” tra persone dello stesso sesso, la normalizzazione della transessualità e la revisione del magistero cattolico in materia di sessualità e ordine naturale. I suoi dirigenti vivono pubblicamente in unioni omosessuali e l’organizzazione difende inoltre rivendicazioni come l’ordinazione delle donne, posizioni che contrastano frontalmente con la dottrina cattolica.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare