Il rovescio nel processo del cardinale Ouellet: ammette come «errore goffo» l'inserire una banconota da 50 dollari nel décolleté di una donna

Il rovescio nel processo del cardinale Ouellet: ammette come «errore goffo» l'inserire una banconota da 50 dollari nel décolleté di una donna

Il processo civile per diffamazione avviato dal cardinale canadese Marc Ouellet contro Paméla Groleau continua a svilupparsi al Tribunale Superiore del Quebec con nuove dichiarazioni e testimonianze presentate durante le udienze. Il porporato, che cerca di difendere la sua reputazione dopo le accuse pubbliche formulate nel 2022, reclama 100.000 dollari canadesi per il danno che, secondo quanto sostiene, tali affermazioni avrebbero causato al suo onore.

Il processo è iniziato il 2 marzo scorso a Montreal e ha l’obiettivo di determinare se la denunciante abbia commesso diffamazione includendo il nome del cardinale in una class action contro l’arcidiocesi di Quebec per presunti abusi commessi nel corso di diverse decine di anni.

Leggi anche: Il cardinale Ouellet denuncia per diffamazione la donna che lo ha accusato nel 2022

Un processo civile, senza accuse penali

Il caso non è un processo penale e contro il cardinale non sono mai state presentate accuse criminali. Il tribunale deve decidere unicamente se le accuse formulate da Groleau, che si riferiscono a presunti comportamenti avvenuti tra il 2008 e il 2010 quando Ouellet era arcivescovo di Quebec, costituiscono o no diffamazione.

Durante la sua testimonianza precedente, la donna ha affermato che in uno degli incontri il cardinale avrebbe fatto scivolare la mano lungo la sua schiena fino alla parte superiore delle natiche. Ouellet ha respinto fermamente queste accuse da quando sono state rese pubbliche.

Nuove testimonianze durante le udienze

Durante le sessioni più recenti del processo sono comparse nuove testimoni convocate dal team legale della denunciante. Secondo quanto riportato dal settimanale britannico The Catholic Herald, due donne hanno raccontato al tribunale esperienze che considerano comportamenti inappropriati da parte del cardinale in decenni precedenti.

Una di loro, Mélissa Trépanier, ha dichiarato di conoscere il cardinale fin dall’adolescenza e di averlo considerato per anni una sorta di “padre spirituale”. Nel suo testimonianza ha raccontato un episodio avvenuto nel 2014 durante un incontro in cui era presente anche il suo fidanzato.

Secondo quanto ha spiegato, al congedarsi il cardinale ha cercato di darle denaro infilando una banconota da 50 dollari nel décolleté del suo maglione durante un abbraccio. La donna ha affermato che il gesto l’ha lasciata paralizzata e che ha cercato di allontanare la mano del cardinale.

Lo stesso Ouellet ha riconosciuto di aver infilato la banconota, sebbene sostenga che si è trattato di un gesto goffo senza intento sessuale, qualificandolo come un “errore goffo”.

Un altro racconto di più di trent’anni fa

Un’altra testimone, Marie-Louise Moreau, di 84 anni, ha raccontato un episodio che sarebbe avvenuto nel 1992, quando Ouellet era rettore del Grande Seminario di Montreal. Secondo la sua dichiarazione, mentre preparava oggetti per la messa l’allora sacerdote si è posizionato dietro di lei e ha posto le mani ai lati del suo corpo.

La donna ha affermato che lui ha premuto il bacino contro il suo corpo per alcuni istanti, impedendole di muoversi. Secondo il suo racconto, è riuscita infine a spostarsi e a uscire dal luogo. Ha spiegato di aver taciuto per decenni e di aver deciso di parlare dopo aver conosciuto le accuse presentate da Groleau.

La difesa mette in dubbio la rilevanza delle testimonianze

Gli avvocati del cardinale hanno contestato la pertinenza di queste testimonianze, argomentando che si riferiscono a fatti diversi da quelli denunciati da Groleau e che non hanno una relazione diretta con l’oggetto del processo.

Il giudice Martin Castonguay ha permesso che le testimoni fossero ascoltate durante le udienze, sebbene abbia indicato che deciderà in seguito se le loro dichiarazioni potranno essere considerate come parte delle prove del caso.

Una figura rilevante nella Chiesa

Marc Ouellet è stato ordinato sacerdote nel 1968 e creato cardinale da san Giovanni Paolo II nel 2003. Dopo aver esercitato come arcivescovo di Quebec, è stato chiamato a Roma nel 2010 per dirigere il Dicastero per i Vescovi, organismo vaticano incaricato di consigliare il Papa nella nomina dei vescovi in tutto il mondo.

Il processo giudiziario continua a Montreal e si prevede che nelle prossime sessioni si ascoltino nuove testimonianze prima che il tribunale emetta la sua decisione.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare