Il Papa Leone XIV ha ricevuto questo giovedì in udienza monsignor Pio Vito Pinto, decano emerito del Tribunale della Rota Romana e una delle figure più controverse dell’ambito giuridico vaticano negli ultimi anni.
L’udienza fa parte dell’agenda ordinaria del Pontefice, in cui sono stati ricevuti anche diversi prelati, rappresentanti istituzionali e delegazioni ecclesiali.
Pinto è stato per quasi un decennio decano del Tribunale della Rota Romana, il principale tribunale d’appello della Chiesa cattolica, specialmente in cause matrimoniali. Nomina da Benedetto XVI nel 2012, ha occupato l’incarico fino al 2021.
Le polemiche dichiarazioni contro i cardinali dei dubia
Il nome di Pio Vito Pinto è balzato in prima linea nel dibattito ecclesiale nel 2016, in piena controversia intorno all’esortazione apostolica Amoris laetitia.
In quel momento, quattro cardinali —Walter Brandmüller, Raymond Burke, Carlo Caffarra e Joachim Meisner— inviarono al papa Francesco una serie di domande (dubia) richiedendo chiarimenti dottrinali sul documento.
In una conferenza pronunciata presso l’Università Ecclesiastica San Dámaso di Madrid, Pinto criticò duramente l’iniziativa dei cardinali e qualificò la pubblicazione della lettera come un “grave scandalo”.
L’allora decano della Rota arrivò persino ad affermare che l’atteggiamento dei porporati potrebbe portare il Papa a revocare loro la dignità cardinalizia.
La polemica della cosiddetta “lista Pecorelli”
Il nome del canonista italiano apparve anche in un’altra controversia legata alla cosiddetta lista Pecorelli, un elenco di ecclesiastici che il giornalista italiano Mino Pecorelli affermò essere collegati alla massoneria.
Pecorelli, che indagava su presunte infiltrazioni massoniche nelle alte sfere della Chiesa, pubblicò una lista di 116 ecclesiastici che, secondo le sue indagini, sarebbero stati iniziati nella loggia P2.
Il giornalista fu assassinato a Roma nel 1979, un crimine che per anni è stato circondato da sospetti e controversie.
Tra i nomi che apparvero in quella lista figurava quello di Pio Vito Pinto, un’accusa che è stata oggetto di dibattito e polemica da allora.
Una figura influente nella giustizia vaticana
Oltre a queste controversie, Pinto è stato per decenni una figura influente nell’ambito del diritto canonico e nel funzionamento dei tribunali ecclesiastici.
Durante il suo periodo come decano della Rota Romana, ha partecipato anche all’applicazione della riforma dei processi di nullità matrimoniale promossa durante il pontificato di Francesco.
L’udienza concessa ora da Leone XIV avviene diversi anni dopo il suo ritiro dall’incarico alla guida del tribunale.