La crescente tensione militare in Medio Oriente sta colpendo anche i paesi del Golfo. In questo contesto di incertezza, il principe ereditario di Bahréin, Salman bin Hamad Al Khalifa, ha chiesto che le chiese rimangano aperte affinché i fedeli possano recarsi a pregare e trovare sostegno spirituale.
Secondo quanto riferisce il medium Tribune Chrétienne, l’erede al trono ha visitato domenica 8 marzo la cattedrale di Nostra Signora d’Arabia, situata ad Awali, dove si è incontrato con il vicario apostolico dell’Arabia del Nord, mons. Aldo Berardi, e con diversi sacerdoti che esercitano il loro ministero nel regno.
Un incontro in mezzo alla crescente tensione regionale
La visita si è svolta in un momento di forte instabilità nella regione. Durante la notte precedente si sono registrate esplosioni nel paese e le sirene di allarme hanno ripreso a suonare la mattina successiva.
«Durante la notte scorsa si sono verificate diverse esplosioni e sono stati segnalati feriti. Questa mattina suonano le sirene di allarme e si odono forti detonazioni», ha spiegato mons. Aldo Berardi, secondo dichiarazioni riportate dall’agenzia Fides.
La situazione di sicurezza è peggiorata bruscamente dopo un attacco contro un impianto petrolifero nel villaggio di Maameer. Di fronte alla gravità degli eventi, il Ministero dell’Interno ha chiesto alla popolazione di mantenere la calma, di rifugiarsi in luoghi sicuri e di evitare le principali vie di circolazione.
Attacchi con missili e droni in diversi paesi del Golfo
La crisi non colpisce solo il Bahréin. Diversi paesi del Golfo sono stati raggiunti da attacchi con missili e droni attribuiti all’Iran, tra cui Kuwait, Qatar, Bahréin ed Emirati Arabi Uniti.
Questa escalation di tensione avviene pochi giorni dopo la nomina dell’ayatollah Mojtaba Jamenei come nuovo uomo forte della Repubblica Islamica dell’Iran e appena dieci giorni dopo l’attacco militare condotto da Israele e Stati Uniti contro territorio iraniano.
In questo clima di incertezza, segnato da allarmi, esplosioni e voci di nuove rappresaglie, le comunità cristiane —composte in gran parte da lavoratori espatriati— vivono con particolare preoccupazione l’evoluzione degli eventi.
L’erede riafferma la convivenza religiosa
In mezzo a questa situazione, il principe ereditario ha voluto incontrare personalmente i responsabili cattolici del paese. Durante l’incontro, ha trasmesso i saluti del re Hamad e ha ribadito l’impegno del regno per la convivenza tra le religioni.
Inoltre, ha chiesto espressamente che le chiese rimangano aperte, affinché i fedeli possano recarsi a pregare e trovare conforto spirituale in questi momenti difficili. Ha anche mostrato interesse per la data in cui si celebrerà la prossima Pasqua.
I responsabili cristiani hanno ringraziato il gesto delle autorità del regno, ricordando che il Bahréin ha offerto negli ultimi anni un ambiente relativamente sicuro per la pratica del culto cristiano.
La cattedrale di Nostra Signora d’Arabia, simbolo di presenza cristiana
Inaugurata nel 2021, la cattedrale di Nostra Signora d’Arabia è diventata uno dei principali simboli della presenza cristiana nella penisola arabica e della politica di convivenza religiosa promossa dal regno di Bahréin.
In mezzo a uno scenario segnato dalla tensione militare e dall’incertezza, il mantenimento delle chiese aperte appare per molti fedeli come un segno di conforto e speranza.