Gli anglicani evitano lo scisma ma approfondiscono la loro divisione con un nuovo consiglio globale

Gli anglicani evitano lo scisma ma approfondiscono la loro divisione con un nuovo consiglio globale
Arzobispo anglicano de Ruanda, Laurent Mbanda

Más de 340 vescovi anglicani e un centinaio di leader laici e clericali di 27 province si sono riuniti dal 3 al 6 marzo ad Abuja (Nigeria) nella conferenza GAFCON 2026, dove hanno approvato la cosiddetta “Dichiarazione di Abuja”, un documento che propone di riorganizzare la Comunione Anglicana di fronte alle profonde divisioni dottrinali che attraversano l’anglicanesimo mondiale.

L’incontro è stato organizzato da GAFCON (Global Anglican Future Conference) e ospitato dalla Chiesa di Nigeria, una delle province anglicane più numerose al mondo.

La scelta di Sarah Mullally

Nell’ottobre del 2025, la Chiesa d’Inghilterra ha eletto Sarah Mullally come nuova arcivescova di Canterbury, diventando la prima donna a ricoprire quel ruolo e, quindi, primus inter pares all’interno della Comunione Anglicana.

La nomina ha provocato forti tensioni all’interno dell’anglicanesimo, specialmente nel cosiddetto Sud Globale, dove si concentra la maggioranza dei fedeli anglicani e dove le posizioni teologiche sono generalmente più conservatrici.

In vari settori anglicani si è interpretato che la nomina confermava un’evoluzione dottrinale che include, tra gli altri punti, l’ordinazione delle donne all’episcopato e l’apertura verso le benedizioni di coppie dello stesso sesso, questioni che da anni generano profonde divisioni all’interno della comunione anglicana.

Uno scisma che sembrava imminente

In quel contesto, si prevedeva che la riunione di Abuja potesse sfociare in uno scisma formale all’interno dell’anglicanesimo, poiché il movimento GAFCON aveva posto la possibilità di stabilire una leadership alternativa a quella dell’arcivescovo di Canterbury.

Alla fine, i leader riuniti ad Abuja non hanno proclamato un nuovo primate dell’anglicanesimo mondiale, evitando così una rottura istituzionale immediata.

Una nuova struttura di leadership

Invece, i partecipanti hanno deciso di creare una nuova struttura denominata Consiglio Anglicano Globale, che sostituisce il precedente Consiglio dei Primati di GAFCON, attivo dal 2008.

Questo organismo sarà presieduto dall’arcivescovo del Ruanda, Laurent Mbanda, con l’arcivescovo brasiliano Miguel Uchôa come vicepresidente e il vescovo canadese Paul Donison come segretario generale.

Il consiglio è composto da primati, vescovi, chierici e laici con diritto di voto, e mira a coordinare le chiese anglicane che condividono la stessa confessione dottrinale.

Critiche alle strutture di Canterbury

La Dichiarazione di Abuja contiene critiche ai cosiddetti “Strumenti di Comunione” dell’anglicanesimo —tra cui l’arcivescovo di Canterbury, la Conferenza di Lambeth, il Consiglio Consultivo Anglicano e la riunione dei Primati—.

Secondo il documento, queste istituzioni non sono riuscite a mantenere la disciplina dottrinale all’interno dell’anglicanesimo, specialmente in questioni relative all’interpretazione della Bibbia e alla morale sessuale.

I firmatari sostengono che l’unità della Chiesa non può basarsi unicamente su strutture istituzionali, ma su una confessione comune di fede.

L’autorità della Bibbia e la Dichiarazione di Gerusalemme

La nuova struttura promossa da GAFCON si articola dottrinalmente intorno alla Dichiarazione di Gerusalemme, adottata dal movimento nel 2008, che afferma l’autorità delle Scritture e i formulari classici della Riforma anglicana, come i Trentanove Articoli e il Libro di Preghiera Comune del 1662.

I partecipanti sostengono che la comunione anglicana deve basarsi su una confessione dottrinale condivisa, più che su un’unità istituzionale che permetta di convivere con interpretazioni teologiche divergenti.

Sebbene l’incontro di Abuja abbia evitato uno scisma formale immediato, la creazione di questa nuova struttura riflette le profonde divisioni dottrinali che da anni attraversano l’anglicanesimo in tutto il mondo.

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