“Il Beato Fernando, arcivescovo di Granada e ministro del regno allo stesso tempo, era sempre occupatissimo, e tuttavia celebrava ogni giorno la Santa Messa. Avvertito in un’occasione dal cardinale di Toledo che la Corte mormorava perché, nonostante fosse sommerso da tanti affari, non voleva privarsi di celebrare un solo giorno, il Servo di Dio gli rispose: «Poiché le Loro Altezze hanno posto sulle mie deboli spalle un carico così pesante, ho bisogno di un potente sostegno per non soccombere. E dove lo troverò meglio che nel santo sacrificio della Messa? Là acquisisco tutta la forza e il vigore necessari per portare il mio carico”. Questa storia e un centinaio di altri virtuosi esempi sono testimonianza della verità sul valore incomprensibile del Santo Sacrificio della Messa. Di fronte a questo tipo di eventi, coloro che sono veri devoti della Croce si pongono la domanda che nasce dall’amore, che suona di solito con queste parole: come posso trarre il massimo profitto da questo tesoro in cui si delizia la mia anima?
Proprio questa domanda è stata materia di contesa nelle ultime decenni, in particolare dall’inizio del XX secolo. La questione della partecipazione alla Santa Messa si è trasformata in una falsa dicotomia consistente in due rami divisi tra l’annullamento dell’essere (andare solo alla Messa e non fare assolutamente nulla) o sentirsi compelso a immergersi in una serie di ministeri provenienti dai recessi più insidiosi dell’essere umano al fine di raggiungere un obiettivo di sentirsi parte di la Santa Messa.
Il cristiano pio, attraverso i secoli, ha perfezionato quest’arte della partecipazione alla Santa Messa fino al punto di poter coltivare la vita spirituale con una delicatezza esemplare in obbedienza a quanto professato dai santi più eruditi. È impressionante la quantità di forme, metodi e stili di partecipazione alla Santa Messa che si sono formati con l’aiuto dello Spirito Santo, che senza dubbio esiste qualche forma adatta per ogni persona. Quando uno esplora con studio le maniere di intrecciarsi misticamente con il Santo Sacrificio della Messa, uno si accorge di una varietà di tesori nascosti che differiscono drammaticamente da ciò che si riceve negli ambienti ecclesiali moderni. Se si confronta il vasto e ampio menu del buffet spirituale offerto dalla Chiesa nella sua tradizione forgiata dalla Santissima Trinità con le opzioni scarse della quotidianità parrocchiale, è facile notare la precarietà e la malnutrizione che ricevono i fedeli con l’inganno normalizzato che sì stanno ottenendo ciò che è necessario per unirsi al Sacrificio Eucaristico. Con ragione -si direbbe- che la parrocchia è così persa nella fede se non le si offre nemmeno un quarto del patrimonio incalcolabile per la salvezza delle anime.
Con l’obiettivo di chiarire questo tema nel modo più semplice possibile, di seguito si portano in tavola alcuni estratti presi dal magnifico libro chiamato “Il Tesoro Nascosto” scritto da San Leonardo da Porto Maurizio. In questo breve trattato scritto da questo umile figlio spirituale di San Francesco d’Assisi, si contempla una sezione dedicata a proporre alcune forme comuni e proficue per assistere al sacrificio della Messa. Con un’eloquente semplicità di parole, il nostro caro santo ci riassumerà ciò che la Chiesa ha professato in una varietà di manuali, trattati, scritti e lettere attraverso i secoli su tale materia. Si citeranno solo gli estratti più accattivanti a fini didattici; come sempre, invitiamo il lettore pio a leggere il libro completo per una maggiore crescita nella vita cristiana. Leggiamo con attenzione quanto segue:
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“Il Tesoro Nascosto” di San Leonardo da Porto Maurizio. (Metodo per ascoltare fruttuosamente la Santa Messa, Sezione 2: Metodi diversi per ascoltare la Santa Messa.)
“Il primo consiste nel seguire con la massima attenzione e con il libro [Messale dei fedeli] in mano, tutte le azioni del sacerdote, pregando per ciascuna di esse la preghiera vocale corrispondente contenuta nel libro, in modo da passare tutto il tempo della Messa leggendo. Se alla lettura si unisce la meditazione dei santi misteri che si celebrano sull’altare, è indubbio che si assiste al adorabile Sacrificio in modo eccellente e inoltre molto proficuo. Ma poiché questo richiede una sottomissione eccessiva, dato che è necessario prestare attenzione alle cerimonie che si fanno sull’altare e dirigere alternativamente lo sguardo al sacerdote e al libro, per leggere in esso la preghiera che corrisponde alla parte della Messa, ne risulta che è molto laborioso nella pratica; e persino mi inclino a credere che ci saranno pochi fedeli che persevereranno a lungo impiegando questo metodo, per utile che sia. È tale la debolezza del nostro intelletto, che si distrae facilmente quando deve prestare attenzione alla moltitudine di azioni che il sacerdote esegue sull’altare. Nonostante ciò, colui che si trova bene con questo metodo, e ne ricava il suo profitto spirituale, può continuare a usarlo con la speranza che un lavoro così penoso gli procurerà una magnifica ricompensa da parte di Dio.
Il secondo metodo per assistere fruttuosamente alla Santa Messa si pratica non mediante la lettura, né siquiera durante il tempo del Sacrificio, ma contemplando con gli occhi della fede Gesù Cristo inchiodato sulla croce, al fine di raccogliere in una dolcissima contemplazione i frutti preziosi che cadono da quell’albero di vita. Si impiega, dunque, tutto il tempo della Santa Messa in un profondo raccoglimento interiore, occupandosi di considerare spiritualmente i divini misteri della Passione e morte del Salvatore, che non solamente si rappresentano, ma che anche si riproducono misticamente sull’altare. Coloro che seguono questo metodo è indubbio che, se hanno cura di conservare unite a Dio le potenze della loro anima, riusciranno a esercitarsi in atti di fede, speranza, carità e di tutte le virtù. Questo modo di ascoltare la Messa è più perfetto del primo, e al tempo stesso più dolce e più soave … io vorrei che tutti imparassero nella sua scuola una scienza così profonda.
Il terzo metodo per assistere fruttuosamente al santo sacrificio della Messa ha la preferenza sui precedenti. Non esige la lettura di un gran numero di preghiere vocali come il primo, né richiede uno spirito contemplativo come è necessario per seguire il secondo. Tuttavia, se ben si considera, è il più conforme allo spirito della Chiesa, i cui desideri sono che i fedeli siano uniti ai sentimenti del sacerdote. Questi deve offrire il Sacrificio per i quattro fini indicati nell’istruzione precedente [Nota: “La prima, lodare e onorare l’infinita maestà di Dio, che è degna di onori e lodi infinite. La seconda, soddisfare per gli innumerevoli peccati che abbiamo commesso. La terza, rendergli grazie per i benefici ricevuti. La quarta, infine, indirizzargli suppliche, come autore e dispensatore di tutte le grazie.”], poiché questo è il mezzo più efficace per adempiere alle quattro obbligazioni che abbiamo contratto con Dio. Di conseguenza, e poiché quando assisti alla Messa svolgi in certo qual modo le funzioni di sacerdote, devi dedicarti nel modo migliore possibile alla considerazione dei quattro fini indicati, il che ti sarà molto facile mediante i quattro offrimenti che sto per presentarti. Ecco il metodo ridotto alla pratica … Non appena inizi la Messa e quando il sacerdote, umiliandosi sui gradini dell’altare, recita il Confiteor, fai un breve esame dei tuoi peccati, eccitati a un atto di vera contrizione, chiedendo umilmente al Signore di perdonarti, e implora i sussidi dello Spirito Santo e la protezione della Vergine Santissima per ascoltare la Messa con tutto il rispetto e la devozione possibili. Subito dopo, e per adempiere successivemente alle quattro importantissime obbligazioni di cui ti ho parlato, dividi la Messa in quattro parti, il che potrai fare nel modo seguente:
Nella prima parte, dall’inizio fino al Vangelo, soddisferai il primo debito, che consiste nell’adorare e lodare la maestà di Dio, che è infinitamente degna di onori e lodi. Per questo umiliati profondamente con Gesù Cristo, immergiti nella considerazione della tua nullità, confessa sinceramente che nulla sei davanti a quella immensa Maestà, e umiliato nell’anima e nel corpo (poiché nella Messa si deve mantenere la postura più rispettosa e modesta)…Soprattutto procura di conservarti in un profondo raccoglimento e molto unito a Dio. Ah! quanto bene soddisferai a Dio in questo modo il tuo primo debito!
Soddisferai il secondo dal Vangelo fino all’elevazione della Sacra Ostia, e dirigendo uno sguardo ai tuoi peccati, e considerando l’immensa debito che hai contratto con la divina Giustizia … ripeti questi atti con una viva e profonda contrizione. Dai sfogo agli affetti della tua anima, e senza articolare parola, dirai a Gesù dal profondo del tuo cuore: «Mio amatissimo Gesù! Datemi le lacrime di San Pietro, la contrizione della Maddalena e il dolore di tutti i Santi, che da peccatori si convertirono in ferventi penitenti, affinché, per i meriti del Santo Sacrificio, ottenga il completo perdono di tutti i miei peccati». Ripeti questi stessi atti in un perfetto raccoglimento, e vivi sicuro che così soddisferai completamente tutti i debiti che per i tuoi peccati avrai contratto con Dio.
Nella terza parte, cioè dall’elevazione del calice fino alla Comunione, considera gli innumerevoli benefici di cui sei stato colmato. In cambio, offri al Signore una vittima di prezzo infinito, vale a dire: il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo. Invita anche gli Angeli e i Santi a rendere grazie a Dio per te … Con quale dolce compiacenza riceverà questo Dio di bontà la testimonianza di un ringraziamento così affettuoso! Quanto soddisfatto rimarrà di questa offerta che, essendo di prezzo infinito, vale più di tutto il mondo! A fine, dunque, di eccitare sempre più nel tuo cuore questi pii sentimenti, invita tutta la corte celeste a rendere grazie a Dio in tuo nome … A questo scopo farai molto bene a pregare ogni giorno qualche atto di offerta, per offrire a Dio in azione di grazie, non solamente tutte le tue azioni, ma anche le Messe che si celebrano in tutto il mondo.
Nella quarta parte, dalla Comunione fino alla fine, mentre il sacerdote fa la Comunione sacramentale, farai la Comunione spirituale nel modo che ti spiegherò alla fine di questo capitolo. Dirigi subito i tuoi sguardi a Dio Nostro Signore che è dentro di te, e animati a chiedere molte grazie. Dal momento in cui Gesù si unisce a te, è Lui che prega e supplica per te. Allarga, dunque, il cuore, e non limitarti a chiedere solo alcuni favori: chiedi molte, moltissime grazie, perché l’offerta del suo Divino Figlio, che gli hai appena fatto, è di prezzo infinito … Chiedi senza timore, chiedi per te, per i tuoi amici, parenti e altre persone care. Implora l’assistenza di Dio in tutte le tue necessità spirituali e temporali. Prega anche per quelle della Santa Chiesa, e chiedi al Signore che si degni liberarla dai mali che l’affliggono e concederle la pienezza di tutti i beni. Soprattutto non pregare con tiepidezza, ma con la massima fiducia; e sta sicuro che le tue suppliche, unite a quelle di Gesù, saranno esaudite.
Conclusa la Messa pratica il seguente atto di azione di grazie, dicendo: «Ti rendiamo grazie per tutti i tuoi benefici, o Dio onnipotente, che vivi e regni nei secoli dei secoli. Così sia». Uscirai dalla chiesa con il cuore così intenerito come se scendessi dal Calvario. Dimmi ora: se avessi assistito in questo modo a tutte le Messe che hai ascoltato fino ad oggi, con quali tesori di grazie avresti arricchito la tua anima!