La Chiesa in Spagna celebrerà questo 1 marzo, prima domenica del mese, la Giornata dell’Hispanoamerica con il motto ‘Camminiamo insieme, condividiamo la gioia’, una giornata promossa dalla Conferenza Episcopale Spagnola per valorizzare la cooperazione missionaria con le Chiese del continente americano.
L’iniziativa, organizzata attraverso la Commissione Episcopale per le Missioni e la Cooperazione con le Chiese, sottolinea la dimensione universale della Chiesa e il stretto legame storico tra Spagna e America. In occasione di questa giornata sono stati preparati vari materiali pastorali: una preghiera ufficiale, un sussidio liturgico, un documento informativo sull’Obra de Cooperación Sacerdotal Hispanoamericana (OCSHA) e il messaggio di Mons. Filippo Iannone, presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina.
Il messaggio di Iannone: missione, gioia e conversione
Nel suo messaggio per questa giornata, Mons. Iannone riprende un punto che ha già esposto in pubblico: il camminare insieme della Chiesa è legato a una autentica conversione personale e comunitaria, una realtà che egli stesso ha indicato come fattore decisivo nella resistenza alla sinodalità all’interno di certi ambiti ecclesiali. Secondo il prelato, la mancanza di assimilazione profonda degli insegnamenti del Concilio Vaticano II —e, quindi, della comprensione della sinodalità come fedeltà al Vangelo e non come una novità ideologica— spiega molte delle difficoltà per camminare in comunione.
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In questo senso, Iannone sottolinea che il motto scelto quest’anno non è solo uno slogan pastorale, ma un invito a integrare la gioia della fede con l’esigenza della conversione cristiana, ricordando che “la Chiesa non esiste per se stessa, ma per annunciare con gioia la bellezza del Vangelo a tutti gli uomini e in tutti i luoghi”.
Maria, modello di Chiesa missionaria
Mons. Iannone sottolinea anche il ruolo della Vergine Maria come modello della missione. La presenta come “primo membro della Chiesa” e riferimento permanente per l’azione evangelizzatrice. Nel continente americano, profondamente segnato dalla devozione mariana, questa dimensione assume un rilievo speciale.
Maria è mostrata come esempio di disponibilità e obbedienza alla volontà di Dio, tratti che devono caratterizzare coloro che partecipano al compito missionario.
La OCSHA: presenza concreta della Chiesa spagnola in America
L’asse centrale di questa giornata è l’Obra de Cooperación Sacerdotal Hispanoamericana (OCSHA), fondata nel 1949 per canalizzare l’invio di sacerdoti diocesani spagnoli in America.
Attualmente, l’OCSHA conta 130 sacerdoti spagnoli destinati in 17 paesi del continente. Il Perù concentra il maggior numero, con 45 presbiteri. Per diocesi di origine, spiccano Toledo, con 27 sacerdoti, Burgos con 11 e Madrid con 10.
Questi sacerdoti svolgono il loro lavoro pastorale in parrocchie, scuole, seminari e ospedali, sostenendo la vita sacramentale e formativa di comunità che, in molti casi, mancano di clero sufficiente.