Vesco interpreta il viaggio di Leone XIV in Algeria come continuità dell'asse mediterraneo di Francesco

Vesco interpreta il viaggio di Leone XIV in Algeria come continuità dell'asse mediterraneo di Francesco

Nelle recenti dichiarazioni a Vatican News, l’arcivescovo di Algeri, cardinale Jean-Paul Vesco, ha interpretato la prossima visita di Leone XIV in Algeria come una prosecuzione dell’orientamento mediterraneo e dell’enfasi sul mondo musulmano che ha caratterizzato il pontificato di Francesco. Il viaggio, previsto dal 13 al 15 aprile e prima tappa africana del pontificato attuale, è stato descritto dal porporato come un “bel segno” che definisce la direzione iniziale del Papa.

L’Algeria sarà la prima tappa africana di Leone XIV e uno dei suoi primi spostamenti internazionali. Per Vesco, il fatto che il Papa abbia scelto un paese a maggioranza musulmana e con una comunità cattolica molto ridotta non è casuale, ma indicativo di una linea pastorale concreta.

«Si iscrive nella dinamica di Francesco»

Il cardinale afferma esplicitamente che Leone XIV “si iscrive veramente nella dinamica del suo predecessore, Francesco”, e in quella di altri pontefici. Tuttavia, il suo riferimento principale è il pontificato precedente, specialmente per quanto riguarda la centralità del Mediterraneo come spazio di incontro tra religioni e culture.

Vesco interpreta la scelta della Turchia, del Libano e ora dell’Algeria come destinazioni prioritarie come un segnale di continuità nell’attenzione all’arco mediterraneo e al dialogo con l’islam. Nella sua lettura, il viaggio non è unicamente pastorale, ma anche simbolico e geopolitico.

San Agostino e i martiri come quadro simbolico

Al di là del piano geografico, Vesco sottolinea la dimensione storica del viaggio. Il Papa visiterà Annaba, l’antica Ippona, legata a san Agostino, figura centrale nella tradizione teologica occidentale. Il cardinale ricorda che Leone XIV era già stato nel paese nella sua fase precedente come superiore degli agostiniani, ma ora lo farà come Pontefice.

L’Algeria è anche la terra dei 19 religiosi assassinati negli anni ’90 —tra cui i monaci di Tibhirine e il vescovo Pierre Claverie— beatificati nel 2018. Vesco nota che Leone XIV è stato eletto nel giorno della loro memoria liturgica e che ha citato parole del priore di Tibhirine, Christian de Chergé, in un messaggio recente per la Giornata Mondiale della Pace.

Il porporato inquadra questi elementi come segni di speranza e continuità storica, in un paese che descrive come “resiliente” dopo anni di violenza.

Dialogo interreligioso e “dialogo di vita”

Nelle sue dichiarazioni, l’arcivescovo di Algeri insiste sul fatto che il dialogo interreligioso in Algeria si vive come un “dialogo di vita”, basato sulla convivenza quotidiana tra cristiani e musulmani.

La Chiesa in Algeria è numericamente piccola e composta in gran parte da religiosi e lavoratori stranieri, ma Vesco sottolinea la sua permanenza accanto al popolo algerino durante gli anni di conflitto come parte essenziale della sua identità. La visita di Leone XIV, secondo la sua lettura, sarà allora un gesto di fraternità e riconoscimento verso quella comunità.

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