Vangelo del giorno 25 febbraio 2026 – Luca 11, 29-32

Prima Lettura

Lettura della profezia di Giona

Giona 3, 1-10

In quei giorni, il Signore rivolse di nuovo la parola a Giona e gli disse: «Àlzati, va’ a Ninive, la grande città, e annuncia lì il messaggio che ti indicherò».

Giona si alzò e andò a Ninive, come gli aveva ordinato il Signore. Ninive era una città grandissima: ci volevano tre giorni per attraversarla. Giona camminò nella città per un giorno intero, proclamando: «Ancora quaranta giorni e Ninive sarà distrutta».

I cittadini di Ninive credettero a Dio e proclamarono un digiuno, vestendo di sacco grandi e piccoli. La notizia giunse al re di Ninive, il quale si alzò dal trono, si tolse il manto, si avvolse in un sacco e si sedette sulla cenere. Poi fece proclamare a Ninive questo decreto, per suo ordine e per ordine dei suoi ministri: «Uomini e bestiame, greggi e armenti non gustino nulla, non mangino e non bevano. Ma tutti, uomini e bestiame, si coprano di sacco e invocheranno Dio con insistenza; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa mai che Dio non cambi idea, si plachi e trattenga la sua ira ardente, così che non moriamo».

Dio vide le loro opere e come si erano convertiti dalla loro condotta malvagia; allora Dio si pentì del male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Luca 

Luca 11, 29-32

In quel tempo, la folla si stringeva intorno a Gesù e egli diceva: «Questa generazione è una generazione malvagia; chiede un segno, ma non le sarà dato altro segno che quello di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per gli abitanti di Ninive, così sarà il Figlio dell’uomo per questa generazione.

Quando verrà giudicata questa generazione, la regina del sud sorgerà a condannarla, perché ella venne dall’estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone, e qui c’è uno che è più grande di Salomone.

Quando verrà giudicata questa generazione, gli uomini di Ninive sorgeranno a condannarla, perché si convertirono alla predicazione di Giona, e qui c’è uno che è più grande di Giona».

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