Il Papa nomina quattro nuovi vescovi ausiliari per la diocesi di Roma

Il Papa nomina quattro nuovi vescovi ausiliari per la diocesi di Roma

Il Papa Leone XIV ha nominato quattro nuovi vescovi ausiliari per la diocesi di Roma, secondo quanto riportato nel suo bollettino quotidiano di notizie. I designati sono i sacerdoti Stefano Sparapani, Alessandro Zenobbi, Andrea Carlevale e Marco Valenti, fino ad ora parroci nella capitale italiana.

L’annuncio avviene in un contesto di riorganizzazione interna della diocesi del Papa. Secondo un’analisi pubblicata da National Catholic Register (NCR), questi nominati rappresentano il ripristino della gerarchia episcopale territoriale a Roma, dopo i cambiamenti introdotti negli ultimi anni.

Riorganizzazione della diocesi di Roma

Leone XIV ha deciso di ripristinare il settore centrale della diocesi di Roma, che era stato soppresso dal Papa Francesco mediante un motu proprio del 3 ottobre 2024. Tradizionalmente, la diocesi era divisa in cinque settori territoriali —nord, sud, est, ovest e centro storico— ciascuno con il proprio vescovo ausiliario.

Durante il pontificato precedente, il numero di ausiliari arrivò a otto, alcuni con competenze specifiche. Tuttavia, negli ultimi due anni si sono verificati diversi trasferimenti e nominati al di fuori della diocesi che hanno ridotto il numero di vescovi ausiliari attivi.

L’NCR ricorda che tra il 2024 e il 2025 sono stati trasferiti o promossi Daniele Salera (vescovo di Ivrea), Dario Gervasi (segretario aggiunto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita), Paolo Ricciardi (vescovo di Jesi) e Benoni Ambarus (arcivescovo di Matera-Irsina). Attualmente, oltre al vicegerente Renato Tarantelli Baccari, rimaneva come ausiliario Michele Di Tolve, nominato nel 2023 rettore del seminario di Roma.

Con i nuovi nominati, Leone XIV ripristina una struttura più definita di ausiliari per i diversi settori della città.

Profilo dei nuovi ausiliari

I quattro nuovi vescovi ausiliari esercitavano già responsabilità pastorali a Roma e erano stati vicari episcopali dei diversi settori territoriali.

Stefano Sparapani

Nato a Roma il 24 luglio 1956, ha studiato Filosofia presso la Pontificia Università Lateranense e ha ottenuto un master in Teologia Morale. È stato ordinato sacerdote il 4 ottobre 1991 per la diocesi di Roma.

È stato vicario parrocchiale e parroco a Corviale, parroco di San Basilio dal 2010, padre spirituale nell’Almo Collegio Capranica dal 2015 e, dal 2025, vicario episcopale per il settore nord della città.

Alessandro Zenobbi

Nato a Roma il 10 novembre 1969, si è formato nel Pontificio Seminario Romano Maggiore ed è stato ordinato sacerdote il 28 aprile 1996.

È stato vicario parrocchiale e successivamente parroco di San Policarpo, e dal 2017 è parroco di Santa Lucia. Nel 2025 è stato nominato vicario episcopale per il settore ovest.

Andrea Carlevale

Nato a Roma l’8 aprile 1971, è stato ordinato sacerdote il 3 maggio 1998. Ha svolto il suo ministero in diverse parrocchie della città ed è stato assistente nel Pontificio Seminario Romano Maggiore.

Tra il 2015 e il 2025 è stato parroco di Santa Maria di Loreto a Castelverde-Lunghezza, periodo in cui è stato eletto prefetto dai sacerdoti della sua prefettura. Dal 2025 è parroco di San Giovanni Battista de Rossi.

Marco Valenti

Nato il 28 febbraio 1961 a Cantalupo in Sabina, ha studiato nei seminari minore e maggiore di Roma e ha ottenuto inoltre una licenza in Storia dell’Arte presso l’Università La Sapienza.

Ordinato sacerdote il 26 aprile 1986, è stato vicario parrocchiale in diverse parrocchie romane e parroco di San Giuseppe Artigiano e di San Saturnino. Dal 2024 è parroco della Trasfigurazione del Signore Nostro Gesù Cristo.

Un passo nella riorganizzazione del governo diocesano

Con queste designazioni Leone XIV pone fine alla situazione eccezionale in cui i settori territoriali erano guidati da vicari episcopali senza ordinazione episcopale, rafforzando così la collegialità nel governo della diocesi.

L’NCR avverte che questi movimenti potrebbero avere effetti su altri nominati in Italia, in un momento in cui diverse diocesi affrontano un ricambio generazionale, con numerosi vescovi che raggiungeranno l’età di pensionamento nei prossimi anni.

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