La Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) ha approvato nella sua assemblea plenaria di primavera —tenutasi a Würzburg dal 23 febbraio al 26 di questo mese— lo statuto della futura “Conferenza Sinodale”, l’organo concepito per dare continuità strutturale al controverso Cammino Sinodale. Ora, il testo sarà inviato a Roma per la sua recognitio, poiché richiede l’approvazione della Santa Sede.
Un organo permanente per istituzionalizzare il Cammino Sinodale
La nuova Conferenza Sinodale intende costituirsi come un organo stabile in cui i vescovi e i rappresentanti del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZdK) condividano la deliberazione e l’orientamento strategico su questioni chiave per il futuro della Chiesa in Germania.
Il ZdK aveva già approvato lo statuto nel novembre del 2025. Con il sostegno ora dei vescovi, il progetto entra nella sua fase più delicata: l’esame della Santa Sede.
Il punto centrale non è meramente organizzativo, ma ecclesiological. Da Roma sono state formulate negli ultimi anni avvertenze esplicite sulla creazione di strutture nazionali con competenze che possano influenzare la potestà propria dei vescovi o alterare l’equilibrio gerarchico della Chiesa. Il tentativo precedente di costituire un “Consiglio Sinodale” con capacità decisionale ha incontrato obiezioni dirette del Vaticano. Il cambio di denominazione e alcuni aggiustamenti formali non eliminano la questione di fondo: se un organo misto possa, nella pratica, condizionare il governo episcopale.
Cambio di presidente, continuità di struttura
Sebbene l’elezione di Heiner Wilmer segni un ricambio nella presidenza, altri movimenti nella plenaria indicano una chiara continuità istituzionale.
Nella stessa assemblea sono stati confermati nei loro incarichi la segretaria generale della DBK, Beate Gilles, prima donna a occupare il ruolo dal 2021 —considerata vicina all’ex presidente Bätzing— e Kopp, portavoce dal 2009, nominato nel 2024 consulente del Dicastero per la Comunicazione e ora nuovamente portavoce della DBK.
Roma, di fronte a una decisione che va oltre la Germania
L’approvazione dello statuto non implica la sua entrata automatica in vigore con piena validità canonica. Affinché una struttura di questo tipo abbia effetti giuridici reali, deve essere rivista e ottenere il riconoscimento esplicito della Santa Sede.
Il dibattito non è più esclusivamente tedesco. Se una conferenza episcopale consolida organi che alterano di fatto l’esercizio del governo episcopale o generano dinamiche dottrinali divergenti, la questione riguarda la comunione ecclesiale nel suo complesso.
La decisione che Roma adotterà segnerà non solo il futuro della Conferenza Sinodale, ma anche l’effettiva portata dell’autorità pontificia di fronte a processi nazionali che procedono per il fatto compiuto.
Fonte: Katholisch.de