Il cardinale Zenari avverte: l'80% dei cristiani ha abbandonato la Siria

Il cardinale Zenari avverte: l'80% dei cristiani ha abbandonato la Siria

Il cardinale Mario Zenari —che è stato per 17 anni nunzio apostolico a Damasco— ha avvertito che l’emigrazione continua dei cristiani costituisce una “ferita grave” per la società siriana, indicando che l’80% dei 1,5 milioni di cristiani che vivevano nel paese prima della guerra civile ha lasciato la Siria nell’ultimo decennio e mezzo.

In un’intervista concessa all’agenzia cattolica italiana SIR, Zenari ha spiegato che “purtroppo, altri si stanno preparando a partire”. A suo giudizio, questa uscita di massa risulta particolarmente dolorosa perché i cristiani hanno storicamente svolto un ruolo di “ponte” tra le diverse comunità del paese.

Un paese devastato che cerca l’unità

La Siria rimane, secondo le parole del cardinale, un paese “devastato”, che lotta per ricomporre la sua unità nazionale. “I gruppi principali —sunniti, curdi, alawiti, drusi, cristiani— devono ritrovare coesione. Qui ci sono ancora molte incognite”, ha affermato.

Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad a dicembre 2024, il potere a Damasco è nelle mani di un governo islamista di transizione guidato da Ahmad al-Shara. Secondo Zenari, la comunità internazionale sostiene questa nuova direzione anche per pragmatismo: “Il nuovo corso è sostenuto anche perché l’alternativa sarebbe il caos”.

Il porporato ha sottolineato che la stabilità non può dipendere solo da accordi politici. “La Siria ha urgentemente bisogno di elettricità, ospedali, scuole e fabbriche. Lo sviluppo rimane la via più sicura verso la pace”, ha sostenuto.

Testimone durante la guerra

Zenari, di 80 anni, è stato nominato nunzio in Siria alla fine del 2008 e è rimasto nel paese durante gli anni più duri della guerra civile. Nel 2016 papa Francesco lo ha creato cardinale come riconoscimento della sua fedeltà in mezzo al conflitto. A febbraio scorso, papa Leone XIV ha accettato la sua rinuncia per limite di età al ruolo diplomatico.

Nell’intervista, il cardinale ha ricordato i volti e i nomi che ha portato con sé in questi anni: bambini mutilati dalla guerra, scomparsi, sacerdoti rapiti, tra cui i due metropoliti ortodossi di Aleppo —Yohanna Ibrahim e Boulos Yazigi— e il gesuita Paolo Dall’Oglio.

“Ambasciatore per la Siria”

Sebbene lasci l’incarico ufficiale, Zenari ha assicurato che non si distaccherà dal paese. “Fino ad ora sono stato ambasciatore ‘in’ Siria; voglio continuare a essere ambasciatore ‘per’ la Siria”, ha dichiarato. Il suo impegno, ha detto, continuerà orientato verso “sviluppo, pace e unità”.

Per il cardinale, la Siria è stata per secoli un “mosaico” di convivenza pacifica tra etnie e religioni. “La guerra ha rotto quel mosaico”, ha lamentato. Il suo desiderio è che il paese possa ricostruire quella convivenza basata sul rispetto e la tolleranza.

L’avvertimento del porporato italiano mette in evidenza una realtà silenziosa ma decisiva: la progressiva scomparsa della presenza cristiana in Medio Oriente, con conseguenze che trascendono il religioso e colpiscono l’equilibrio sociale e culturale dell’intera regione.

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