Algunos commentatori tendono a rispondere con disprezzo a questi testi sostenendo che non si tratta che di “copia e incolla”. Non hanno scoperto la polvere da sparo. È evidente che, per scrivere una tribuna settimanale con l’obiettivo di lanciare un tema ecclesiale su cui riflettere, in mezzo a obblighi lavorativi e di altra natura, è necessario ricorrere a fonti più dotte; poiché di ciò che si tratta qui è di diffondere conoscenza e di porre questioni affinché da esse nasca in noi l’interesse per una maggiore formazione nella fede. Chi disprezza i testi perché si aspetta dissertazioni originali come se si trattasse di una ricerca dottorale, semplicemente, può optare per non leggerli.
Detto questo, offriamo oggi una traduzione di un articolo pubblicato originariamente in inglese da Matthew Plese sul portale One Peter Five qualche anno fa che, purtroppo, sembra essere scomparso dal portale nella sua versione originale. Tutto ciò che segue è una traduzione letterale di detto articolo.
L’osservanza della Quaresima è il marchio stesso della lotta cristiana. Con essa dimostriamo che non siamo nemici di Cristo. Con essa evitiamo le frustate della giustizia divina. Con essa acquistamo forza contro i principi delle tenebre, perché ci protegge con l’aiuto celeste. Se gli uomini diventassero negligenti nella loro osservanza della Quaresima, sarebbe un detrimento per la gloria di Dio, una disgrazia per la religione cattolica e un pericolo per le anime cristiane. Né si può dubitare che tale negligenza si trasformerebbe in fonte di miseria per il mondo, di calamità pubblica e di afflizione privata
(Parole del papa Benedetto XIV, 1740 – 1758).
La sacra stagione della Quaresima, chiamata Grande Diguno dai nostri fratelli cattolici orientali, fu istituita dagli stessi apostoli, come scrive Dom Gueranger:
Il digiuno di quaranta giorni, che chiamiamo Quaresima, è la preparazione della Chiesa per la Pasqua, e fu istituito all’inizio del cristianesimo. Il nostro beato Signore stesso lo sanzionò digiunando quaranta giorni e quaranta notti nel deserto; e sebbene non lo impose al mondo mediante un comandamento espresso (che, in quel caso, non avrebbe potuto essere aperto al potere della dispensazione), tuttavia, dimostrò con sufficiente chiarezza, con il suo stesso esempio, che il digiuno, che Dio aveva ordinato così frequentemente nella antica Legge, anche i figli della nuova dovevano praticarlo… Gli apostoli, quindi, legiferarono per la nostra debolezza, istitutendo, nei primi stessi della Chiesa cristiana, che la solennità della Pasqua dovesse essere preceduta da un digiuno universale; e fu naturale che avessero fatto sì che questo periodo di penitenza consistesse in quaranta giorni, poiché il nostro divino Maestro aveva consacrato quel numero con il suo stesso digiuno.
La Quaresima, basata sui tre pilastri della preghiera, del digiuno e della elemosina, è il principale periodo di penitenza dell’anno e deve essere osservato con il massimo rigore per amore di Dio, che istituì questo tempo per la nostra guarigione. A causa dell’importanza primordiale della Quaresima, nel tempo, la storia e le consuetudini delle preghiere, del digiuno, dell’astinenza e dell’elemosina hanno fatto parte della vita cattolica annuale. Questa Quaresima, adotti alcuni di questi principi, specialmente quelli del digiuno, che i nostri antenati nella fede osservarono con piacere.
Digiuno quaresimale
Il digiuno quaresimale è una pietra angolare della Quaresima e riscoprire il vero digiuno cattolico per la Quaresima è necessario per resuscitare la cristianità. Il digiuno quaresimale iniziò sotto gli stessi apostoli e fu praticato in varie forme. Sant’Agostino, nel IV secolo, commentò: «Il nostro digiuno in qualsiasi altro momento è volontario; ma durante la Quaresima, pecchiamo se non digiuniamo». All’epoca di San Gregorio Magno, all’inizio del VII secolo, il digiuno fu stabilito universalmente per iniziare in ciò che conosciamo come Mercoledì delle Ceneri. Sebbene il nome di «Mercoledì delle Ceneri» non fu dato al giorno fino al papa Urbano II nel 1099, il giorno era conosciuto come l’«Inizio del digiuno».
Per quanto riguarda il digiuno del Sabato Santo in particolare, il canone 89 del Concilio in Trullo nell’anno 692 d.C. dà conto della pietà e devozione dei fedeli di quell’epoca: «I fedeli, che passano i giorni della Passione Salutatoria in digiuno, preghiera e contrizione di cuore, devono digiunare fino a mezzanotte del Grande Sabato: poiché i divini evangelisti, Matteo e Luca, ci hanno mostrato quanto tardi era di notte [che ebbe luogo la resurrezione]». Quella tradizione di digiunare il Sabato Santo fino a mezzanotte durò secoli.
I registri storici indicano inoltre che la Quaresima non era una pratica meramente regionale osservata solo a Roma. Faceva parte dell’universalità della Chiesa. Il digiuno quaresimale iniziò in Inghilterra, per esempio, in qualche momento durante il regno di Eardwulf, re del Kent, che si convertì grazie al lavoro missionario di San Agostino di Canterbury in Inghilterra. Durante il Medioevo, il digiuno in Inghilterra, e in molte altre nazioni allora cattoliche, era imposto sia dalla legge della Chiesa che dalla legge civile. I missionari cattolici portarono il digiuno, che è una parte integrante della fede, in tutte le terre che visitarono.
Le regole sul digiuno rimasero in gran parte per centinaia di anni. Il pasto doveva essere preso una volta al giorno dopo il tramonto. A mezzanotte, il digiuno riprendeva e terminava solo dopo che il sole si fosse di nuovo posato all’orizzonte. Ma presto inizierebbero le rilassazioni.
Nell’VIII secolo, l’ora del pasto giornaliero fu spostata all’ora in cui i monaci pregavano l’Ufficio di None nell’Ufficio Divino. Questo ufficio si celebra intorno alle 3 del pomeriggio. Come conseguenza di anticipare il pasto durante il giorno, fu introdotta la pratica di una colazione. Il ben documentato padre Francis Xavier Weiser riassume questo importante cambiamento con il digiuno:” Tuttavia, non fu fino al IX secolo che furono introdotte leggi di digiuno meno rigide. Avvenne nell’817, quando ai monaci dell’ordine benedettino, che lavoravano molto nei campi e nelle fattorie, fu permesso di prendere un po’ di bevanda con un pezzo di pane la sera… Col tempo, la Chiesa estese le nuove leggi anche ai laici, e alla fine dell’epoca medievale erano diventate una pratica universale; tutti prendevano una piccola cena oltre al pasto principale di mezzogiorno”.
Nel 604, in una lettera a San Agostino di Canterbury, il papa San Gregorio Magno annunciò la forma che avrebbe adottato l’astinenza nei giorni di digiuno. Questa forma durò quasi mille anni: «Ci asteniamo dalla carne e da tutte le cose che provengono dalla carne: latte, formaggio e uova». Quando si osservava il digiuno, l’astinenza era sempre osservata.
Attraverso gli scritti di San Tommaso d’Aquino, possiamo imparare come si praticava la Quaresima nella sua epoca e tentare di osservare volontariamente tali pratiche nelle nostre stesse vite. Il digiuno quaresimale, come lo menziona San Tommaso d’Aquino, consisteva nel seguente:
- Da lunedì a sabato erano giorni di digiuno. Il pasto si prendeva a mezzogiorno e si permetteva una colazione la sera, eccetto nei giorni di digiuno nero.
- Tutta la carne o prodotti animali erano proibiti durante tutta la Quaresima.
- L’astinenza da questi alimenti si manteneva anche nelle domeniche di Quaresima, sebbene il digiuno non si praticasse le domeniche.
- Non si doveva mangiare alcun alimento né il Mercoledì delle Ceneri né il Venerdì Santo
- La Settimana Santa era un digiuno più intenso che consisteva unicamente in pane, sale, acqua e erbe.
Il digiuno di Quaresima includeva il digiuno di tutti i prodotti lattiero-caseari, che includevano burro, formaggio, uova e prodotti animali. Da questa tradizione, furono introdotte le uova di Pasqua, e quindi, il martedì prima del Mercoledì delle Ceneri è quando si mangiano tradizionalmente le frittelle per utilizzare i resti di prodotti lattiero-caseari. E similmente, il martedì grasso è conosciuto come carnevale, che proviene dalle parole latine carne levare, letteralmente l’addio alla carne.
Nel XIV secolo, il pasto aveva iniziato ad anticiparsi costantemente fino a quando iniziò a celebrarsi persino a mezzogiorno in punto. Il cambiamento divenne così comune che entrò a far parte della disciplina della Chiesa. Un fatto interessante, ma spesso sconosciuto, è che a causa del fatto che i monaci pregavano l’ora liturgica di Nona prima di mangiare, la consuetudine di chiamare mezzogiorno con il nome di «noon» (mezzogiorno) entrò nel nostro vocabolario come risultato del digiuno. Con l’anticipo del pasto, si mantenne la colazione del pomeriggio.
Alcuni dei cambiamenti più significativi nel digiuno avvennero sotto il regno del papa Benedetto XIV, tra il 1740 e il 1758. Il 31 maggio 1741, il papa Benedetto XIV emise la bolla Non ambiginius, che concedeva il permesso di mangiare carne nei giorni di digiuno, mentre proibiva esplicitamente il consumo di pesce e carne nello stesso pasto in tutti i giorni di digiuno durante l’anno, oltre alle domeniche durante la Quaresima. In precedenza, i quaranta giorni di Quaresima si celebravano come giorni di astinenza totale dalla carne. Nacque il concetto di astinenza parziale, sebbene il termine non apparisse fino al Codice di Diritto Canonico del 1917. Purtroppo, la Quaresima continuò solo a diminuire nei secoli successivi.
Il padre Anthony Ruff relata nel suo articolo «Digiuno e astinenza: la storia» i cambiamenti realizados dal papa Leone XIII nel documento intitolato Indultum quadragesimale come una modifica aggiuntiva ai cambiamenti introdotti dal papa Benedetto XIV.
Nell’1886, Leone XIII permise il consumo di carne, uova e prodotti lattiero-caseari le domeniche di Quaresima e nel pasto principale di tutti i giorni della settimana [di Quaresima], eccetto i mercoledì e i venerdì. Il Sabato Santo non era incluso nella dispensa. Si permetteva un piccolo pezzo di pane la mattina con caffè, tè, cioccolato o una bevanda simile.
Sebbene la colazione vespertina si fosse generalizzata dal XIV secolo, la pratica di una colazione mattutina aggiuntiva fu introdotta solo nel XIX secolo come parte della rilassazione graduale della disciplina.
Il Catechismo del padre Patrick Powers, pubblicato in Irlanda nel 1905, menziona che l’astinenza include la carne e «qualsiasi prodotto di origine animale, come il latte, il burro, il formaggio e le uova». Tuttavia, il padre Patrick nota che «in alcuni paesi, tuttavia, è permesso il latte nei pasti». Gli Stati Uniti furono una di quelle nazioni, mentre l’Irlanda e altri paesi non ottennero tali dispense. L’uso di uova e latte durante la Quaresima cambiò drasticamente con il Codice di Diritto Canonico del 1917.
Per maggiori informazioni su come il digiuno quaresimale si deteriorò rapidamente nel XX secolo, vedere l’articolo Il digiuno nel XX secolo prima del Concilio Vaticano II (Fasting Part 7: Fasting in the 1900s Pre-Vatican II | The Fatima Center). Con questa storia in mente, possiamo comprendere meglio l’importanza del digiuno quaresimale per i nostri antenati e riscoprire nelle nostre stesse vite questa Quaresima, la celebrazione della Quaresima come quaranta giorni di digiuno e quaranta e sei giorni di astinenza, persino dai prodotti lattiero-caseari, per continuare con queste pratiche immemoriali. Non è troppo tardi per impegnarsi in qualche forma di penitenza corporale per il resto della Quaresima.
Preghiere di Quaresima
La Quaresima si concentra anche sulla preghiera e, fortunatamente, molti cattolici continuano a pregare la Via Crucis ogni venerdì di Quaresima, il che comporta indulgenze per coloro che soddisfano le condizioni. Oltre a questa pratica, pregare la preghiera indulgenciata alla Croce ogni venerdì di Quaresima (Fasting Part 7: Fasting in the 1900s Pre-Vatican II | The Fatima Center) dovrebbe essere qualcosa che più cattolici riscoprano.
Inoltre, ogni giorno di Quaresima ha una chiesa speciale a Roma. Queste chiese di solito hanno una connessione con le letture e le preghiere della messa tradizionale di quel giorno, specialmente per i catecumeni, e leggere sulle chiese giornaliere è una pratica che vale la pena fare questa Quaresima (Fasting Part 7: Fasting in the 1900s Pre-Vatican II | The Fatima Center).
Allo stesso modo, sarebbe una negligenza da parte nostra non tentare di assistere alla Santa Messa con maggiore frequenza durante questa stagione sacra e, persino nei giorni in cui non possiamo assistere, leggere le preghiere del Messale (del 1962 o precedenti), poiché ogni giorno di Quaresima ha una Messa propria, come nota Dom Gueranger:
Ogni feria di Quaresima ha una Messa propria; mentre, nell’Avvento, la Messa della domenica precedente si ripete durante la settimana. Questa ricchezza della liturgia quaresimale è un potente mezzo per entrare nello spirito della Chiesa, poiché in questo modo ci presenta, in molte forme, i sentimenti adeguati per questo tempo sacro… Tutto questo ci fornirà un’istruzione molto solida; e poiché le selezioni della Bibbia, che ci vengono presentate ogni giorno, non sono solo alcune delle migliori del volume sacro, ma inoltre sono specialmente appropriate per la Quaresima, la loro lettura attenta produrrà un doppio vantaggio.
L’elemosina quaresimale
Oltre alla preghiera e al digiuno, l’elemosina è uno dei principali mezzi di penitenza che compiamo durante la Quaresima. L’elemosina si riferisce a dare ai poveri. Dando ai poveri, ripariamo i peccati, poiché vediamo nei poveri la persona di Cristo stesso. Sebbene non sia strettamente elemosina, dare il nostro tempo per visitare i malati, gli anziani o i prigionieri ripara anche il peccato. Il nostro Signore alla fine dei tempi giudicherà tutti, e ci giudicherà per le opere di misericordia. Tutti saranno giudicati per esse.
Che il ripristino nelle nostre stesse vite di questa Quaresima di aumento della preghiera, del digiuno e dell’elemosina sia per la gloria di Dio e la gloria della cristianità.