El Tribunale di Cassazione di Rabat (Marocco) ha emesso una sentenza definitiva che respinge l’ultimo ricorso della società Alhambra SARL e conferma la nullità del contratto stipulato con l’Arcidiocesi di Tangeri per la costruzione e lo sfruttamento della cosiddetta Scuola Alhambra su terreni appartenenti alla Chiesa Cattolica. Datata 17 febbraio, questa decisione chiude, in sede civile, una disputa giuridica prolungata e di alto profilo pubblico.

Un conflitto che è escalato dal 2022
Il cosiddetto “caso Alhambra” ha avuto origine nel giugno 2022, quando l’Arcidiocesi e la società promotrice, integrata dalla famiglia imprenditoriale González Ceballos, hanno firmato un impegno per affittare terreni adiacenti alla Cattedrale di Tangeri con l’obiettivo di erigere una scuola privata che —secondo l’azienda— avrebbe riunito educazione in spagnolo, francese, arabo e inglese. Dopo mesi di iter burocratico, autorizzazioni e costruzione, l’apertura è stata bloccata da profonde discrepanze giuridiche tra le parti.
Accuse gravi e difesa ecclesiale
Nell’agosto 2024 l’azienda ha denunciato penalmente l’arcivescovo Emilio Rocha Grande per presunta “truffa, frode ed estorsione”, affermando che, nonostante gli investimenti e le autorizzazioni ottenute, l’arcidiocesi si è rifiutata di permettere l’apertura della scuola ed ha preteso condizioni che la promotrice ha considerato abusive.
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Il giorno successivo, lo stesso arcivescovado ha emesso un comunicato respingendo categoricamente tali imputazioni, qualificandole di deplorevoli e infondate, e annunciando di aver presentato alla giustizia marocchina una domanda per dichiarare la nullità del contratto per gravi vizi di forma e di fondo.
Sentenze contrastanti e appelli
Nel 2025 un tribunale civile di primo grado ha emesso una sentenza che obbligava l’arcivescovado a formalizzare il contratto e a imporre un indennizzo per danni e pregiudizi, generando preoccupazione all’interno della comunità cattolica per l’esposizione dell’Arcidiocesi a un onere economico significativo.
L’Arcidiocesi ha fatto appello immediatamente, sostenendo che il contratto era viziato fin dall’origine per irregolarità nella rappresentanza e mancanza di conformità con i requisiti legali applicabili ai beni ecclesiastici. Nel giugno 2025 il tribunale d’appello di Tangeri ha annullato il contratto, validando la tesi che mancava di una solida base giuridica.
Vittoria definitiva e lettura giuridica
Ora con la sentenza del Tribunale di Cassazione, la posizione dell’Arcidiocesi è ratificata in modo definitivo. Il tribunale superiore ha riconosciuto la pertinenza dell’azione giudiziaria intrapresa dalla Chiesa per salvaguardare la legalità nella gestione dei suoi beni e ha respinto gli argomenti dell’azienda, chiudendo così la via civile del contenzioso.
Questa risoluzione non solo invalida il contratto oggetto di controversia, ma riafferma la facoltà dell’Arcidiocesi di Tangeri di proteggere i suoi diritti patrimoniali di fronte ad accordi giuridicamente difettosi. La difesa dell’integrità dei beni ecclesiastici costituisce un obbligo che non può essere trascurato quando esistono dubbi fondati sulla validità degli atti celebrati.
Conseguenze concrete
Il centro scolastico Scuola Alhambra non ha mai aperto le sue porte e rimane chiuso da prima dell’inizio dell’anno scolastico 2024-2025, frustrando le aspettative di famiglie che avevano iscritto più di 250 alunni e generando un impatto sociale ed economico considerevole a Tangeri.