Vangelo del giorno 17 febbraio 2026 – Marco 8, 14-21

Prima Lettura

Lettura della lettera dell’apostolo Giacomo 

Giacomo 1, 12-18

Fratelli: Beato l’uomo che sopporta la tentazione, perché, dopo averla superata, riceverà in premio la corona della vita, che Dio ha promesso a coloro che lo amano.

Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno. Anzi, ogni uomo è tentato dalla propria concupiscenza che lo attira e lo seduce. Poi la concupiscenza concepisce e genera il peccato, e il peccato, quando ha raggiunto la maturità, partorisce la morte.

Non illudetevi, fratelli miei carissimi: ogni buona donazione e ogni dono perfetto vengono dall’alto, dal Creatore delle luci, presso il quale non vi è variazione né ombra di cambiamento. Egli di sua volontà ci ha generato mediante la parola della verità, perché siamo in certo qual modo le primizie delle sue creature.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Marco

Marco 8, 14-21

In quel tempo, i discepoli, mentre attraversavano il mare con Gesù nella barca, si accorsero di non aver preso pane e di averne con sé un solo pane. Gesù disse loro: «Fate attenzione! Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode». Ma essi tra loro dicevano: «Non abbiamo pane».

Accortosene, Gesù disse loro: «Perché discutete per il fatto che non avete pane? Ancora non capite e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? Non ricordate quando spezzai cinque pani per i cinquemila, quanti canestri pieni di pezzi raccoglieste?». Gli risposero: «Dodici». E disse loro: «E quando ne spezzai sette per i quattromila, quanti canestri di pezzi raccoglieste?». Gli risposero: «Sette». E disse loro: «Ancora non capite?»

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