L’esondazione del fiume Duero dopo lo scarico della diga di Cuerda del Pozo ha provocato danni significativi al Monasterio de Santa María de la Vid, nella provincia di Burgos. Secondo quanto riferisce Cadena SER, l’acqua ha allagato diverse parti del complesso religioso, costringendo alla sospensione delle visite per diverse settimane mentre si svolgono lavori di pulizia e valutazione dei danni.
Le piogge persistenti degli ultimi giorni e la saturazione del bacino hanno incrementato la portata del fiume, che alla fine è straripato in questa zona fluviale.
Acqua nel chiostro e in spazi di alto valore patrimoniale
Le prime infiltrazioni sono state rilevate durante la notte di sabato, ma è stato nelle prime ore del mattino che la situazione si è aggravata. L’acqua è penetrata nella parte più antica dell’edificio, colpendo le cucine e il chiostro. Successivamente, il fiume è entrato anche attraverso il sistema fognario, il che ha obbligato a sigillare le fogne con terra per frenarne l’avanzata.
L’inondazione ha raggiunto spazi di particolare rilevanza storica e religiosa, come la chiesa principale, una cappella, la sagrestia e le quattro gallerie del chiostro con il suo cortile centrale. Squadre di vigili del fuoco hanno lavorato per ore per pompare l’acqua accumulata, e le operazioni di prosciugamento continueranno nei prossimi giorni.
Il priore del monastero ha indicato che il complesso rimarrà chiuso al pubblico per diverse settimane, il tempo necessario per pulire a fondo le superfici colpite ed evitare che i sedimenti causino danni strutturali o deterioramento dei materiali storici.
Un enclave chiave del patrimonio religioso castigliano
Il Monasterio de Santa María de la Vid è uno dei complessi monastici più emblematici della Ribera del Duero. Fondato nel Medioevo e legato all’Ordine di San Agustín, il complesso ha subito ampliamenti e riforme nel corso dei secoli, combinando elementi gotici, rinascimentali e barocchi.
Oltre alla sua funzione religiosa, il monastero è stato storicamente un centro culturale e accademico di riferimento. Per secoli ha ospitato studi teologici e filosofici, e oggi continua a essere un luogo di ritiro spirituale, formazione e pellegrinaggio.
Il paese riesce a contenere l’avanzata dell’acqua
Mentre il monastero subiva le conseguenze dirette dello straripamento, il nucleo urbano di La Vid è riuscito a evitare danni maggiori alle abitazioni grazie all’intervento rapido del sindaco pedaneo e di diversi vicini.
Di fronte all’innalzamento del livello del fiume, sono state attivate misure di emergenza per erigere barriere di contenimento con sabbia e ghiaia in punti strategici, proteggendo sia le case sia il trasformatore elettrico del municipio. I danni nel centro urbano si sono limitati principalmente a terreni agricoli allagati.
Problemi nell’approvvigionamento idrico nella zona
L’impatto dell’esondazione si è esteso ad altre località della Ribera. A Roa de Duero, le pompe di spinta dell’acqua potabile sono rimaste inutilizzabili a causa dell’allagamento, il che ha obbligato a razionalizzare il consumo mentre si garantiva l’approvvigionamento mediante risorse alternative.
Nel caso del Monasterio de La Vid, le prossime settimane saranno dedicate a valutare con precisione l’entità dei danni e a ripristinare le condizioni necessarie per la riapertura. Oltre all’interruzione temporanea delle visite, la priorità sarà preservare un complesso architettonico che costituisce parte essenziale del patrimonio religioso e culturale di Castilla y León.