Vangelo del giorno 16 febbraio 2026 – Marco 8, 11-13

Prima Lettura

Lettura della lettera di Giacomo 

Giacomo 1, 1-11

Giacomo, servo di Dio e di Gesù Cristo, il Signore, saluta le dodici tribù disperse nel mondo.

Fratelli miei: quando vi troverete assediati da ogni genere di prove e tentazioni, consideratevi beati, sapendo che le prove a cui è sottoposta la vostra fede vi daranno forza, e questa forza vi condurrà alla perfezione nelle buone opere e a una vita integra e irreprensibile.

Se a qualcuno di voi manca la sapienza, la chieda a Dio e gliela darà; perché Dio dà a tutti con generosità e senza rammarico. Ma deve chiederla con fede, senza dubitare; chi dubita infatti è simile alle onde del mare, mosse e portate dal vento. Chi è incostante e indeciso nella sua vita, non riceverà nulla dal Signore.

Il fratello di condizione umile si glori della sua alta dignità, e il ricco, della sua umile condizione, poiché finirà come il fiore del campo. Esce infatti il sole con il suo calore e brucia l’erba; cadono i fiori e perisce il loro aspetto. Così appassirà il ricco in tutte le sue imprese.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Marco 

Marco 8, 11-13

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i farisei e si misero a discutere con lui, e per metterlo alla prova gli chiedevano un segno dal cielo. Gesù, sospirando profondamente, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico, a questa generazione non sarà dato alcun segno».

E li lasciò, salì di nuovo in barca e se ne andò all’altra riva.

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