Le famiglie numerose di Madrid denunciavano da mesi un criterio municipale che, a loro giudizio, le danneggiava direttamente nell’accesso alle scuole dell’infanzia pubbliche. Nei processi di ammissione, il numero di figli è un elemento chiave per ottenere punteggio, ma il Comune non stava computando i figli concepiti e non ancora nati, anche quando la gravidanza era attestata medicalmente.
Questa pratica amministrativa, applicata nei baremi municipali, riduceva i punti delle famiglie che aspettavano un nuovo figlio e le poneva in svantaggio rispetto ad altri richiedenti. L’Associazione delle Famiglie Numerose di Madrid (AFNM) ha deciso di ricorrere contro la misura davanti ai tribunali considerando che violava la normativa vigente e il principio di uguaglianza.
Secondo quanto riportato da Europa Press l’11 febbraio, il Tribunale Contenzioso-Amministrativo n. 22 ha accolto parzialmente il ricorso presentato dall’associazione e ha dato ragione alle famiglie su un punto essenziale: il figlio concepito deve essere computato a effetti favorevoli nei processi di ammissione.
Il concepito deve essere considerato nato a effetti favorevoli
Il legale dell’AFNM, Íñigo Martínez de Artola Silva, ha spiegato che la sentenza considera indebita l’esclusione dei figli concepiti e non nati dal baremo. La decisione ricorda che la legge stabilisce che al concepito “si dovrà considerarlo nato a tutti gli effetti favorevoli”, e conclude che non computarlo viola il principio di uguaglianza e la protezione costituzionale della famiglia.
Di conseguenza, il tribunale riconosce il diritto delle famiglie numerose affinché il figlio concepito sia preso in considerazione nella punteggiatura per accedere alle scuole dell’infanzia municipali.
Un criterio che riduceva punti e danneggiava le famiglie
L’esclusione aveva effetti pratici immediati: non sommando quel figlio nel computo, le famiglie ottenevano meno punti e potevano essere escluse dal processo di ammissione o relegate a posizioni inferiori nelle liste.
Dall’associazione considerano che non si trattava di un semplice aggiustamento tecnico, ma di una decisione che colpiva direttamente famiglie reali e il loro diritto a ricevere un trattamento conforme alla normativa vigente.
Richiedono la rettifica del Comune
Dopo la conoscenza della risoluzione, l’Associazione delle Famiglie Numerose di Madrid ha celebrato la decisione giudiziaria e ha esortato il Comune a rettificare immediatamente i baremi per evitare nuove situazioni che considerano discriminatorie.
La sentenza non solo obbliga a rivedere il criterio applicato fino ad ora, ma stabilisce un precedente rilevante sulla considerazione giuridica del concepito nell’ambito delle politiche familiari municipali.