Vangelo del giorno 11 febbraio 2026 – Marco 7, 14-23

Prima Lettura

Lettura dal primo libro dei Re 

1 Re 10, 1-10

In quei giorni, la regina di Saba, avendo udito la fama di Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con enigmi. Essa era accompagnata da una numerosa carovana di cammelli che recavano profumi, oro in gran quantità e pietre preziose. Giunse alla reggia di Salomone e gli rivolse tutte le domande che aveva preparato. Salomone rispose a tutte, senza lasciarne una senza risposta, per quanto difficile.

La regina di Saba osservò la sapienza di Salomone, il palazzo che aveva costruito, il servizio a tavola, l’alloggio dei suoi ufficiali, il portamento e gli abiti dei suoi ministri, i suoi coppieri e gli olocausti che offriva nel tempio del Signore. Rimase meravigliata e disse al re:

«Era vero quanto mi avevano detto nel mio paese di te e della tua sapienza. Io non volevo crederci, ma ora che sono venuta qui e l’ho visto con i miei occhi, devo riconoscere che non mi avevano detto neppure la metà: la tua sapienza e la tua prosperità superano quanto ne avevo sentito dire.

Beato il tuo popolo e beati questi tuoi servi, che sono sempre alla tua presenza e ascoltano la tua sapienza. Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto di te e ti ha posto sul trono d’Israele. Per l’amore eterno che il Signore ha per Israele, ti ha costituito re perché eserciti il diritto e la giustizia».

La regina di Saba diede a Salomone dodici quintali d’oro, una grande quantità di profumi e pietre preziose. Non giunsero mai più a Gerusalemme profumi in tale quantità come quelli che la regina di Saba donò al re Salomone.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Marco 

Marco 7, 14-23

In quel tempo, Gesù chiamò di nuovo la folla e disse loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete. Nulla che venga dall’esterno e che entri nell’uomo può contaminarlo; ma ciò che esce dall’uomo, questo contamina l’uomo.

Quando entrò in casa, lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di questa parabola. Ed egli disse loro: «Anche voi siete privi di intelligenza? Non capite che tutto ciò che di esterno entra nell’uomo non può contaminarlo, perché non entra nel suo cuore ma nel ventre e poi va a finire nella fogna?». Con queste parole dichiarava puri tutti gli alimenti.

E diceva: «Ciò che esce dall’uomo, questo contamina l’uomo. Perché è dal cuore degli uomini che escono i pensieri malvagi: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvizie, inganni, lascivia, invidia, bestemmia, superbia e stoltezza. Tutte queste cose malvagie escono dall’interno e contaminano l’uomo».

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