Vangelo del giorno 10 febbraio 2026 – Marco 7, 1-13

Prima Lettura

Lettura dal primo libro dei Re 

1 Re 8, 22-23. 27-30

Nel giorno della dedicazione del tempio, Salomone, in piedi davanti all’altare del Signore e in presenza di tutta l’assemblea d’Israele, alzò le braccia al cielo e pronunciò questa preghiera:

«Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra. Tu sei fedele all’alleanza che hai stretto con i tuoi servi, e mostri loro la tua misericordia quando camminano con tutto il cuore davanti a te.

Ma potrà davvero contenere te il cielo e il cielo dei cieli? Tanto meno questa casa che io ti ho costruito! Tuttavia, sii attento alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, Dio mio, e ascolta il grido e la preghiera che il tuo servo ti rivolge oggi: che i tuoi occhi siano giorno e notte aperti su questo tempio, su questo luogo di cui hai detto: ‘Là porrò il mio nome’. Ascolta la preghiera che il tuo servo ti rivolge in questo luogo.

Ascolta, dunque, Signore, la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele. Quando pregano in questo luogo, ascoltali dal cielo, dove è la tua dimora. Ascoltali e perdonali».



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Marco 

Marco 7, 1-13

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme. Vedendo che alcuni dei discepoli di Gesù mangiavano il pane con mani impure, cioè non lavate, i farisei e gli scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli mangiano il pane con mani impure e non seguono la tradizione degli antichi?». (Infatti i farisei e tutti i Giudei, se non si lavano le mani fino al gomito, non mangiano, seguendo la tradizione ricevuta dagli antichi. E tornando dal mercato, se non si sono purificati, non mangiano; e ci sono molte altre cose che osservano per tradizione, come la purificazione delle coppe, dei vasi e delle pentole).

Allora egli disse loro: «Isaia profetò bene di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi onora, insegnando precetti che sono comandamenti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, tenete fermi i precetti degli uomini».

E aggiunse: «Avete fatto bene a invalidare il comandamento di Dio per stabilire la vostra tradizione. Mosè, infatti, ha detto: Onora tuo padre e tua madre. Chi maledice padre o madre, sia ucciso. Voi invece dite: “Se uno dice al padre o alla madre: Il corbàn, cioè l’offerta a Dio, è quello con cui potrei aiutarti”, non gli lasciate fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio per la tradizione che vi siete tramandati. E di cose simili a questa ne fate molte».

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