Durante sette domeniche accompagneremo San Giuseppe in un percorso spirituale che ci permetterà di contemplare, passo dopo passo, i suoi dolori e gioie, e di imparare dalla sua obbedienza silenziosa e fedele nel mistero dell’Incarnazione.
Preghiera iniziale al Cuore di Gesù
Cuore di Gesù, Verbo eterno del Padre, Sommo ed eterno Sacerdote,
che non solo hai voluto abitare tra gli uomini,
ma imparare da un uomo nell’obbedienza quotidiana della casa di Nazaret.
Tu, che guardavi Giuseppe non solo come protettore,
ma come vero padre, posto dal Padre celeste
per introdurti nella Legge, nel lavoro, nella preghiera e nel silenzio di Israele.
Egli custodì il tuo santissimo Corpo e difese la tua fragile vita,
con l’esempio visibile di ciò che significa vivere interamente per Dio.
Concedici, Signore, di essere in questi sette domeniche
come discepoli ammessi nell’intimità reale della tua casa.
Fammi imparare da Giuseppe ciò che Tu stesso hai imparato:
l’obbedienza silenziosa, la virilità santa, la fedeltà senza rumore,
l’amore che serve senza occupare il centro.
Cuore di Gesù, introduci la tua Chiesa nella scuola nascosta di Nazaret,
e affidaci, come Tu stesso hai voluto affidarti, alla custodia fedele del giusto Giuseppe.
Amen.
Dolore: non avere nulla da offrire – Gioia: custodire il Verbo incarnato (Lc 2,1-20)
Giuseppe, custode del Redentore e ministro del mistero, ti contempliamo a Betlemme,
interiormente raccolto, vigilante davanti a ogni movimento di Dio.
Soffri il dolore della povertà, senza lamentarti,
ma accettando che Dio ha voluto iniziare la sua opera nel despojo.
Vorresti offrire al Figlio eterno un luogo degno, e trovi solo una stalla.
Ma quando Maria ti consegna il Bambino, comprendi che ti è affidato il tesoro del cielo.
Il Verbo fatto carne riposa nelle tue braccia.
Colui che sostiene l’universo si lascia custodire da te.
La tua anima, avvezza alla contemplazione, adora in silenzio.
Non ti turba la grandezza del mistero, perché vivi sempre in Dio.
Qui impara la Chiesa che Cristo non si custodisce con il potere, ma con la purezza interiore;
non con mezzi umani, ma con fedeltà.
Insegnaci, Giuseppe, a custodire Cristo nella povertà reale della Chiesa,
con vita interiore profonda e obbedienza fedele.
***
Preghiera finale a Maria, Sposa del Carpentiere
Maria Santissima, Madre del Redentore e Sposa del giusto Giuseppe coronato in cielo,
Tu conosci la fine del cammino perché sei passata per prima attraverso la fede, la croce e la gloria.
Tu sai che la vita di Nazaret è silenzio che sfocia in visione,
obbedienza che si apre alla luce eterna, vita nascosta che fiorisce in gloria.
Insegnaci a vivere così, Madre:
con il cuore posto in cielo mentre i piedi calpestano la terra;
servendo, lavorando, custodendo il mistero,
sapendo che tutto è transito e tutto è semina per l’eternità.
Affidaci a Giuseppe, che vive con Te per sempre in Dio; consegnalgli la nostra ultima ora,
quando il corpo si spegne e l’anima è chiamata a presentarsi davanti al Padre.
Che Giuseppe ci aspetti allora come padre vigilante e guida sicura;
che ci prenda per mano nel passo decisivo
e ci introduca, senza timore, nella Casa dove non c’è notte né fatica.
Maria, permettici di vivere come Giuseppe visse a Nazaret:
nella fede, nell’obbedienza, nell’abbandono fiducioso.
E morire come Giuseppe morì a Nazaret: tra le tue braccia e quelle del vostro Gesù.
E fa’ che, accompagnati da Te e dal tuo castissimo Sposo,
possiamo udire la voce del Figlio che ci chiama per nome
e ci fa entrare per sempre nella gioia del Padre e nel gaudio senza fine dello Spirito.
Amen.
