Navarra si sta già preparando per una delle sue espressioni più radicate di fede pubblica: le Javieradas, che nel 2026 riuniranno nuovamente migliaia di pellegrini intorno al Castello di Javier, culla di San Francesco Javier, patrono della regione e modello universale di zelo missionario.
L’Arcivescovado di Pamplona e Tudela ha confermato le date ufficiali delle peregrinazioni, che quest’anno si celebreranno sotto il motto “Invitati alla fede”, in un contesto ecclesiale che reclama con urgenza testimonianza, conversione e perseveranza.
Due appuntamenti centrali nel mese di marzo
Dal sito ufficiale della peregrinazione, informano che la Prima Javierada avrà luogo domenica 8 marzo, iniziando con il tradizionale Via Crucis da Sangüesa alle 8:00, seguito dalla Santa Messa alle 10:00 nella spianata del santuario.
La Seconda Javierada si celebrerà sabato 14 marzo, con un orario pomeridiano che facilita la partecipazione delle famiglie: Via Crucis alle 15:00 e Eucaristia alle 17:00.
Terminando, entrambe le peregrinazioni, davanti alla basilica che custodisce la memoria del santo navarro.
Peregrinare: penitenza, preghiera e testimonianza
Le Javieradas non sono un evento culturale né un appuntamento folkloristico. Sono, prima di tutto, una peregrinazione, segnata dallo sforzo fisico, dalla preghiera e dalla partecipazione ai sacramenti. Camminare verso Javier significa mettere il corpo al servizio della fede, in un gesto contraculturale in una società comoda e secolarizzata.
Nel corso degli anni, questa tradizione ha mantenuto viva la coscienza che la fede si trasmette anche mediante segni visibili, condivisi e comunitari, lontani dall’anonimato e dal ripiego privato.
Altre peregrinazioni intorno a San Francesco Javier
Insieme alle due Javieradas principali, il calendario include altri appuntamenti che arricchiscono la preparazione spirituale. Il 4 marzo si celebrerà la Javierada monastica, coincidendo con l’inizio della novena della Grazia. Il 12 marzo avrà luogo la Javierada sacerdotale della Ribera, al termine di quella novena.
La Javierada scolastica, prevista per il 15 maggio, offre inoltre un’opportunità per trasmettere la fede alle nuove generazioni, avvicinandole alla figura di un santo che fece della sua vita una consegna radicale a Cristo.
Una tradizione nata dalla fede del popolo
Le Javieradas non nacquero per moda né per interesse culturale, ma da una devozione profonda al santo navarro e dalla risposta del popolo alla chiamata del vangelo incarnato in Francesco Javier. Le loro radici risalgono alla fine del XIX secolo, quando, in azione di grazie per la fine di un’epidemia di colera che devastò Navarra, i fedeli promisero di peregrinare fino al Castello di Javier, luogo di nascita del patrono delle missioni, per onorare il Signore per intercessione del suo santo.
Questo atto di fede —convertito in peregrinazione regolare— precedette la prima Javierada ufficiale, celebrata il 10 marzo 1940, protagonista la Confraternita dei Cavalieri Volontari della Croce e benedetta dal vescovo Marcelino Olaechea, che l’anno successivo istituzionalizzò la convocazione nella seconda domenica di marzo.
Con il passare degli anni, la peregrinazione crebbe, adottò il nome di Javierada —che evoca abbondanza intorno a Javier— e evolve fino a oggi come un’espressione popolare ed ecclesiale di fede, convocata dall’arcivescovo e vissuta come gesto comunitario di penitenza, preghiera e testimonianza durante la Novena della Grazia davanti al castello del santo.