Il caso Becciu rimane in sospeso dopo una decisione inaspettata del tribunale d'appello

Il caso Becciu rimane in sospeso dopo una decisione inaspettata del tribunale d'appello
Cardenal Angelo Becciu

Appena due giorni dopo la ripresa del processo per la gestione dei fondi riservati della Segreteria di Stato del Vaticano —con il cardinale Angelo Becciu come principale accusato—, il tribunale ha deciso di annullare l’udienza prevista e di riservarsi qualsiasi pronuncia, lasciando il processo in sospeso, secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa.

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La determinazione è stata comunicata dal presidente della Corte d’Appello del Vaticano, monsignor Alejandro Arellano Cedillo, che ha chiuso in modo inaspettato il dibattito orale dopo le controrepliche delle difese e delle parti civili, tra cui l’Istituto per le Opere di Religione (IOR), la Segreteria di Stato e l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA).

Questioni processuali ancora da risolvere

La Corte dovrà ora pronunciarsi mediante un’ordinanza su una serie di questioni di carattere processuale che potrebbero influenzare lo sviluppo del processo. Tra queste figurano la richiesta di nullità del processo di primo grado, la petizione di incorporare documentazione legata al cosiddetto caso Striano e le controversie relative a comunicazioni, omissioni documentali e atti di vari testimoni e funzionari.

Queste questioni hanno occupato gran parte delle ultime udienze e sono state presentate dalle difese come elementi centrali per valutare la validità della procedura giudiziaria seguita finora.

Posizioni contrapposte tra difese e accusa

Durante le interventi finali, diversi avvocati difensori hanno messo in discussione l’equità del processo e denunciato presunte violazioni del diritto di difesa. Queste obiezioni sono state condivise dai rappresentanti legali di vari imputati, che hanno insistito sulla necessità che il tribunale si pronunci prima di entrare nel merito delle accuse.

Da parte loro, i rappresentanti delle parti civili hanno difeso la legalità degli atti adottati durante l’istruzione e sostenuto che determinate decisioni, incluse quelle adottate mediante rescritti pontifici, hanno valore normativo nell’ordinamento giuridico vaticano.

Il dibattito sul ruolo del Ministero Pubblico

Dalla procura vaticana sono state respinte le richieste di incorporare atti giudiziari provenienti da tribunali italiani, considerati estranei all’oggetto del processo in corso. Il promotore di giustizia ha sottolineato l’indipendenza del Ministero Pubblico e difeso che non esiste una connessione giuridica tra procedimenti aperti al di fuori del Vaticano e il processo che si svolge davanti alla giurisdizione vaticana.

Questo punto è stato uno dei più controversi del dibattito, ponendo la relazione tra indagini parallele e l’autonomia del sistema giudiziario dello Stato della Città del Vaticano.

In attesa di una decisione chiave

Gli avvocati del cardinale Becciu hanno reiterato pubblicamente l’innocenza del loro assistito e indicato che, nonostante non si sia ancora entrati nell’analisi delle accuse concrete, considerano imprescindibile che la Corte si pronunci prima sulle presunte irregolarità processuali sollevate fin dall’inizio del caso.

La decisione che il tribunale d’appello adotterà ora sarà determinante per il futuro del processo e potrebbe segnare un punto di svolta in uno dei processi più rilevanti degli ultimi anni in Vaticano.

Nota di contesto:

Il caso Becciu ha origine in un processo penale avviato nel 2021 contro il cardinale Giovanni Angelo Becciu e altri imputati per presunti reati finanziari legati a un investimento della Segreteria di Stato in un immobile a Londra, che ha comportato perdite milionarie per la Santa Sede. Nel dicembre 2023, il tribunale di primo grado ha condannato Becciu, irrogandogli una pena detentiva, sanzioni economiche e inabilitazione per cariche pubbliche, considerandolo responsabile di peculato e abuso di potere.

Becciu ha mantenuto la sua innocenza e ha fatto ricorso contro la sentenza davanti al tribunale d’appello, dove si stanno esaminando sia questioni fattuali che processuali del caso. L’appello è stato segnato da obiezioni sulla conduzione dell’istruzione e sull’ammissibilità di alcune prove, tra cui comunicazioni interne e omissioni documentali la cui valutazione potrebbe influenzare la validità del verdetto originale.

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