Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha tenuto questo martedì la quinta udienza del processo di appello nel giudizio sulla gestione dei fondi della Santa Sede, un caso che ha come principale protagonista il cardinale Giovanni Angelo Becciu, ex sostituto della Segreteria di Stato, insieme ad altri imputati. L’udienza si inserisce nella fase di revisione della sentenza emessa in primo grado a dicembre 2023, che ha imposto condanne penali ed economiche a diversi accusati.
Secondo quanto riferisce Vatican News, l’udienza si è concentrata su aspetti processuali e sull’esposizione di argomenti da parte delle difese, in un procedimento che continua a svolgersi davanti al Tribunale di Appello vaticano. Il processo ha come obiettivo l’esame della correttezza giuridica della sentenza precedente e la valutazione dei ricorsi presentati sia dai condannati che dalla Procura.
Lo svolgimento della quinta udienza
Durante questa quinta sessione, gli avvocati difensori hanno insistito sulla necessità di rivedere determinati elementi probatori e hanno messo in discussione l’interpretazione dei fatti realizada in primo grado. In particolare, sono state sottolineate presunte irregolarità processuali e si è ribadito che alcune delle decisioni esaminate sarebbero state adottate nell’ambito delle competenze proprie dei ruoli svolti nella Segreteria di Stato.
Il Tribunale ha ascoltato le arringhe senza che si verificassero incidenti rilevanti, e ha fissato la prosecuzione del processo conforme al calendario previsto. L’appello si svolge in un clima di particolare attenzione mediatica ed ecclesiale, data la portata istituzionale del caso e le sue implicazioni per la credibilità della gestione economica della Santa Sede.
Un processo chiave per la giustizia vaticana
Il giudizio di appello è considerato un momento decisivo non solo per gli accusati, ma anche per il sistema giudiziario vaticano, che negli ultimi anni è stato oggetto di riforme orientate a rafforzare la trasparenza, la rendicontazione e l’indipendenza dei tribunali. Il caso Becciu è stato presentato in questo contesto come una prova significativa del funzionamento di queste riforme nella pratica.
La Santa Sede ha ribadito in diverse occasioni che il processo si svolge con pieno rispetto delle garanzie processuali e del diritto di difesa, sottolineando l’importanza che la giustizia possa seguire il suo corso con serenità e rigore giuridico.
Breve riepilogo del caso Becciu
Il cardinale Giovanni Angelo Becciu, ex sostituto della Segreteria di Stato, è stato una delle figure centrali del processo giudiziario aperto sulla gestione dei fondi della Santa Sede, in particolare in relazione a un controverso investimento immobiliare a Londra finanziato con risorse vaticane. Il caso è emerso pubblicamente nel contesto di un’indagine più ampia su operazioni finanziarie ad alto rischio e presunte irregolarità nell’uso di fondi ecclesiali.
A dicembre 2023, il Tribunale vaticano di primo grado ha condannato Becciu per reati di peculato e abuso di potere, imponendogli una pena detentiva, sanzioni economiche e inabilitazione per cariche pubbliche. Il cardinale ha sostenuto fin dall’inizio la sua innocenza, negando di aver agito con intento illecito o a beneficio personale, e difendendo che le sue decisioni si sono conformate alle responsabilità proprie del suo ruolo.
Dopo la sentenza, la difesa ha presentato ricorso in appello, dando inizio a questa nuova fase processuale, in cui il Tribunale dovrà pronunciarsi in modo definitivo sulle responsabilità penali e amministrative derivanti dal caso.
In attesa dello sviluppo del processo
Il Tribunale di Appello continuerà a esaminare nelle prossime udienze gli argomenti presentati dalle parti prima di emettere una risoluzione. L’esito del processo sarà seguito da vicino sia all’interno che all’esterno del Vaticano, dato che riguarda una delle cause giudiziarie più rilevanti della storia recente della Santa Sede.