Più grande del bramito delle acque impetuose

Più grande del bramito delle acque impetuose

Di James Patrick Reid

Più grande del ruggito delle acque impetuose,
più glorioso del flutto del mare,
il Signore è glorioso lassù.
Veramente, i tuoi decreti sono degni di fiducia (Salmo 92/93,4)

Le inondazioni distruttive possono tentare uno a mettere in dubbio il governo del Signore sulla Creazione o l’affidabilità dei suoi decreti. Ma l’acqua racchiude una lezione per noi, una lezione che non passò inosservata a Leonardo da Vinci, i cui disegni e note esplorano il potenziale dell’acqua in movimento per il bene o per il male. Leonardo scoprì ordine nel caos apparente e nella forza dell’acqua impetuosa.

L’associazione dell’acqua con il caos risale all’alba della Creazione: «La terra era informe e vuota, e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso». (Genesi 1,2) Nell’immaginario biblico, le acque profonde sono il baluardo dei demoni. L’acqua rappresenta tutta la materia in quanto informe e caotica, propensa alla ribellione, in attesa di essere formata e resa luminosa. All’inizio, lo Spirito di Dio si muoveva sulle acque per trarre ordine dal caos, ma poi il peccato dell’uomo ha rimestato di nuovo le oscure profondità della ribellione.

Alla fine, il Signore bandirà questo abisso di tenebre dalla terra; il mare non esisterà più. (Apocalisse 21,1) Nel frattempo, nella sua Passione e Risurrezione, il mistero pasquale in cui siamo battezzati, il Signore divide il mare con il suo potere; spezza le teste dei draghi nelle acque. (Salmo 74,13)

Cristo santifica le acque con la sua discesa nel Giordano, anticipazione della sua morte mediante la quale vince il diavolo. L’acqua illuminata diventa strumento di salvezza; e, come canta la Chiesa orientale nella festa del Battesimo del Signore, «oggi le acque mistiche irrigano tutta la creazione».

Nella vittoria di Cristo, gli abissi oscuri e informi si riempiono di luce, e si rivela la trasformazione di tutta la creazione: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». La redenzione dell’uomo inizia con la purificazione e redenzione della materia, nella benedizione dell’acqua in cui è battezzato, quando il Signore «realizza la salvezza in mezzo alla terra». (Salmo 74,12)

L’opera degli artisti imita l’opera formatrice e trasformatrice del Signore. Un artista immerge le mani nella materia rudimentale per trasformarla, estraendone una forma più elevata e luminosa. La forma, nella natura e nell’arte, risulta sempre dal movimento ed esprime movimento.

Da qui, la chiave del buon disegno è il gesto, il movimento di una forma, e la coreografia di movimenti pienamente coordinati in qualsiasi forma composta o insieme di forme. Osserviamo, ad esempio, questo paesaggio disegnato da Thomas Gainsborough (al Metropolitan Museum of Art).

L’artista sente i movimenti di colline e valli come onde ondulanti, che discendono dalla destra, retrocedono e si elevano a sinistra. L’impulso verso destra della montagna si ripete e si amplifica nella forma luminosa del cielo e si equilibra con l’albero inclinato verso sinistra.

O consideriamo questa acquerello di John Sell Cotman (al British Museum).

Il primo piano avanza e retrocede verso la fabbrica, il cui fumo ascendente rima con le forme delle nuvole che si spostano nel cielo verso sinistra, fino a incontrare nuvole quasi verticali situate all’interno di una zona triangolare di cielo blu che ci conduce verso la coppia di nuvole, una grigia e l’altra luminosa e calda, che si introducono dalla sinistra per equilibrarsi e intrecciarsi con la grande nuvola grigia che spinge dalla destra.

La nuvola luminosa è rafforzata dal fiume brillante e riflettente sottostante, che si estende verso il basso e in avanti, verso di noi, dalla sinistra, in tensione equilibrata con il movimento all’indietro della terra a destra. L’alto albero maestro della barca, trascinato dal potente spazzamento di quella terra a destra, si inclina nella sua direzione, minacciando di squilibrare l’intera scena.

La nuvola luminosa, tuttavia, si aggrappa a esso per impedirgli di inclinarsi ulteriormente. (Si noti che tutti i strati dello spazio interagiscono all’interno del piano pittorico, allo stesso modo in cui il vicino e il lontano, il passato e il presente, interagiscono nella coscienza.) Le tensioni equilibrate manifestano un’organizzazione esaustiva di forze potenti.

In ciascuna di queste opere d’arte (come in migliaia di altre opere maestre), l’artista vede la natura in uno stato di tumulto, ma provvidenzialmente organizzata nella totalità dei suoi vari movimenti. La materia di questo mondo, come un mare tumultuoso, cede al potere ordinatore del logos. È così elevata a un livello superiore di energia.

Questa riformazione dei dati sensoriali in un’opera d’arte magnifica l’opera creatrice, salvatrice e governante della provvidenza del Logos divino, e rimanda all’Incarnazione redentrice e alla Passione per le quali siamo salvati dal oscuro disordine del peccato.

Tutte le cose cooperano per il bene, per la bellezza, in questa visione transfiguratrice.

L’arte degna di quel nome non copia le apparenze; come ogni scienza, penetra le apparenze e l’apparente casualità per trovare e rivelare leggi e relazioni invisibili. Esiste il libro della natura, esiste il libro dell’arte, e esiste il libro della Scrittura. Nessuno di essi può essere compreso senza un lungo sforzo e attenzione.

Il mondo non è perfetto come un’immagine; il male e il disordine abbondano, e aumenteranno negli ultimi giorni, quando i popoli soffriranno «angoscia e perplessità a causa del ruggito del mare e delle onde… E allora vedranno il Figlio dell’uomo venire». (Luca 21,25-26) L’arte bella indica il nuovo cielo e la nuova terra che il Signore stabilirà allora (Apocalisse 21,1).

L’artista deve addestrare la sua mente a vedere in modo provvidenziale; e lo spettatore attento dell’arte acquisisce gradualmente la stessa visione, affine alla visione degli autori biblici di tutte le cose che cooperano per la gloria di Dio e la nostra salvezza, anche quando le acque del diluvio si alzano, «il mare ruggisce e spuma, e i monti tremano al suo tumulto». (Salmo 45/46,3)

Sull’autore

James Patrick Reid insegna pittura e disegno al Benedictine College, ad Atchison, Kansas, e svolge il ruolo di artista residente al Center for Beauty and Culture dell’università. Insegna anche un corso di laurea online sulla storia e la teoria dell’arte cattolica per la Franciscan University of Steubenville. Un portfolio della sua opera è disponibile sul suo sito web.

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