Trascrizione completa dell'off the record di Cobo «Sono molto stanco della Valle. Come se ti deprimessero»

Trascrizione completa dell'off the record di Cobo «Sono molto stanco della Valle. Come se ti deprimessero»

InfoVaticana ha avuto accesso alla trascrizione letterale di una riunione tenuta dal cardinale José Cobo con i giornalisti il 23 de enero de 2026, in cui l’arcivescovo di Madrid affronta in dettaglio il suo ruolo nel processo di negoziazione sul Valle de los Caídos.

Durante la conversazione, Cobo insiste in modo reiterato che la diocesi di Madrid non ha giurisdizione né sulla comunità benedettina né sulla basilica, limitando la sua competenza esclusivamente all’ambito pastorale.

“Non abbiamo giurisdizione”

In diversi momenti della riunione, il cardinale sottolinea che la diocesi “passa da lì” e che il Valle de los Caídos non è di sua competenza. “Non abbiamo giurisdizione né sulla comunità né sulla basilica, se non quella pastorale”, afferma testualmente, aggiungendo che non può decidere su aspetti materiali come banchi, cappelle, accessi o interventi architettonici.

Secondo il suo racconto, qualsiasi decisione sulla basilica spetta alla Santa Sede, con cui il Governo avrebbe mantenuto conversazioni dirette attraverso il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin.

L’origine del processo

Cobo spiega che il suo coinvolgimento è iniziato dopo una richiesta di aiuto da parte della comunità benedettina, che gli ha trasmesso il rischio di espulsione. Da lì, sono state poste due “cartelle”: la continuità della comunità e il futuro della basilica.

In relazione alla comunità, il cardinale indica che è stato promosso un processo interno che ha portato a un cambio di priore, accompagnato da priori di Solesmes e Leyre. Per quanto riguarda la basilica, insiste che la negoziazione spettava esclusivamente alla Santa Sede.

La firma e il “quadro generale”

Interrogato sul documento firmato con rappresentanti del Governo, Cobo sostiene che la sua azione si è limitata a “permettere il dialogo” e a stabilire un “quadro minimo” affinché la Santa Sede avesse conoscenza della situazione.

“Io non ho preso nessuna decisione”, afferma, insistendo sul fatto che non ha autorizzato interventi specifici né ha delimitato zone precise del tempio. Secondo la sua versione, il documento non entra in dettagli su presbiterio, banchi o cappelle.

Contraddizioni e limiti riconosciuti

Nel corso della riunione, il cardinale riconosce esplicitamente che qualsiasi azione sulla basilica deve essere decisa dalla Santa Sede, e che lui non può né intervenire né valutare aspetti tecnici o liturgici specifici.

Ammette anche che la nuova comunità benedettina ha optato per la via del ricorso amministrativo, una decisione che, come indica, rispetta sebbene non fosse quella che lui aveva raccomandato inizialmente.

Relazione con il Governo e la Santa Sede

Cobo afferma che il Governo mantiene “molto chiaro” che la proprietà e le decisioni sulla basilica devono essere trattate con la Santa Sede, e che le riunioni chiave si sono prodotte tra l’Esecutivo e il Vaticano.

In questo contesto, sottolinea che il suo ruolo è stato di contenimento e mediazione, senza assumere competenze che non gli spettano.

Un racconto in disputa

Infine, il cardinale esprime la sua preoccupazione per ciò che qualifica come un “racconto interessato” intorno al processo, indicando che teme che il conflitto si incistizzi e derivi in un’interpretazione diversa dei fatti.

La trascrizione completa di questa riunione, a cui ha acceduto InfoVaticana, aporta nuovi elementi sul ruolo svolto dall’arcivescovo di Madrid nel processo di negoziazione sul futuro del Valle de los Caídos.

Nota della redazione: InfoVaticana non si considera eticamente vincolata dal carattere “off the record” di questo incontro, essendo stata esclusa dalla convocazione nonostante sia il mezzo ecclesiale con maggiore audience in Spagna.

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