León XIV: «La Tradizione ecclesiale si dirama lungo la storia attraverso la Chiesa»

León XIV: «La Tradizione ecclesiale si dirama lungo la storia attraverso la Chiesa»

Nella Udienza Generale celebrata questo mercoledì 28 gennaio nell’Aula Paolo VI, il papa Leone XIV ha proseguito il suo ciclo di catechesi dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II, centrando il suo insegnamento sulla Costituzione dogmatica Dei Verbum e, in modo particolare, sul vincolo inseparabile tra la Sacra Scrittura e la Tradizione come unico deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa.

Il Pontefice ha sottolineato che la Rivelazione non si trasmette solo mediante un testo scritto, ma attraverso una Tradizione viva, assistita dallo Spirito Santo, che custodisce, interpreta e trasmette fedelmente la Parola ricevuta da Cristo. Appoggiandosi al Vangelo di san Giovanni e al mandato missionario del Risorto, Leone XIV ha ricordato che Scrittura e Tradizione sgorgano da una stessa fonte divina e camminano insieme lungo la storia, sotto la guida del Magistero, senza potersi separare né opporsi l’una all’altra.

Il Papa ha insistito sul fatto che questo «deposito» non è una realtà statica, ma viva e organica, che cresce nella comprensione della Chiesa senza perdere la sua identità, e ha avvertito della responsabilità di tutti —pastori e fedeli— di custodire integra la fede ricevuta, specialmente in un contesto storico segnato dalla confusione dottrinale e dalla frammentazione del messaggio cristiano.

Pubblichiamo di seguito la catechesi completa di Leone XIV:

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguendo la lettura della Costituzione conciliare Dei Verbum sulla Rivelazione divina, oggi riflettiamo sul rapporto tra la Sacra Scrittura e la Tradizione. Possiamo prendere come sfondo due scene evangeliche. Nella prima, che ha luogo nel Cenacolo, Gesù, nel suo grande discorso-testamento rivolto ai discepoli, afferma: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora con voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre invierà nel mio nome, vi insegnerà tutto e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. […] Quando verrà lui, lo Spirito di verità, vi guiderà alla verità tutta intera» (Gv 14,25-26; 16,13).

La seconda scena ci porta, invece, sulle colline della Galilea. Gesù risorto si manifesta ai discepoli, che sono sorpresi e dubbiosi, e dà loro un’indicazione: «Andate e fate discepoli tutti i popoli, […] insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho ordinato» (Mt 28,19-20). In entrambe le scene è evidente l’intimo rapporto tra la parola pronunciata da Cristo e la sua diffusione lungo i secoli.

È ciò che afferma il Concilio Vaticano II ricorrendo a un’immagine suggestiva: «La Sacra Scrittura e la Sacra Tradizione sono strettamente unite e si comunicano tra loro. Poiché entrambe procedono dalla stessa fonte divina, formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fine» (Dei Verbum, 9). La Tradizione ecclesiale si dirama lungo la storia attraverso la Chiesa, che custodisce, interpreta e incarna la Parola di Dio. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (cfr. n. 113) rimanda, a questo proposito, a un lemma dei Padri della Chiesa: «La Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che negli strumenti materiali», cioè nel testo sacro.

Seguendo le parole di Cristo che abbiamo citato in precedenza, il Concilio afferma che «la Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l’aiuto dello Spirito Santo» (DV, 8). Ciò avviene con la piena comprensione mediante «la riflessione e lo studio dei credenti», attraverso l’esperienza che nasce da «un’intelligenza più profonda delle cose spirituali» e, soprattutto, con la predicazione dei successori degli apostoli che hanno ricevuto «un carisma sicuro della verità». In sintesi, «la Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che crede» (ib.).

Famosa è, a questo proposito, l’espressione di San Gregorio Magno: «La Sacra Scrittura cresce con chi la legge». [1] E già San Agostino aveva affermato che «un solo è il discorso di Dio che si sviluppa in tutta la Scrittura e un solo è il Verbo che risuona in bocca di tanti santi». [2] La Parola di Dio, quindi, non è fossilizzata, ma è una realtà viva e organica che si sviluppa e cresce nella Tradizione. Quest’ultima, grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua verità e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia.

Suggestivo, in questa linea, è ciò che proponeva il santo Dottore della Chiesa John Henry Newman, nella sua opera intitolata Lo sviluppo della dottrina cristiana. Affermava che il cristianesimo, sia come esperienza comunitaria che come dottrina, è una realtà dinamica, così come indicò lo stesso Gesù con le parabole del seme (cfr. Mc 4,26-29): una realtà viva che si sviluppa grazie a una forza vitale interiore. [3]

L’apostolo Paolo esorta ripetutamente il suo discepolo e collaboratore Timoteo: «Timoteo, custodisci il deposito che ti è stato affidato» (1 Tm 6,20; cfr. 2 Tm 1,12.14). La Costituzione dogmatica Dei Verbum fa eco di questo testo paolino quando dice: «La Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un unico deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa», interpretato dal «magistero vivo della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo» (n. 10). «Deposito» è un termine che, nella sua matrice originaria, è di natura giuridica e impone al depositario il dovere di conservare il contenuto, che in questo caso è la fede, e di trasmetterlo integro.

Il «deposito» della Parola di Dio è anche oggi nelle mani della Chiesa e di tutti noi, nei diversi ministeri ecclesiali, dobbiamo continuare a custodirlo nella sua integrità, come una stella polare per il nostro cammino nella complessità della storia e dell’esistenza.

In conclusione, cari fratelli, ascoltiamo di nuovo la Dei Verbum, che esalta l’interconnessione tra la Sacra Scrittura e la Tradizione: entrambe —afferma— sono così unite e intrecciate tra loro che non possono sussistere indipendentemente, e insieme, secondo il loro proprio modo, sotto l’azione di un unico Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime (cfr n. 10).

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[1] Omelie su Ezechiele I, VII, 8: PL 76, 843D.

[2] Enarrationes in Psalmos 103, IV, 1

[3] Cfr. J.H. Newman, Lo sviluppo della dottrina cristiana, Milano 2003, p. 104.

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