Il Ministero della Giustizia russo ha incluso ILGA World, la federazione internazionale che raggruppa più di 2.000 organizzazioni per i diritti LGTBI+ in tutto il mondo, nella lista delle “organizzazioni indesiderabili”, una misura che implica il divieto della sua attività all’interno del territorio russo e apre la porta a sanzioni penali per coloro che lavorano o collaborano con essa, come confermato da fonti ufficiali e dalla stessa organizzazione.
La decisione è stata annunciata dal Ministero della Giustizia il 21 gennaio 2026 e si basa su una legge che permette di dichiarare “indesiderabili” entità straniere le cui attività sono considerate contrarie alle norme o alla sicurezza interna della Russia. Tale designazione comporta il divieto di operare, di cooperare con l’entità e espone le persone fisiche o giuridiche che mantengono legami con essa a gravi conseguenze legali, inclusi procedimenti penali.
Conseguenze legali e penalizzazione
In base alla legislazione russa vigente, le organizzazioni dichiarate indesiderabili non possono svolgere attività all’interno del paese, e coloro che mantengono relazioni professionali o di qualsiasi collaborazione con esse affrontano sanzioni che possono includere pene di prigione. Nel caso di ILGA World, fonti dei diritti umani indicano che la misura potrebbe costituire un passo ulteriore nella strategia del governo russo per reprimere la società civile e isolare i difensori dei diritti umani, sebbene il comunicato ufficiale non utilizzi quel linguaggio.
L’organizzazione ILGA World —che rappresenta associazioni LGTBI+ di più di 170 paesi e territori— ha denunciato che la decisione fa parte di un pattern più ampio di molestie contro attivisti e gruppi di diritti umani in Russia, che negli ultimi anni ha adottato varie norme restrittive contro le espressioni e organizzazioni LGTBI+.
Un contesto di legislazione ostile
La misura si verifica nel quadro di un contesto legale in Russia che è stato qualificato dai difensori dei diritti umani come profondamente restrittivo rispetto alle libertà fondamentali della comunità LGTBI+. Dal 2013, la diffusione di informazioni positive sulle relazioni dello stesso sesso è proibita, e nel 2023 la Corte Suprema russa ha dichiarato il movimento internazionale LGTBI come “organizzazione estremista”, con possibili conseguenze penali per coloro che partecipano ad attività correlate.
Organizzazioni indipendenti, come ILGA-Europe, hanno avvertito che questa designazione può esporre attivisti, collaboratori e difensori dei diritti umani a rischi di vigilanza, detenzione e persecuzione legale, rendendo difficile il lavoro della società civile in un paese dove i quadri legali già penalizzano severamente qualsiasi espressione pubblica in difesa dei diritti LGTBI+.
Reazione della federazione LGTBI+
Julia Ehrt, direttrice esecutiva di ILGA World, ha qualificato la misura come parte di un “episodio ulteriore nel repertorio autoritario” del governo russo, argomentando che l’etichetta di “indesiderabile” non punisce un’organizzazione in sé, ma si inserisce in un pattern più ampio di restrizioni che mirano a silenziare voci critiche e marginalizzare le minoranze sociali.
La designazione di ILGA World come organizzazione indesiderabile in Russia si aggiunge a decisioni simili contro altre ONG e gruppi di diritti umani, il che per osservatori esterni rappresenta un irrigidimento delle politiche russe contro attori internazionali della società civile.