Vangelo del giorno 23 gennaio 2026 – Marco 3, 13-19

Prima Lettura

Lettura dal primo libro di Samuele

1 Samuele 24, 3-21

In quei giorni, Saul prese con sé tremila uomini valorosi da tutto Israele e partì in cerca di Davide e della sua gente, in direzione delle rocce chiamate «le Capre Montane», e arrivò dove c’era un ovile, lungo la strada. C’era lì una grotta, e Saul vi entrò per soddisfare i suoi bisogni.

Davide e i suoi uomini erano seduti sul fondo della grotta. Essi gli dissero: «È arrivato il giorno che ti ha annunciato il Signore, quando ti fece questa promessa: ‘Metterò il tuo nemico nelle tue mani, perché tu ne faccia ciò che ti sembra meglio’ «.

Davide si alzò in silenzio e tagliò la punta del mantello di Saul. Ma a Davide rimorse la coscienza per aver tagliato il mantello di Saul e disse ai suoi uomini: «Mi guardi Dio dal levare la mano contro il re, perché è l’unto del Signore». Con queste parole Davide trattenne i suoi uomini e non permise loro di assalire Saul.

Saul uscì dalla grotta e continuò il suo cammino. Davide uscì dietro di lui e gli gridò: «Re e signore mio». E quando Saul si voltò indietro, Davide gli fece una grande riverenza, chinando la testa fino a terra, e gli disse: «Perché dai retta alla gente che dice: ‘Davide cerca di farti del male’? Rendi conto che oggi il Signore ti ha messo nelle mie mani nella grotta e avrei potuto ucciderti, ma ti ho risparmiato la vita, perché mi sono detto: ‘Non alzerò la mano contro il re, perché è l’unto del Signore’. Guarda la punta del tuo mantello nella mia mano. L’ho tagliata e non ti ho ucciso. Riconosci dunque che in me non c’è tradimento e che non ho peccato contro di te. Tu invece cerchi l’occasione di togliermi la vita. Il Signore sia giudice tra me e te, e mi renda giustizia. Io non alzerò la mano contro di te, perché, come dice l’antico proverbio: ‘I malvagi agiscono male’. Contro chi sei uscito a combattere, re di Israele? Chi stai inseguendo? Un cane morto, una pulce. Il Signore sia il giudice e decida tra me e te. Esamini la mia causa e mi liberi dalla tua mano».

Quando Davide ebbe finito di parlare, Saul gli rispose: «Sei tu, Davide, figlio mio, che mi parli così?» Saul scoppiò in lacrime e, alzando la voce, gli disse: «Tu sei più giusto di me, perché solo mi fai del bene, mentre io cerco il tuo male. Oggi hai dimostrato con me la tua grande bontà, poiché il Signore mi ha messo nelle tue mani e tu non mi hai tolto la vita. Quale uomo, che trova il suo nemico, gli permette di andarsene per la sua strada in pace? Il Signore ti ricompensi per ciò che oggi hai fatto con me. Ora sono certo che diventerai re e che il regno di Israele si consoliderà nelle tue mani».



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Marco 

Marco 3, 13-19

In quel tempo, Gesù salì sul monte e chiamò a sé quelli che volle, ed essi vennero a lui. Ne costituì dodici, perché stessero con lui e perché li mandasse a predicare con il potere di scacciare i demoni.

Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, che poi lo tradì.

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