Il Vaticano analizza la proposta di aderire al «Board of Peace» di Trump

Il Vaticano analizza la proposta di aderire al «Board of Peace» di Trump

La Santa Sede sta studiando come rispondere all’invito del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per unirsi a un organismo chiamato “Board of Peace” incentrato su Gaza, come riportato dalla Catholic News Agency. Il Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, ha confermato il 21 gennaio che il Papa ha ricevuto la proposta e che il Vaticano la sta valutando “a fondo”, scartando fin da subito qualsiasi contributo economico. La cautela arriva in un momento in cui Roma cerca di mantenere margine di manovra diplomatica in uno scenario internazionale sempre più polarizzato.

Un organo fuori dall’ONU e con “posti” permanenti

Secondo quanto appreso dai media internazionali, il “Board of Peace” si presenterebbe come un’iniziativa indipendente dalle Nazioni Unite, con uno schema di partecipazione che includerebbe posti permanenti e contributi dei paesi che vi aderiscono. Parolin ha chiarito che la Santa Sede non è in condizioni di partecipare finanziariamente e che, se lo facesse, sarebbe da una posizione diversa da quella di altri Stati.

Il cardinale ha aggiunto che anche altri paesi stanno valutando la loro risposta, citando il caso dell’Italia, e ha avvertito sul clima di tensioni tra Stati Uniti ed Europa, che —ha detto— “non è salutare” per una situazione internazionale già grave.

Il “modo Vaticano”

La riserva con cui Roma si muove di fronte alla proposta di Trump si adatta al tono segnato da Leone XIV nel suo recente discorso al corpo diplomatico: critica alla “diplomazia basata sulla forza”, difesa del dialogo e richiamo alla centralità del diritto alla vita, insieme alla libertà religiosa e al rispetto del diritto internazionale.

Un esempio recente: Venezuela e la mediazione per evitare un intervento militare

Quel tentativo di mantenere aperti i canali di negoziazione —anche quando la situazione scivola verso fatti compiuti— si è visto pochi giorni fa in Venezuela. Parolin ha confermato che la Santa Sede ha cercato di mediare per evitare un intervento militare statunitense, esplorando una via d’uscita che impedisse spargimento di sangue, persino cercando un possibile accordo con Nicolás Maduro e altri attori del regime, sebbene senza successo.

Leggi anche: Parolin ha cercato una via d’uscita negoziata per Maduro prima dell’intervento degli EE. UU.

Dopo la cattura di Maduro il 3 gennaio, il Segretario di Stato ha ammesso che il Vaticano si trova ora di fronte a una situazione “de facto” e ha espresso il desiderio che il paese avanzi verso la stabilità, la ripresa economica e la democratizzazione.

Leone XIV ha anche affrontato pubblicamente la crisi venezuelana e ha ricevuto in udienza la leader dell’opposizione María Corina Machado il 12 gennaio, rafforzando l’interpretazione di una Santa Sede che vuole conservare un ruolo attivo —e non meramente simbolico— nei principali fronti in cui Washington è coinvolto.

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