Una liturgia tra Oriente e Occidente: Messa pontificale con il cardinale Bychok in Australia

Una liturgia tra Oriente e Occidente: Messa pontificale con il cardinale Bychok in Australia

Il monastero tradizionale Carmel of Elijah (Mathoura, Nuovo Galles del Sud, Australia) ha celebrato il 10 e 11 gennaio 2026 l’inizio dei lavori della prima fase della sua residenza monastica e una Messa Pontificale Solenne all’aperto, con il cardinale Mykola Bychok —cardinale ucraino di rito orientale— che è inoltre il più giovane del Collegio Cardinalizio, ha presieduto dal trono e il vescovo Columba Macbeth-Green celebrando come ordinario del luogo.

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Avvio dei lavori con circa 750 partecipanti e presenza di diversi vescovi

La comunità spiega che il sabato 10 gennaio ha avuto luogo la cerimonia di “groundbreaking” per segnare l’inizio della costruzione della prima fase della residenza del monastero. Si stima che abbiano partecipato circa 750 persone, alcune da diversi punti del paese, oltre a autorità locali, membri del team tecnico del progetto, rappresentanti di comunità cristiane locali e visitatori da diverse regioni dell’Australia.

La prima palata è stata realizzata dal cardinale Bychok, dal vescovo Macbeth-Green, da Colleen Jreissati (in rappresentanza di Elias Jreissati, principale benefattore della futura cappella) e dal sindaco del consiglio locale. Dopo i discorsi, la cronaca del monastero sottolinea il gesto di molti fedeli che si sono inginocchiati nella polvere rossastra per ricevere la benedizione del cardinale.

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Una Messa “pontificale” in campagna: faldistorio, trono e tre tende

Il giorno successivo, domenica 11 gennaio, il vescovo Columba ha celebrato una Messa Solenne Pontificale al faldistorio —fuori dalla cattedra— con il cardinale Bychok che presiedeva dal trono. Secondo il monastero, hanno partecipato circa 450 persone, e la liturgia si è svolta nel paddock dove sorgerà la cappella, sotto tre grandi tende, nel luogo esatto del futuro altare.

La stessa cronaca interpreta l’atmosfera con riferimenti biblici espliciti: “Signore, com’è bene stare qui” (Mt 17,4) e il salmo “Quanto desiderabili sono le tue dimore!” (Sal 84), applicati allo scenario di tende e accampamenti in campagna.

Canto gregoriano, greco e slavo: incontro di riti orientale e occidentale

Uno degli elementi più singolari del fine settimana è stata la convergenza liturgica tra tradizioni orientali e occidentali. Il monastero spiega che, sebbene le parti principali della Messa siano state recitate in latino e si sia impiegato il canto gregoriano, il coro ha interpretato anche pezzi in greco e slavo, e il cardinale è intervenuto in ucraino, culminando con la benedizione solenne secondo il suo rito, usando dikirion e trikirion e dalla moquette rituale denominata “Eagle Rug”.

La musica è stata affidata a una schola e a un organista arrivati dalla parrocchia Maternal Heart of Mary (Lewisham). Tra i pezzi spicca una composizione polifonica originale di Nathan Culshaw, basata su Esodo 3,5 (“Togliti i sandali…”), che —secondo la cronaca— ha acquisito una forza simbolica speciale quando si è smossa la terra del terreno.

Un gesto poco comune: il cardinale entra in clausura

Le carmelitane sottolineano un altro dettaglio eccezionale: i cardinali hanno il privilegio di entrare in clausura, e per questo hanno potuto accogliere il cardinale Bychok e il suo seguito all’interno della zona di vita contemplativa. Per la comunità, è stato un “grande conforto” e un segno di sostegno alla loro vocazione nascosta.

La cronaca conclude interpretando quanto vissuto come frutto di una “edificazione spirituale” sostenuta dalla preghiera quotidiana fin dal loro arrivo sette anni fa, e ringrazia il lavoro di circa 100 volontari, il sostegno del Christus Rex Pilgrimage Committee, il prestito di una tenda-santuario da parte dell’arcidiocesi di Sydney, e le fotografie di Patrick Giam.

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