La «cappella spagnola» apre le sue porte in Terra Santa con Messa solenne

La «cappella spagnola» apre le sue porte in Terra Santa con Messa solenne

La cappella dell’Immacolata Concezione, nota come la «cappella spagnola», è stata inaugurata questo mercoledì 14 gennaio a Beit Sahour, sulla collina del Campo dei Pastori, alla periferia di Betlemme, con una Messa presieduta da Emilio Rocha, arcivescovo di Tangeri, e concelebrata dal custode della Terra Santa, Francesco Ielpo, come riferisce Alfa y Omega.

Il progetto —promosso dalla Spagna e legato alla Custodia della Terra Santa— è stato approvato nel 2018 ed è andato avanti dopo più di cinque anni segnati dalla pandemia e dalla guerra. L’iniziativa è stata finanziata interamente con donazioni provenienti dalla Spagna e nel 2022 è stato affidato all’artista Miguel Ángel Laguna l’insieme artistico del presbiterio.

«Un sogno diventato realtà»

Luis Quintana, rappresentante in Spagna del custode della Terra Santa, ha spiegato che l’inaugurazione culmina un processo di costruzione durato più di cinque anni dall’inizio della raccolta di donazioni. A suo giudizio, «è un orgoglio» che la Spagna abbia in Terra Santa uno spazio celebrativo aperto a tutti, legato a Maria Immacolata e ai pastori di Betlemme, e ha descritto l’inaugurazione come «un sogno diventato realtà».

Alla celebrazione hanno partecipato il console generale di Spagna a Gerusalemme, Javier Gutiérrez, il console aggiunto Luis Pertuso, e un gruppo di pellegrini spagnoli.

Un presbiterio centrato sull’Immacolata

Il presbiterio articola il suo messaggio intorno all’Immacolata, rappresentata in una mandorla mistica secondo l’iconografia francescana, con il Bambino Gesù in braccio e la luna e il serpente ai suoi piedi. Intorno alla figura centrale si dispongono 20 icone circolari che compongono un vía matris di santuari mariani in Terra Santa.

Su uno dei lati appare il popolo spagnolo che venera Maria, con figure come Santiago Apóstol o san Fernando III, sotto l’iscrizione tota pulchra es Maria. Nell’altro, la Famiglia Francescana, con i martiri di Damasco, accanto alla frase tu gloria Hierusalem.

L’insieme si completa con un medaglione di bronzo dell’abbraccio di san Gioacchino e santa Anna sull’altare, un giglio nell’ambone come simbolo della verginità di Maria, un via crucis con reliquie della Via Dolorosa e una porta d’ingresso che ricrea un cielo stellato con l’iscrizione «Gloria a Dio in cielo».

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