Quasi una settimana dopo il Concistoro straordinario convocato dal Papa Leone XIV, il quotidiano italiano Il Giornale ha pubblicato ampi estratti delle relazioni preparate per l’incontro a porte chiuse tra il Pontefice e i cardinali, che permettono di conoscere con maggiore dettaglio l’ampiezza dei dibattiti e le linee che potrebbero segnare l’inizio del nuovo pontificato.
Secondo il mezzo italiano, i lavori si sono concentrati infine su due dei quattro temi inizialmente previsti: una rilettura dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium e la questione del Sinodo e della sinodalità. Sono rimasti esclusi, per mancanza di tempo, le riflessioni sulla Costituzione apostolica Praedicate Evangelium e la liturgia, sebbene le relazioni preparate per questi argomenti fossero ugualmente disponibili per i cardinali.
Fernández e la rilettura di Evangelii gaudium
La prima delle due relazioni presentate nell’aula è stata quella del cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. Nel suo intervento, Fernández ha sottolineato che, sebbene possano prodursi cambiamenti rispetto al pontificato precedente, l’impulso di Evangelii gaudium non può essere “sepolto”.
Il porporato argentino ha difeso un’evangelizzazione che non si basi su ciò che ha qualificato come una “proclamazione ossessiva” di tutte le dottrine e norme, appellandosi alla creatività pastorale e a una revisione sia delle pratiche ecclesiali sia del contenuto abituale di omelie e discorsi.
Grech e la sinodalità come metodo permanente
La seconda relazione è stata presentata dal cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo. In essa ha insistito sul fatto che il processo sinodale non limita in alcun modo il primato del Romano Pontefice, ricordando che spetta sempre al Papa convocare, guidare e, se necessario, sospendere il cammino sinodale.
Grech ha proposto una sinodalità articolata in diversi livelli, con un coinvolgimento differenziato a seconda dei temi trattati, e ha persino suggerito incontri periodici del Papa con i presidenti delle conferenze episcopali.
Le relazioni non dibattute: Curia e liturgia
Sebbene non siano arrivate a essere discusse nell’aula, Il Giornale ha avuto accesso anche alle relazioni preparate su Praedicate Evangelium e la liturgia. La prima, elaborata dal cardinale Fabio Baggio, presenta la riforma della Curia come una struttura al servizio della missione e dei vescovi, insistendo sulla “sana decentralizzazione” e su una Curia concepita come “centro di ascolto”.
Più controversa risulta la relazione del cardinale Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il Culto Divino, dedicata alla liturgia. Secondo il quotidiano italiano, il testo adotta un tono chiaramente critico verso la liturgia tradizionale e rivendica senza sfumature le restrizioni imposte da Traditionis Custodes.
Roche sostiene che non è possibile accettare la validità del Concilio senza accogliere pienamente la riforma liturgica, una posizione che ha generato tensioni con comunità legate alla liturgia tradizionale.
Un dibattito che anticipa tensioni
La pubblicazione di queste relazioni getta luce su un Concistoro che, sebbene breve, punta a dibattiti di fondo all’inizio del pontificato di Leone XIV, specialmente in materie come la sinodalità, l’evangelizzazione e la liturgia.
